Villa I Carrubi: alla scoperta di una piccola oasi verde alle porte di Molfetta

Villa I Carrubi

Villa I Carrubi

È un diadema per il tessuto urbano della città di Molfetta, situato sulla via che porta a Terlizzi, subito prima dello svincolo di ingresso alla SS 16 BIS: oggi vi parliamo di Villa I Carrubi, che abbiamo avuto occasione di ammirare durante le Giornate FAI di Primavera.

Questa abitazione signorile, sita in via Paolo Borsellino n.1, rappresenta una trama di generazioni e destinazioni d’uso che ne hanno fatto al tempo stesso l’attestato di un’epoca antica, dato il suo storico, e moderna, tutt’oggi animata da vita.

L’antica Villa I Carrubi

Non si conosce molto della villa, antica casa padronale. Alcune prime informazioni risalgono al 1872, anno in cui l’edificio risulta originariamente intestato alla consorte di Attanasio Bonaventura, Anna Saveria Fontana.

Oggi è proprietà della famiglia locale Laforgia, che ne ha permesso gentilmente la visita.

Non appena varchiamo la soglia veniamo totalmente intinti da un verde concentrico: la struttura è infatti costellata da un drappeggio di vegetazione di ogni tipo, secondo un tracciato suddiviso da viali in quattro aiuole principali.

Inizia la visita

Un posto privilegiato è occupato da un particolare albero da frutto: il carrubo o Ceratonia Siliquia.

Giardino con carrubi

Questa pianta sempreverde produce le carrube, un frutto denso di fibre costituito da proprietà nutrizionali benefiche, il cui aroma ricorda molto quello del cioccolato.

Nel giardino c’è una gran varietà di vegetazione

La villa, per la ricca quantità di carrubi presenti, ne ha preso negli anni l’intestazione.

Visione del giardino della villa

Proseguendo lungo il sentiero, incontriamo un albero di alloro incorniciato da palme: restiamo attoniti per la sua altezza, che si aggira quasi intorno agli 8 metri.

Alberi di alloro e palme

L’albero di alloro per l’antica Grecia era icona di solennità e sacralità, molto caro ad Apollo poiché, secondo la leggenda, l’amata Dafne, colpita da una freccia di piombo da Cupido e ricolma di disdegno verso il Dio, fu trasformata nell’arbusto da Peneo e Gea affinché potesse sfuggirgli.

Da quel momento l’alloro è simbolo di vittoria e δάφνη, in greco antico, significa proprio “lauro”, “alloro”.

Descrizione della villa

Il tour avanza, tra siepi geometriche, prato inglese e rami rampicanti lungo le pareti.

Rami lungo le pareti

Dinanzi a noi, il cuore della villa: una struttura che si staglia in elegante rosa antico e con uno strascico di Novecento Liberty.

La villa si staglia in elegante rosa antico

Il corpo di fabbrica centrale è fintamente sorretto da paraste dalla sobria silhouette ed è caratterizzato da una planimetria fortemente simmetrica, un loggiato di ingresso, collegando due edifici già esistenti.

Nel corpo di fabbrica sono presenti paraste

La dimora, rus in urbe, di cui non è stato possibile visitare gli interni, è abbellita da siepi in pedice semicircolari e da due palme laterali, ed è una moderna testimonianza degli usi di epoca medievale.

A quei tempi i signori spesso possedevano feudi e appezzamenti di terreno ed erano soliti trasferirsi in queste quiete dimore bucoliche per soggiornare il tempo necessario alle trattative e agli affari.

Il giardino della villa

Punta di diamante inaspettata della villa è un vero e proprio giardino segreto.

Sembra quasi di essere sul set de The Secret Garden, cult movie di Agnieszka Holland: da una porta d’ingresso ricavata nella pietra si accede ad un’altra area della villa, davanti alla quale è impossibile non restare incantati.

Entrata nel…
… giardino segreto

Un labirinto di siepi torreggia lungo i margini della zona, e ad accogliere i passanti quattro imponenti esemplari di tasso, conosciuto anche come Taxus Baccata.

Esemplare di Taxus Baccata

Le proprietà di questa pianta sono notoriamente mortifere, non a caso infatti l’arbusto è ricordato anche come “albero della morte”.

Il tasso è chiamato “albero della morte”

Il tasso è molto velenoso poiché impregnato di tassina, una sostanza altamente tossica e mortale. Disseminati lungo l’intera area, appaiono come veri e propri difensori naturali da furti e delinquenze, un’armatura vestita di foliage.

E a proposito di foglie, una postilla originale è stata la spiegazione per il riconoscimento del sesso della pianta.

Quando l’albero presenta foglie tendenti al giallognolo dorato, infatti, siamo in presenza di un tasso “maschio”; quando il foliage è verde, il tasso è “femmina”.

La cappella di Villa I Carrubi

Dopo aver attraversato il corridoio a cielo aperto costeggiato dalle siepi, giungiamo presso la cappella.

Giungiamo alla cappella di Sant’Anna

Quest’ultima, dedicata a Sant’Anna come demarca il dipinto sito sull’altare alla fine della navata, è stata costruita con consenso del Comune nel 1880.

A sormontarla, l’epigrafe col nome di Attanasio Bonaventura.

Epigrafe

Strutturalmente si presenta a pianta rettangolare e con un’unica navata. L’abside è a pianta semicircolare, su cui si erge una volta a botte decorata con stucchi giallo avorio con venature bianche.

Abside della cappella
Soffitto e…
… particolari interni

Tra questi, dall’ammaliante carica ambivalente che oscilla tra sacro e profano, si intersecano in un incrocio di arabeschi tre sirene bicaudate (con due code).

Le sirene bicaudate

Una figura che incarna molte epoche e molti significati quella della sirena.

Coerentemente col retaggio pagano (mitologicamente erano arpie, con corpo di donna e ali di rapace), visibile nella loro erotizzazione e indole ambigua, furono considerate un simbolo di lussuria e baluardo di un’ammonizione contro i peccati della carne, soprattutto quando il Cristianesimo inizia a diffondersi.

Tuttavia la figura di queste donne-pesce con gli anni viene assolta, si “cristianizza”: per via della sua natura acquatica comincia a trovare corrispondenze nel simbolo cristiano di Gesù, il pesce (ἰχθύς), e viene associata al liquido amniotico e alla fecondità. Questo spiegherebbe la persistenza iconografica di queste ultime nei luoghi di culto.

Fine del tour

Il tour si conclude tornando in modo anellare al punto di partenza, dopo un pomeriggio di racconti magnetici, provenienti da mondi lontani che ancora sibilano lì, tra le pareti dei luoghi in cui si sono consumati.

Un ultimo sguardo alla villa, un ultimo battito di ciglia prima di lasciarle chiudere le sue porte, depositarie delle tante anime che custodisce. 


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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.

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