Due Chiese per due quartieri: la nascita dei quartieri “fratelli” di Carrassi e San Pasquale di Bari – PRIMA PARTE: La tormentata storia della Chiesa del SS. Sacramento

De Bartolo2

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La nascita oltre la cinta ferroviaria dei primi due quartieri suburbani di Bari, Carrassi e San Pasquale dette inizio, nei primi anni del Novecento, alla caotica espansione urbanistica di Bari in direzione sud, mossa da una sovrastimata crescita demografica degli anni ’50.

La storia dello sviluppo di questi quartieri “fratelli” è tuttavia inscindibile dalla sollecitudine pastorale della Chiesa di costituire lì le prime parrocchie extramoenia. Esigenza resa impellente dalla nascita dell’ingombrante, “concorrenziale” complesso della Chiesa Russa, la cui presenza ancora oggi polarizza l’attenzione, relegando nell’ombra le chiese cattoliche vicine: Santa Maria delle Vittorie (che tuttavia verrà fondata in un periodo successivo, essendo originariamente una chiesa conventuale, non parrocchiale), San Marcello (ancora più recente) e, appunto, Nostra Signora del SS. Sacramento (poi rinominata solo “SS. Sacramento”) intorno alla quale si forma il nuovo quartiere Carrassi, praticamente coeva a San Pasquale nel quartiere omonimo.

Due Chiese per due quartieri, quindi. E ci chiediamo: è possibile “capire” Carrassi e San Pasquale leggendo i suoi due principali edifici di culto? Ci proviamo.

1. La tormentata storia della Chiesa del SS. Sacramento

Monsignor Giulio Vaccaro (Napoli 1851-Bari 1924) Vescovo di Bari (1898-1924), paventando l’accrescersi del proselitismo del clero ortodosso nel quartiere – stante l’assenza di luoghi di culto per i cattolici – decise di fondare due nuove parrocchie (erette con decreto arcivescovile del 26 giugno 1916): San Pasquale di Baylon e Nostra Signora del SS. Sacramento, rispettivamente nel quartiere San Pasquale e nel quartiere Carrassi. Quest’ultima trovò inizialmente collocazione nell’Oratorio pubblico del sig. Vincenzo Piombarolo, detto “casina Piombarolo”, ubicata nella via chiamata “Provinciale per Carbonara”: una sede provvisoria, visto che già nell’anno seguente la parrocchia verrà trasferita nella Cappella del Rosario annessa alla Cereria dei F.lli De Leonardis, sita in via Vaccarella n. 29.

Finalmente verrà costruita la Chiesetta del SS. Sacramento (1919-20) in via Buccari: una costruzione modesta (mt. 7,00×3,00), consacrata ufficialmente la domenica 22 agosto 1920 da Mons. Domenico Del Buono, che non presentava nulla di artisticamente rilevante. Un semplice protiro neoromanico inquadrava il portone d’ingresso, che introduceva ad un’aula unica rettangolare voltata a botte; niente stucchi né affreschi, solo tufo all’esterno e intonaco all’interno. Sull’altare maggiore si trovava la statua della Madonna del SS. Sacramento (1920?): non è chiaro di quale fattura, forse era in cartapesta (manifattura leccese?) o forse lignea. Detta statua venne incoronata dal nuovo Vescovo Mons. Marcello Mimmi (1933-52) durante la sua visita pastorale (25 novembre 1934). Nel frattempo la chiesetta, già soggetta a problemi di umidità, subì i danni dell’alluvione (6 novembre 1926) che causò l’ultima grande inondazione di Bari, prima della costruzione del “Canalone”.

Prima Cappellina su via Buccari (1920)
Cappellina – interno (1920)

La vecchia chiesetta non aveva niente a che vedere, quindi, col progetto (1919) dell’Ing. Mauro Amoruso Manzari (Bari 1872-1935), che sarebbe certamente stato più artistico: non ci è pervenuto, ma possiamo farcene un’idea pensando che l’Amoruso aveva già progettato il maestoso Tempio di San Giuseppe (la costruzione della nuova chiesa fu iniziata nel 1913 ed ultimata nel 1930, ma il progetto era pronto già dal 1909) nel quartiere Madonnella. Il parroco Don Giovanni Caradonna (Bari 1881-1941) ricevette un’oblazione di ben £. 50.000 da S. S. Benedetto XV (4 gennaio 1919) onde realizzare il progetto Amoruso, ma, nonostante la generosa offerta del Pontefice, non riuscì nell’impresa.

