Umberto Colonna, il “primatista” dell’arte nicolaiana barese – Dalle opere note all’inedito bozzetto

arte nicolaiana

arte nicolaiana

Sebbene Bari abbia avuto più di un patrono, solo la figura di San Nicola si è imposta nell’immaginario collettivo mondiale. Venerato dai fedeli cattolici e ortodossi e più prosaicamente da tutti, come Santa Claus ovvero Babbo Natale, innumerevoli sono gli artisti che hanno effigiato il Santo di Myra. Per non andare troppo indietro nel tempo ricordiamo solo, per la sua eccelsa fattura, il dipinto conservato nella Pinacoteca Metropolitana di Bari, il San Nicola salva i naufraghi (1746) di Corrado Giaquinto (Molfetta, Bari 1703 – Napoli 1766), artista che non per caso dà il nome alla pinacoteca. Ma restringendo il campo d’indagine alla città di Bari nel Novecento, possiamo senz’altro affermare che nessun artista ha offerto il suo personale contributo all’iconografia nicolaiana al pari di Umberto Colonna (Bari 1913-93). 

San Nicola salva i naufraghi

Con Michele Montrone (Bari 1838-1925), suo referente più prossimo, Il Colonna attinge a piene mani dal repertorio iconografico “minore” o “popolare”, espresso nelle famose edicole devozionali e nelle decorazioni delle “bottiglie della manna”, ma con esiti di elevato livello qualitativo, che vanno ben oltre l’esercizio accademico, conciliando arte e sincera devozione.

Lo splendido mosaico di Umberto Colonna

In stile neobizantino è lo splendido mosaico a fondo dorato di S. Nicola con Cristo e la Madonna (1967) affisso sulla parete esterna sud della Chiesa Russa, “temperato” dal classicismo neorinascimentale. Il pittore lo realizzò in memoria di suo padre, come ricorda la targa posata al di sotto: IN MEMORIA / DEL PITT. NICOLA COLONNA / U. C. / MCMLXVII. L’icona fu donata da Umberto Colonna per onorare lo spirito ecumenico del Concilio Vaticano II, e fu benedetta il 20 luglio 1967 dal Padre Rettore Sac. Ing. Igor Znatchkowsky

Chiesa Russa

All’arte bizantina si rifà espressamente anche il suo San Nicola (1976) in mosaico, posto a segnare in piazza Chiurlia l’accesso alla città vecchia, la cui denominazione ufficiale è per l’appunto “Quartiere San Nicola”.

Piazza Chiurlia

Di Umberto Colonna è la pala d’altare San Nicola (1949), dipinta per la Cappella del Villaggio del Fanciullo (attualmente non in situ). E suo, in collaborazione del Cav. Salvatore Bruno (Lecce 1893 – Bari 1987), è il modello (1940) della statua argentea di S. Nicola (argentieri F.lli Vito e Giacomo Pesce di Bari, 1940) donata dal Comm. Giuseppe Gambardella sempre al Villaggio del Fanciullo, tuttora visibile, in tutta la sua preziosità, nell’adiacente Chiesa del Sacro Cuore Immacolato di Maria. La statua raffigura il Santo in maniera canonica, con la destra benedicente e la sinistra reggente il pastorale ed il Vangelo su cui stanno le tre “sfere della Provvidenza”, attributo iconografico tradizionale di uno dei suoi gesti caritatevoli più noti a favore delle fanciulle strappate a un destino di prostituzione. 

Statua argentea

Il restauro della statua settecentesca di S. Nicola

Forte di questa esperienza in fatto di statuaria, Umberto Colonna nel 1970 fu chiamato a restaurare la settecentesca statua processionale di S. Nicola (scultore Giovanni Corsi di Napoli, 1794), collocata nella Basilica barese. Fu durante quell’intervento che Umberto Colonna realizzò un busto del Santo, rifacendosi all’opera del suo predecessore del ‘700 (ed in parte anche al “San Nicola Nero” custodito nella Cappella dell’Autorità Portuale): tale busto è attualmente custodito nell’atelier del prof. Mario Colonna, figlio di Umberto ed erede del suo alto magistero artistico.

Busto

Tra i temi particolarmente cari ad Umberto Colonna, un cenno particolare merita Il Miracolo di S. Nicola, che fa riferimento al ben noto miracolo dei tre bimbi risuscitati dal Santo di Myra, narrato dalla Tradizione in varie versioni. Lo ritroviamo in varie opere: in quattro pale d’altare (ma certamente ne esisteranno ulteriori versioni), sotto forma di opere finite ancora ignote (magari in mano a privati) e in schizzi preliminari. Tre versioni si trovano in chiese baresi: la prima, del 1940, nella Chiesa del SS. Rosario in S. Nicola nella frazione di Carbonara; la seconda, datata 1941, nella Chiesa di San Ferdinando in via Sparano; la terza, databile agli anni ’80, nella Chiesa di S. Maria degli Angeli a Bari Vecchia.

