Francesco Biancofiore: l’archeologo della civiltà eneolitica di Laterza
Biancofiore
La strada dedicata a Francesco Biancofiore è a Torre a Mare, anzi, a essere precisi è un “Largo” un ampio spazio, usato come sosta per autoveicoli, che prospetta sul mare e offre una riposante veduta dei movimenti delle onde o delle bonacce.
Il prof. Francesco Biancofiore, importante archeologo
Biancofiore (1927–1994) è un personaggio forse poco noto ai cittadini, la cui fama è sostenuta da una categoria di scienziati e specialisti che ne conoscono la grande e approfondita competenza nel suo campo disciplinare. È stato un importante archeologo e un luminare della Università degli Studi di Bari.

La sua fama è legata soprattutto agli scavi e ricerche da lui compiute durante un lungo periodo di tempo presso Laterza, nel tarantino, il campo di ricerca privilegiato è stato quello della preistoria e protostoria nella Puglia centrale.

La consultazione dei cataloghi bibliografici on line, esplorati per individuare le opere che il valente archeologo ha rilasciato alle stampe circa centoventi occorrenze di lavori di lui registrati sul principale repertorio italiano (opac sbn). Alla lista sono sicuramente da aggiungere quei lavori pubblicati su riviste o oper collettive che non sempre sono registrate sui repertori bibliografici.
I primi contributi pubblicati
La prima di tali occorrenze denota una curiosa coincidenza. Si tratta di un contributo pubblicato nel 1963 sui Rendiconti dell’Accademia di archeologia, lettere e belle arti di Napoli, è un Ricordo di Michele Gervasio (che era da poco tempo scomparso, nel 1961), altro importante archeologo barese (ma di origini lucane) morto proprio a Torre a Mare.
La coincidenza è che il Largo Francesco Biancofiore è adiacente alla via Michele Gervasio, quasi che l’ufficio toponomastico del Comune di Bari abbia voluto intenzionalmente unire i due grandi uomini in un gemellaggio continuativo nel tempo.
Il passaggio di consegne con Michele Gervasio
Si può parlare di una vera e propria continuità tra i due personaggi, un passaggio di consegne dichiarato dalla circostanza che il Biancofiore ha proseguito gli scavi già appannaggio del Gervasio nel territorio di Bisceglie, del cosiddetto Dolmen di Albarosa nei pressi della Lama Santa Croce e vicino ai più noti Dolmen della Chianca e Dolmen Frisari, che era stato scoperto già nel 1909 dal sacerdote di Molfetta Francesco Samarelli, archeologo e bibliotecario.
Francesco Biancofiore è un nostro concittadino, non tanto di Bari città, quanto della “Metropolitana”. Era nativo di Noicattaro, città che ha dato i natali a illustri personaggi come Giovanni Carafa il Duca di Noja, celebrato per aver ideato e fatto realizzare la stupenda e monumentale Pianta scenografica della città di Napoli, capolavoro della cartografia del Settecento. Anche Noicattaro ha voluto intestare al luminare un’arteria cittadina.
La targa commemorativa del Comune di Laterza
Biancofiore è l’archeologo che ha maggiormente dato impulso alla conoscenza della cosiddetta civiltà eneolitica di Laterza, la cittadina che ha voluto dedicargli importanti e ambiti riconoscimenti, come si legge su una pagina della rete:
Il 15 giugno 1998, il Comune di Laterza scopriva una targa in memoria del prof. Franco Biancofiore, illustre paletnologo, artefice della “Civiltà eneolitica di Laterza”. Per l’occasione, a margine di un convegno di studi, veniva presentato il volume della Bongermino (con un pensiero di Donato Coppola) che raccoglieva in una attenta lettura storica e archeologica la figura di Franco Biancofiore e soprattutto gli scavi effettuati dallo studioso nel periodo 1965/70 in Contrada Candile, culminati nella straordinaria scoperta delle grotte simbolo della civiltà eneolitica laertina, con particolare attenzione alla n. 3, la più ricca di materiali e testimonianze. È stato l’ultimo omaggio reso a Franco Biancofiore; da allora, tanto tempo è passato e tutto sembra essere caduto nel dimenticatoio.

La locuzione “Civiltà eneolitica di Laterza” è stata attribuita proprio da Francesco Biancofiore che nel 1967 ne riconobbe i tratti e le peculiarità nell’ambito delle numerose campagne di scavo effettuate nella necropoli scoperta nelle vicinanze della cittadina, con la scoperta ed emersione di ceramiche dotate di forme e decorazioni caratteristiche.

Biancofiore il docente stimato da tutti
È stato docente di Paletnologia dell’Università di Bari dove godeva di stima e considerazione che si riverberavano anche presso quegli studenti che non seguivano i suoi specifici corsi di studi.
Noi eravamo tra quelli, ma ricordiamo ancora, a distanza di decenni, la sua figura, dai modi cortesi e dall’aura di rispetto che incuteva presso chiunque conoscesse le sue competenze dirette a scoperchiare e far conoscere tante vicende di un lontano passato.
Vicende che hanno arricchito la nostra regione di testimonianze storiche e preistoriche, in questo caso della cosiddetta “Età del Rame”, caratterizzata proprio dalla scoperta di reperti (pugnali, armi da taglio) di quel materiale, ma anche punte di freccia in selce rinvenute nella necropoli di Laterza.
Bibliografia:
Francesco Biancofiore, La necropoli Eneolitica di Laterza, origini e sviluppo dei gruppi “protoappenninici” in Apulia, Origini. 1967, vol. I
Francesco Biancofiore, La civiltà Eneolitica di Laterza. In La Puglia dal Paleolitico al Tardoromano, Milano, 1979
https://orgogliolaertino.blogspot.com/2020/03/il-professor-biancofiore.html
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.


