Vito Fornari: il molfettese che ha diretto la Biblioteca Nazionale di Napoli
Fornari
Via Vito Fornari, la strada nel quartiere Murat, è dedicata a uno di quei personaggi quasi dimenticati che pure sono stati rappresentativi per l’eccellenza del loro contributo allo sviluppo delle arti e delle scienze nel nostro paese e in particolare nelle nostre contrade. Come tantissimi altri pugliesi aveva trovato in Napoli la possibilità di far emergere le sue indubbie doti di pensatore e, per noi più confacenti, di bibliotecario.
Fornari il primo direttore dopo l’Unità
Fu infatti il primo direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli dopo l’unificazione nazionale nel 1860, fino al 1900, anno della sua scomparsa.

Il suo prestigioso incarico non è stato l’unico o il primo attribuito a un pugliese.
I Volpicella
Infatti, già negli anni trenta del secolo XIX Scipione Volpicella fu il “primo bibliotecario” della Reale Biblioteca Borbonica, appellativo poi cambiato con l’Unità. Scipione fu anche presidente della Società Napoletana di Storia Patria. Era fratello di Luigi, fine storico delle vicende politiche e sociali delle città di antico regime.
I Volpicella erano nativi di Napoli, ma nutrivano profondo affetto per la regione, in particolare per Giovinazzo e Molfetta, città di nascita pure di Fornari, dalla quale i loro avi si erano spostati in Campania, ne sono testimonianza il ricco repertorio Bibliografia Storia di Terra di Bari di Luigi e il Succorpo della Basilica di San Nicola di Scipione.
La vita di Fornari
Tornando alla vita Vito Fornari, il personaggio invece fu traduttore di opere agiografiche della Vita di San Corrado il Bavaro, protettore della sua Molfetta. Da giovanissimo era stato allievo del celebre storico, pure molfettese, Giuseppe Maria Giovene (strada al Picone), al quale dedicò il sermone funebre.

A Napoli fu studente presso il Collegio dei canonici regolari di S. Agostino, ma fu permeato pure dalle concezioni di Basilio Puoti, grammatico, lessicologo e critico letterario che propugnava in fatto di stile la rigida imitazione dei modelli trecenteschi e cinquecenteschi, condensato nel cosiddetto Purismo. La sua accesa spiritualità si esprime nelle opere come Della vita di Gesù Cristo e nelle numerose altre che sono censite nei cataloghi bibliografici on line.
La quarantennale direzione della grande biblioteca napoletana ha indubbiamente rilasciato un segno di profondo affetto nei confronti del Fornari, concretizzatosi nel busto marmoreo che adorna una delle sale di Palazzo Reale.

Omaggio a Mauro Giancaspro
Per amore della completezza dobbiamo dire che il feeling tra i Molfettesi e gli Istituti di Cultura napoletani non si è risolto nei due personaggi finora evocati. Si è invece protratta fin ai nostri giorni quando la dirigenza della Biblioteca Nazionale di Napoli è stata assunta da Mauro Giancaspro, anche lui napoletano di nascita ma di acclarate e sbandierate origini molfettesi. Al nostro primo incontro con il direttore – ero appena entrato nella stanza con un gesto di educato saluto – mi scoprì al volo come barese e mi prese in giro con accento locale (capirai senti un po’ come parlano a Molfetta… vedi la caricatura parodistica che ne fecero anni fa Toti e Tata!).
Mauro in seguito assunse pure la carica di direttore della Biblioteca Nazionale di Bari e si rafforzò la nostra amicizia, fino all’anno scorso quando improvvisamente scomparve con grande e grave “scuorno” di tanti che lo avevano apprezzato ed amato.
Ma bando ai ricordi e riprendiamo da dove avevamo lasciato: Vito Fornari viene omaggiato dall’amministrazione barese come patriota, ma forse senza impegno militante, infatti una sua biografa così indica la sua adesione all’Idea Unitaria: «Discepolo prediletto di Puoti, alla morte del maestro continuò il suo insegnamento volto a risvegliare nei giovani l’interesse per lo studio della lingua italiana e della letteratura, nella consapevolezza dell’importanza dell’unità della lingua per l’unità della patria».
Questo però gli valse la nomina a direttore della biblioteca napoletana, che ottenne addirittura prima della proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, durante il “governo” di Giuseppe Garibaldi.
Altri importanti molfettesi
Dopo Fornari, Molfetta ha dato alla storia, alle arti, grandi figure, ricordiamo Gaetano Salvemini (1873-1857), una inconsueta quantità di storici: Mauro Spagnoletti (1922-1991), Angelantonio Spagnoletti e Biagio Salvemini, non vogliamo inoltre dimenticare il rapper Michele Salvemini, meglio noto come Caparezza!
Per un irrisolto enigma storicistico non sappiamo come mai lo storico barese Francesco Lombardi, che ha lascato inedite decine di opere, abbia invece dato alle stampe solo due suoi libri, il Compendio cronologico dei Vescovi baresi (1697) e la Storia di Molfetta (1703): un segnale di una antica sodalità tra le due città che continua a perpetuarsi ancora oggi.
E allora ringrazio Fornari che ha portato lontano l’aria e la cultura di Puglia, insieme a tanti altri suoi concittadini!
Bibliografia:
- Vito Fornari, Notizia della Biblioteca nazionale di Napoli. Napoli, Pe’ Tipi del Fibreno, 1872.
- Vito Fornari, Per la solenne inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II il dì 8 giugno 1879 in Molfetta. Bari, 1879.
- Francesco Carabellese, L’ab. don Vito Fornari. Trani, Vecchi, 1900.
- Guerriera Guerrieri, Vito Fornari e la Biblioteca nazionale di Napoli, in Almanacco dei bibliotecari italiane, Roma 1960
- Maria Consiglia Binetti, Vito Fornari. In I nomi antichi. Profili biobibliografici pugliesi. Roma, IPZS, 1998.
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