Le diverse versioni

Nella prima tela, quella di Carbonara, l’impostazione compositiva risente della ieraticità delle icone bizantine, ed è pertanto molto statica: il miracolo è già avvenuto, e se ne fa la celebrazione nelle pose dei bimbi miracolati, l’uno inginocchiato, l’altro orante con le manine giunte, tutti e tre rivolti verso il loro benefattore. Nelle tele successive, sebbene la composizione permanga analoga, muta la postura dei bimbi in maniera evidente: essi volgono sì lo sguardo al Vescovo, ma si protendono verso l’osservatore, sicché chi vede il quadro è maggiormente coinvolto come spettatore dell’evento miracoloso. 

Chiesa del SS. Rosario in S. Nicola a Carbonara di Bari (1940)

Nella tela di San Ferdinando si ha un’altra significativa variazione: mentre il movimento dei bimbi conferisce dinamismo alla scena, la ieratica compostezza del Santo viene rimarcata dal gesto della destra benedicente più contenuto, e soprattutto dalle due colonne che ne inquadrano la figura, come se fosse appunto una figura statuaria. Il pittore aveva di certo presenti esempi antecedenti di santi posti su di un fondale delimitato da due colonne classiche: forse aveva in mente la Madonna col Bambino in trono (c. 1600/1610) alla Pinacoteca di Brera, attribuita a Jacopo Palma il Giovine (1544-1628), a sua volta memore di exempla tizianeschi. 

Chiesa di San Ferdinando (1941)

Nella tela di S. Maria degli Angeli, alla figura del Santo è sempre riconoscibile, grazie agli attributi fissati dalla tradizione iconografica, ad equilibrare la composizione sul lato opposto rispetto ai tre bambini, troviamo la figura del giovane coppiere Adeodato tradizionalmente associato al Vescovo Nicola: inginocchiato nella tela di Carbonara, assume, come in quella di San Ferdinando, la posizione in piede, che diventerà da da quel momento fissa nelle successive versioni del Miracolo.

Chiesa S. Maria degli Angeli

Il bozzetto preparatorio di Umberto Colonna

Una quarta versione avrebbe dovuto essere collocata nella Cappella di Palazzo Noya (sec. XVI) a Mola di Bari, ma non fu mai realizzata: ne resta testimonianza in un bozzetto preparatorio (matita su carta da spolvero, preliminare per il riporto su tela), fortunosamente reperito dall’Antiquariato Coluccia che ne è l’attuale proprietario. Il bozzetto venne immediatamente riconosciuto dallo Scrivente come opera del Colonna, qualche tempo fa, e tale attribuzione è stata confermata sia dagli Eredi Colonna – prof. Mario Colonna, dott. Umberto Colonna jr., dott.ssa Maria Elena Colonna – che non ringrazierò mai abbastanza per la loro cortese disponibilità, sia dall’Antiquario Pietro Coluccia, che riferisce di averlo acquistato dai legittimi eredi dei Baroni Noya di Mola che commissionarono l’opera all’artista, durante l’ultima guerra.

Tale bozzetto è conservato presso l’attuale proprietario, il negozio di Antiquariato Coluccia in via Dante n. 330 a Bari (consulente tecnico iscritto all’Albo dei Periti ed Esperti n. 468, opere d’arte antiquariato e restauri). La testimonianza degli Eredi Noya viene corroborata dall’analisi stilistica, effettuata attraverso la comparazione del bozzetto con le tre tele realizzate: la datazione delle due pale d’altare in S. Ferdinando e nella chiesa di Carbonara è sicura, in quanto l’Autore ha apposto data e firma.

Bozzetto collocato presso l’antiquario…
… opera mai realizzata

Artista neorinascimentale

L’arte di Umberto Colonna è chiaramente neorinascimentale. I suoi punti di riferimento sono Michelangelo, Raffaello, Tiziano, Correggio. Molto diversa dai suoi contemporanei fratelli Prayer, troppo legati ancora ai canoni bizantini, vedi Il Miracolo di San Nicola (Mario Prayer 1930) nella Chiesa di S. Giuseppe al quartiere Madonnella.

Considerando il gran numero di opere realizzate per onorare il Santo, spesso gratuitamente, in assenza di committenti fanno di Umberto Colonna un vero “primatista” dell’arte nicolaiana barese.


Bibliografia

  • M. E. COLONNA, Produzione artistica di Nicola e Umberto Colonna, Tesi di Laurea, Accademia di BB. AA. di Bari, A. A. 2018-2019
  • Padre G. CIOFFARI, San Nicola di Bari, Roma 1988
  • S. DE BARTOLO, Le Chiese di Bari tra ‘800 e ‘900, Bari 2021

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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