Non sarà l’unica “occasione mancata” per la Chiesa del SS. Sacramento: esattamente venti anni dopo, smarrito il disegno dell’Amoruso (nel frattempo deceduto nel 1935), venne presentato un nuovo progetto (1939) dal Prof. Ing. Giuseppe Signorile Bianchi (Bari 1894-1979). La reminiscenza dello stile romanico pugliese è evidente, tuttavia il romanico viene rivisitato in chiave novecentista, senza alcuna concessione al neoromanico ottocentesco, ma nel contempo senza rinunciare all’apparato decorativo: era prevista, infatti, una Pietà d’ascendenza michelangiolesca al centro della facciata, e due statue di santi (non identificati) nelle nicchie laterali. Il progetto presenta uno schema analogo – facciata cuspidata e campanile laterale – a quello che Signorile Bianchi redigerà qualche anno dopo per la Chiesa della SS. Trinità (1958), anch’esso inattuato. Il parroco don Leonardo Bitetti (Santeramo 1905 – Bari 1950) raccolse le offerte per l’erigenda Chiesa del SS. Sacramento (vi contribuì anche il podestà Michele Viterbo), e venne posta la prima pietra (7 aprile 1939) che segnò simbolicamente l’inizio dei lavori, appaltati all’Impresa Sig. Francesco Zonno: purtroppo, l’entrata in guerra del nostro Paese (10 giugno 1940), oltre a conseguenze ben più gravi, determinò anche il blocco di molte opere edilizie, sicché anche stavolta la chiesa non venne costruita.

Nel dopoguerra il parroco don Vincenzo Fiore (Bari 1922-93), non volendo proseguire il progetto Signorile Bianchi poiché ritenuto troppo costoso, si rivolse all’ingegner Carone che redasse un nuovo progetto (1951-53). Il Prof. Ing. Tommaso Carone (Altamura, Bari 8 dicembre 1883 – Bari 30 aprile 1953), fu un vero esperto nelle costruzioni ingegneristiche: autore dei grandi viadotti nei pressi di Castellana sulla linea Bari-Taranto, una lapide ne ricorda le virtù professionali, affissa sulla facciata della sua casa natale. Il testo è il seguente:

LAVORATORE INFATICABILE / TECNICO DI GENIALI RISORSE / IL PROF. ING. TOMMASO CARONE / DELLO STATO ALTO FUNZIONARIO / IN QUESTA CASA / TRASCORSE / LA GIOVINEZZA E GLI ULTIMI ANNI / IN CONSIGLIO PROVINCIALE / CADDE / MENTRE ANCORA RIVENDICAVA / I DIRITTI / DEGLI UMILI E DELLA SUA TERRA / AI POSTERI CONSEGNA/ IL RICORDO / DELL’ILLUSTRE FIGLIO / CHE TUTTA LA VITA / CRISTIANAMENTE ILLUMINO’ / DI ONESTA OPEROSITA’ DIGNITA’ / ALTAMURA 8 – 12 – 1883 BARI 30 – 4 – 1953.

Alla morte improvvisa dell’ingegner Carone, subentra lo Studio Tecnico Amoruso Manzari (diretto dai parenti del defunto Mauro Amoruso), che presenta un nuovo progetto (1956), il cui plastico viene per qualche tempo esposto nella sala parrocchiale: un modello che riecheggia nella concavità del prospetto frontale le facciate barocche (come la berniniana S. Andrea al Quirinale), ma la sintesi volumetrica è razionalista. In maniera arbitraria, la Commissione Edilizia pone il veto al progetto del qualificato studio tecnico, il che favorisce i due professionisti che monopolizzeranno l’edilizia sacra barese negli anni ’60-’70: l’Arch. Domenico Di Bari (Andria 1925 – Bari 2009) e l’Ing. Angelo Baldassarre, che in tandem progetteranno anche la Chiesa di Santa Croce nella piazzetta dei Frati Cappuccini, la Chiesa di S. Carlo Borromeo, la Chiesa di S. Cecilia in via Dante, la Chiesa di S. Enrico al Villaggio Trieste, la Chiesa di S. Francesco di Paola nei pressi del Policlinico, la Chiesa di S. Marcello (la primitiva aula, oggi adibita ad uffici parrocchiali nella parte retrostante alla chiesa attualmente visibile), la Chiesa di Maria SS. Addolorata, la Chiesa di S. Paolo al CEP.

