San Nicola nero: l’iconografia “alternativa” di un uomo che unisce Oriente e Occidente
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Come è noto, San Nicola di Myra è forse il santo più conosciuto al mondo, in molte nazioni esistono chiese e luoghi a lui dedicati. Siamo abituati a vederlo vestito da vescovo e perfino da Babbo Natale, ma i baresi hanno la fortuna di conoscere anche una sua diversa versione iconografica: il “Sanda Necòle ggnore” (San Nicola nero). Sì, non esistono solo statue e quadri che lo raffigurano come il buon barbuto bianco canuto, ma ci sono anche quelle che lo ritraggono come un uomo dalla pelle e barba scura.
L’iconografia del San Nicola nero
Ma la carnagione scura è dovuta semplicemente alla sua origine turca? Padre Nicolas De Bralion (1600-1672) nella sua opera Vie de St. Nicolas, archevêque de Mire del 1646 ipotizzava che la sua carnagione bruna fosse dovuta alle sofferenze della persecuzione e incarcerazione, subite a seguito del famoso schiaffo dato ad Ario al concilio di Nicea del 325 d.C. Certo come congettura è abbastanza improbabile, ma questo non toglie che esista un’iconografia alternativa del santo.
Le origine della statua
Tra le raffigurazioni presenti nella città di Bari, forse la più famosa è la statua del San Nicola nero posta nella cappella dell’Autorità Portuale sul Lungomare Imperatore Augusto, denominata appunto “San Nicola al Porto”. La statua risalente al XVIII secolo è probabilmente l’opera di una bottega napoletana o andriese, molto attive in questo campo nel 1700, e raffigura un mezzo busto del santo privo del pastorale, che benedice con la mano destra e con la sinistra regge il vangelo sormontato dalle tre famose sfere. La statua poggia su una base di legno dorata.
Il manufatto, appartenente inizialmente a un gruppo di negozianti e operai devoti alla chiesa di San Pietro delle Fosse, nel 1809 alla soppressione della chiesa e dell’annesso convento, fu affidata alla chiesa di San Gregorio dove rimase in stato di abbandono fino al 1856, finché l’appaltatore Vito Pascazio che si occupava della costruzione del nuovo porto dal maggio del ’55, chiese all’intendente della provincia il permesso di porre la statua del santo in prossimità del molo per proteggere la gente di mare. La statua fu in seguito nuovamente spostata nella cappella dell’Autorità Portuale dalla fine degli anni ’30, visitabile solo a maggio nei giorni delle celebrazioni religiose della Traslazione dei resti del santo. In passato, il mezzo busto ha comunque goduto di una grande visibilità e fino alla fine degli anni ’20 del 1900, a maggio veniva addirittura portato in processione.
Altri San Nicola neri
Ma se pensate che questa sia l’unica rappresentazione del “San Nicola nero” a Bari, vi sbagliate di grosso.
Nella basilica di Bari sull’altare d’argento posto nel transetto destro c’è un dipinto del “Sanda Necòle ggnore”.
La tela, rifacimento di un precedente dipinto del 1300, dovrebbe risalire invece alla fine del ‘600, dipinta dalla mano di un autore sconosciuto.
San Nicola nero: così il popolino barese indicava una immagine, nella quale il santo era raffigurato col volto più che bruno, come se nelle sue vene corresse sangue moresco.
Così descrive la famosa tela lo storico Armando Perotti nel suo libro “Bari Ignota” del 1907.
Il quadro molto amato da baresi e pellegrini è stato restaurato a dicembre del 2000.
Anche a Loseto…
Meno conosciuta, è invece la statua del “San Nicola vescovo” risalente al 1854 e restaurata nel 2011 posta in una nicchia in via Cavour nel quartiere Loseto proprio di fronte al castello. In questo caso, l’opera realizzata in pietra dipinta ha una raffigurazione classica con la mitra in testa e il pastorale in mano, ai suoi piedi sono rappresentati alcuni bambini dalla carnagione chiara.

La poesia dedicata al San Nicola nero
A quanto pare, il culto del “Sanda Necòle ggnore” non è mai stato completamente dimenticato dalla popolazione barese e non solo, tanto che nel 2015 è stato creato addirittura un apposito santino per ricordarlo, grazie ad una preghiera scritta dalla poetessa bitontina Maria Elia e approvata dalla Curia arcivescovile di Bari.

Ancora una volta, San Nicola si dimostra un personaggio suggestivo dalle mille sfaccettature, capace di ispirare e unire nella fede anche popoli molto lontani nelle tradizioni, culture ed etnie.
Bibliografia
- Bari ignota, Curiosità e documenti di storia locale; di Perotti Armando, Trani, Vecchi e C., 1907
- Santi di strada, itinerario 3; di Nicola Cortone e Nino Lavermicocca, Bari, Edizioni B.A. Graphis, 2002
- La Gazzetta del Mezzogiorno 08/12/2000
- La Gazzetta del Mezzogiorno 23/05/2006
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.











