Dall’istante alla memoria: il percorso fotografico di Michele Vernone
Uno sguardo su Bari che sa coglierne gli aspetti più impliciti e particolari: una ruga d’espressione, un gesto quotidiano, un sorriso a fior di labbra, un pensiero intarsiato in un volto, un paesaggio che racconta la sua città con un’espressione sempre diversa e che la riscopre ogni volta attraverso il suo obiettivo. È questa la grandezza della fotografia di Michele Vernone, giovane street photographer barese, già noto per i suoi scatti icastici e densi di vissuto, capaci di conquistare posizioni di rilievo in concorsi fotografici e di attirare l’attenzione di curatori di vernissage e mostre.
Nato trentacinque anni fa nell’ardore del capoluogo pugliese, Michele ha scoperto nella street photography il linguaggio più sincero per tradurre il proprio modo di osservare il mondo. La sua ricerca artistica nasce da un’esigenza che diventa anche possibilità di riscoperta: raccontare una realtà emozionale e viscerale, che prende forma dalla straordinarietà del quotidiano, restituendo allo spettatore l’anima dei luoghi e delle persone incontrate lungo il cammino. Un’anima che troppo spesso resta sopita sotto il peso della distrazione e della fretta, ma che viene disvelata dalla pazienza dell’osservazione e dalla sensibilità di uno sguardo capace di andare oltre l’apparenza.

Bari è stata il primo grande scenario della sua ricerca fotografica: i suoi vicoli, i volti della sua gente, gli angoli meno appariscenti e gli istanti che scorrono silenziosi nella quotidianità sono diventati i frammenti di una storia visiva personale e autentica.

La macchina fotografica come estensione naturale
Con il passare degli anni, questa necessità di raccontare attraverso l’immagine si è fatta sempre più intensa. La macchina fotografica è divenuta per Michele un’estensione naturale del suo sguardo e della sua sensibilità, uno strumento attraverso cui fermare ciò che spesso sfugge all’occhio fugace. Ogni reticolo urbano, ogni piazza sorridente o malinconica, ogni scorcio del mondo diventa per lui un frammento da custodire: un’immagine da imprimere, interpretare e trasformare in una voce capace di attraversare il tempo, in una memoria imperitura.
Abbiamo avuto modo di approfondire la sua arte grazie alla sua selezione per il progetto Luoghi della Bellezza 2026 di LuoghInteriori, al quale ha partecipato con uno scatto che rappresenta un vero e proprio vessillo e una promessa di meraviglia: La Speranza, un’immagine intensa che vede protagonisti due soggetti speciali.

Conosciamo più da vicino Michele Vernone.
Intervista a Michele Vernone
Sei nato e cresciuto a Bari: in che modo questa città ha plasmato il tuo sguardo fotografico e la tua sensibilità artistica?
Bari è una città meravigliosa, fatta di mille sfumature. È un luogo estremamente folkloristico e pieno di vivacità, dove ogni angolo merita di essere osservato con attenzione ed emozione.
Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia?
Tutto è nato dal desiderio di mostrare Bari attraverso i miei occhi. Ho iniziato pubblicando alcuni scatti sui social e ho notato subito un grande apprezzamento; finché un caro amico fotografo, che considero il mio maestro, Gianni Scagliola, mi ha invitato a scattare insieme alle prime luci dell’alba, insegnandomi le basi della fotografia.
La street photography
La street photography è spesso legata all’attimo: cosa cerchi esattamente quando osservi una scena prima di scattare?
Osservo, innanzitutto, l’ambiente e tutto ciò che lo circonda; successivamente, rivolgo l’attenzione alle persone che lo frequentano. Studio la luce, elemento fondamentale nella mia visione e nella fotografia in generale, e, infine, attendo il momento perfetto.
Nella tua biografia emerge un forte desiderio di raccontare Bari “attraverso i tuoi occhi”: cosa rende il tuo punto di vista unico rispetto ad altri fotografi?
Ogni fotografo ha la propria visione; io cerco di raccontare la mia attraverso l’emozione personale. Non presumo che il mio punto di vista sia unico, ma possiede comunque un’impronta distintiva: un’immagine che, anche senza firma, chi mi conosce sa riconoscere.
Hai definito la macchina fotografica come un’estensione della tua visione interiore: quando hai capito che non era solo uno strumento, ma parte di te?
L’ho capito fin dal mio primo scatto: fotografo per emozionarmi. La fotografia, per me, è la mia forma d’arte e il mio mezzo d’espressione.

I tuoi scatti catturano “momenti fugaci”: quanto è importante per te l’istinto rispetto alla tecnica?
L’istinto è molto importante perché serve a non farsi scappare l’attimo. Imposto sempre la macchina fotografica in anticipo, in base alle condizioni di luce e a ciò che desidero fotografare.
Dalla tua città a luoghi anche lontani: cosa cambia nel tuo modo di fotografare quando sei fuori da Bari?
Non importa dove mi trovi: il luogo cambia, ma l’impronta resta la stessa. Quando sono fuori Bari, cerco sempre di raccontare l’essenza della città che mi ospita; amo fotografarla soprattutto di sera, per restituire un’atmosfera più cinematografica.

La componente narrativa
Nei tuoi lavori sembra emergere una forte componente narrativa: pensi alle tue fotografie come a singole storie o come a capitoli di un racconto più ampio?
Sebbene il mio obiettivo sia costruire capitoli ampi e strutturati, credo fermamente che anche un singolo scatto possa racchiudere un’intera storia o segnare l’incipit di un nuovo racconto.

Gli “angoli nascosti” sono spesso protagonisti del tuo lavoro: cosa ti affascina di ciò che normalmente passa inosservato?
Gli angoli nascosti sono sempre i più affascinanti: sono quei luoghi in cui nessuno si sofferma a guardare. Per questo cerco di mostrare anche i dettagli più invisibili, che custodiscono sempre qualcosa di rilevante, come un murales inaspettato o un taglio di luce interessante.
Come definiresti oggi la tua evoluzione artistica rispetto agli inizi del tuo percorso fotografico?
La crescita è frutto di pratica e confronto costante. Grazie ai numerosi workshop di fotografia e post-produzione, ho potuto affinare la tecnica e la composizione, conferendo alle mie immagini un’identità più definita e incisiva.
La partecipazione all’agenda Luoghi della Bellezza
Hai partecipato all’agenda Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori con l’opera La Speranza: quale significato ha avuto essere incluso in questo progetto corale?
Partecipare a questa agenda con una mia opera ha rappresentato un traguardo significativo, fonte di grande orgoglio personale. Vedere il mio lavoro accostato a quello di artisti di eccellente livello mi ripaga dell’impegno profuso e mi rende profondamente soddisfatto del percorso compiuto finora.
Progetti futuri?
I miei progetti futuri sono numerosi, ma l’obiettivo principale resta quello di continuare a trasmettere emozioni attraverso i miei scatti. Desidero crescere costantemente, sia dal punto di vista artistico che professionale, con l’ambizione di far conoscere la bellezza di Bari oltre i confini nazionali.
Link alla pagina Instagram di Michele Vernone:
https://www.instagram.com/miki_990?igsh=ZzJ2Yjk3ZTNhZXdi
Link sito Casa Editrice LuoghInteriori:
https://www.luoghinteriori.it/casa-editrice/
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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.

