Il progetto Baldassarre-Di Bari (1958), prontamente approvato dalla Commissione Edilizia, sarà quello infine attuato: i lavori principiano il 22 giugno 1958, e il 7 marzo 1959 la chiesa viene benedetta dal Vescovo Enrico Nicodemo (1952-73).

Via Buccari nel 1958
Lavori di costruzione nuova chiesa (gennaio 1959)
Benedizione nuova chiesa (1959)

Negli anni ’60 l’artista Aldo Citelli (Ponte San Pietro, Bergamo 1928 – Bari 2005), che nel medesimo periodo realizzava per l’Altare di San Nicola nella Chiesa di S. Giuseppe tre formelle in rame sbalzato, contribuisce all’addobbo della Chiesa. Di sua mano sono i bassorilievi in cemento posti sulla facciata laterale figuranti I 7 Sacramenti, e nell’interno i trittici collocati sugli altari minori (di Sant’Antonio da Padova e Santa Rita da Cascia) nonché le XIV Stazioni della Via Crucis (1964) in rame sbalzato. Tra le altre opere artistiche, di non eccelso pregio, spicca il Cristo crocefisso (scultore Conrad Moroder di Ortisei, 1995) sull’Altar Maggiore, benedetto dal Vescovo Mariano Magrassi (1977-99). All’esterno, la cancellata (scultore Don Antonio Nardi, 1977), che delimita il sagrato, è caratterizzata da un disegno astratto, il cui significato non è chiaro; del pari le vetrate policrome, anch’esse ispirate al tema dei Sacramenti cristiani, tendono all’astrazione, attraverso una forte stilizzazione geometrica. Altre opere significative: la vetrata del confessionale, raffigurante Il Padre Misericordioso (Padre Francesco Radaelli, 2001); il tabernacolo decorato a mosaico (Padre Francesco Radaelli, 1992), nell’area presbiteriale.

Visita della statua di san Nicola in parrocchia (16 maggio 1961)
Benedizione nuovo tabernacolo da parte del vescovo Mariano Magrassi (25 marzo 1992)

In conclusione, la vicenda progettuale di questa chiesa è stata molto tormentata: ben quattro progetti inattuati (Amoruso Manzari 1919; Signorile Bianchi 1939; Carone 1953; Studio Tecnico Amoruso 1956) nell’arco di quasi mezzo secolo, prima di pervenire a quello eseguito (Baldassarre-Di Bari 1958). E se pensiamo che il quartiere Carrassi avrebbe potuto avere una chiesa simile al Tempio di San Giuseppe del Madonnella, non possiamo evitare di rimpiangere un’occasione mancata per la nostra città.

Bibliografia

L. ANACLERIO (a cura di), 1916-2016. Tra le case degli uomini per il dono dell’Eucaristia. La Parrocchia Santissimo Sacramento di Bari 100 anni tra storia, fede e vita di comunità, Modugno (Bari) 2016.


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Leggi anche la seconda parte, sulla Chiesa di San Pasquale


Simone de Bartolo – Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. È Socio Fondatore del Centro Studi “Araldo Di Crollalanza” di Bari.

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1 ha pensato a “Due Chiese per due quartieri: la nascita dei quartieri “fratelli” di Carrassi e San Pasquale di Bari – PRIMA PARTE: La tormentata storia della Chiesa del SS. Sacramento

  1. Ho conosciuto con ammirazione e la tenacia del Don Vincenzo Fiore.
    In tutti i tanti anni di esperienza ha saputo anche far erigere il cinema ” pidochietto” SPENDOR, un Asilo sempre nel complesso edilizio della chiesa. Ho vissuto per diversi anni di fronte la chiesa Russa portando i miei due figli a Comunione e Cresima da lui. In più è stato anche collega per un breve periodo presso l’IPSA SANTARELLA. Con il suo modo di fare ” traffichino” nel senso buono fondò in una villa in una traversa di via Amendola la famosa UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ. NON HA LASCIATO NULLA ALLA SIRELLA E PARENTI MA TUTTO AL CLERO. UN UOMO DA RICORDARE ANCHE SE INVISO

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