Il boom del cinematografo: nel 1907 Bari conta ben 7 nuove sale
copertina film
Ci volle qualche tempo prima che la cittadinanza si rendesse conto di quanto fosse innocua e allo stesso tempo divertente e stimolante quella ‘diavoleria’ dei coniugi Dacome. Apriva incredibili nuovi orizzonti rispetto al piccolo mondo di quegli spettatori. Si poteva anche uscire sconvolti da quella nuova esperienza dove sembrava che sbuffanti locomotive stessero per uscire da quel telo bianco e piombare in sala, o che un leone, una tigre inferocita potesse lanciarsi sugli spettatori in platea. Era tutta finzione ovviamente, non c’era nulla di reale ma era ugualmente impressionante: non s’era mai visto nulla di simile.
Il successo di pubblico del cinematografo Eden è così straordinario che i coniugi Dacome tornarono l’anno dopo e l’altro anno ancora e finalmente, dal 1906, la città poteva contare su due nuove sale sia pure in capannoni di fortuna all’Orto Botanico – un grande polmone verde che iniziava dal mercato del pesce e finiva attaccato alla Camera di Commercio – il Cinematografo Radium e l’American Cinematograph.
Altre due nuove sale, questa volta stabili, si aprirono, entrambe in via Sparano, nello stesso 1906: il Cinematografo Reale e il Cinematografo Parlante, dove però nessuno parlava. Ci vorranno ancora 23 anni prima che il cinema avesse il sonoro.
Infine, il 10 gennaio 1907, in pieno corso Vittorio Emanuele, ecco il cinema Moderno seguito dalla sala Iride, in via Argiro angolo via Piccinni, e il cinematografo Popolare ancora nell’immensa piazza Cavour.

Dunque, in poco più di un lustro, quel borgo, vecchio e nuovo, che già si proiettava al di là della cinta ferroviaria. Nel novembre del 1904 veniva inaugurato il sovrappasso di corso Cavour e all’inizio del 1905 veniva aperto ai carri zeppi di generi alimentari il sottovia De Giosa, che ogni mattina portavano dalla vicina Carbonara, Ceglie, Valenzano, Adelfia, Loseto, Triggiano e altri paesi vicinali della città, ogni ben di Dio. Così, fin dall’inizio del 1907, Bari contava già 7 sale cinematografiche… sempre affollate!

Si pagava due centesimi per una sedia pieghevole o un posto su una panca e un centesimo per un posto in piedi, ma il problema dei gestori era quello di convincere lo spettatore ad uscire dalla sala dopo la fine dello spettacolo, era tutto lì il profitto, ma non era raro che parte del pubblico dopo aver acquistato il posto a sedere pretendeva di restare fino alla chiusura del cinematografo.
Bibliografia:
- Nicola Mascellaro, Una finestra sulla storia; C’era una volta Bari; Quando andavamo al cinema.
- Gigi De Santis, U Cinematògrefe.
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.