Associazione InConTra: un gruppo di volontari al servizio di persone in difficoltà
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Nel variegato panorama di associazioni baresi che si occupano di vari argomenti, dalla violenza sulle donne alla sensibilizzazione dei giovani su tematiche psicologiche, sociali e ambientali, è presente un’altra importante realtà che opera al servizio di quella parte della società più emarginata di Bari: si tratta di InConTra.
Questa associazione si occupa delle persone senza fissa dimora, degli immigrati con una sistemazione precaria e dei nuclei familiari che si trovano in un momento di disagio e di incertezza, non solo economica, ma anche sociale.
Al giorno d’oggi, le persone indigenti sono purtroppo in netto aumento a causa delle disastrose conseguenze sociali ed economiche causate dal Covid e dalle guerre sanguinose che portano più rifugiati.
Di conseguenza questi volontari, pochi ma tenaci, hanno deciso di investire il proprio tempo libero e donare le proprie preziose energie per loro.

E non è per nulla semplice, «fare volontariato implica sacrificio, cioè rendere l’azione sacra. Il volontariato non si fa nel tempo libero, ma nel tempo liberato, perché proprio in questo tempo si comprende l’azione sacra che si sta compiendo», afferma solenne Michele Tataranni, presidente dell’associazione.
Storia dell’associazione InConTra
InConTra nasce a Bari, tra il 2003 e il 2004, dall’unione di un gruppo di volontari di età varia che, dopo un pranzo di Natale per i senza fissa dimora, hanno deciso di cooperare, iniziando a distribuire cibo inizialmente presso la stazione di Bari, e in seguito si sposteranno in piazza Balenzano.

Durante la somministrazione del cibo si fa largo l’idea di accogliere queste persone e di conseguenza nel 2004 l’associazione trasforma il vecchio Ferrhotel nel primo dormitorio laico a Bari, ospitando quaranta donne e una cinquantina di uomini.
Successivamente questo posto è stato chiuso e sostituito da due dormitori, uno a Bari e l’altro a Modugno.
Solo nel 2007 però InConTra diviene ufficialmente un’associazione creando anche la prima unità di strada di Bari, cioè un gruppo che, dopo aver distribuito la cena in un punto prestabilito, continua a girare in auto per donare cibo e coperte a chi ne ha bisogno.
Il suo nome deriva da un motto che sottolinea la propensione all’attività sociale dei volontari: insieme alla gente, con la gente, tra la gente.
Il Comune affida a InConTra una scuola abbandonata
Tra il 2010 e 2011 l’associazione cresce e il Comune le affida una vecchia scuola abbandonata del quartiere san Paolo al fine di riqualificarla.
In quell’occasione il gruppo prende coscienza del fatto che oltre alla realtà dei senzatetto sta iniziando ad emergere un’altra grande povertà: quella delle famiglie colpite dalla crisi economica.
Per questo decide di creare in un’aula della scuola il primo market sociale del meridione, in cui queste famiglie possono fare la spesa con una scheda punti in base all’ISEE.

A questo negozio vengono affiancate altre strutture: il centro ascolto munito di figure specializzate come psicologi e medici, il centro lavoro, il doposcuola, una farmacia, una cartolibreria, il caffè letterario, una biblioteca con libri usati e un bazar con vestiti di seconda mano.
Lotta allo spreco
Molti sono gli oggetti recuperati, infatti uno dei principi cardine dell’associazione, oltre al contrasto alla povertà, è la lotta allo spreco che si realizza nel recupero di tutto l’invenduto di negozi di vario generale, dagli alimentari a quelli di vestiario.
Oggi InConTra è composta da soli 53 volontari che affrontano un lungo e ricco percorso di formazione prima di entrare a far parte ufficialmente dell’associazione.
Tutti cooperano alla realizzazione di numerosi progetti, come ci spiega meglio Michele Tataranni: «Lavoriamo nelle scuole, nei progetti di alternanza scuola-lavoro e quest’anno accoglieremo per la prima volta i volontari del servizio civile».
InConTra realizza anche progetti ambientali, continua Michele «abbiamo riqualificato un pezzo di terreno che era ormai una discarica a cielo aperto, impiegando tanti mesi per pulirla e oggi siamo riusciti a piantare un bosco e a realizzare orti sociali, in cui chiunque può coltivare».

E infine vi sono progetti che coinvolgono anche gli anziani che sanno cucire, si tratta di “La felicità al quadrato”, in cui vengono realizzati dei quadrati di stoffa di circa 20 centimetri che poi vengono uniti per creare delle coperte da donare.
Incontri e aneddoti
Numerosi sono gli incontri, nello specifico Michele ci racconta di Nicola, un senza dimora che visse un periodo al Ferrhotel: «Nicola non si lavava mai e aveva delle calze di lana fino al polpaccio che ormai si erano unite alla pelle per quanto era sporco. Fu davvero impossibile all’inizio staccargli quelle calze, ci volle molto tempo e pazienza finché riuscirono a togliergliele. Insieme a lui c’era anche Mauro, che era così alcolizzato da farsi i bisogni addosso ma, miracolosamente, dopo un periodo nel dormitorio, riuscì a non bere più».
Il mondo del volontariato è basato sull’incontro, un incontro che mette insieme due mondi apparentemente molto distanti, quello del volontario che si mette a servizio e quello della persona indigente che vive in serie difficoltà.
InConTra è un esempio di come basti davvero un piccolo gesto, il dono di un pasto caldo o di una coperta, di una chiacchierata sincera, di un abbraccio, per rendere migliore un mondo fatto di numerose privazioni.
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.


