Antonello Ricci il Mefisto della “Very Strong Family” si racconta

FOTO COPERTINA copia

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Ridere è una cosa semplice, far ridere può diventare difficile ma se dalla tua parte hai la dote dell’improvvisazione tutto diventa più facile. Lo sa bene Antonello Ricci, l’esilarante Mefisto della fortunata sit com made in Puglia “Very Strong Family” andata in onda prima su Teleregione e poi su Telenorba tra la fine degli anni ’90 e gli inizi del 2000.

Accanto a Manuel De Nicolò e Donata Frisini, in arte Manuel e Kikka, Antonello Ricci ha vestito i panni del divertente becchino, spesso pasticcione, personaggio famoso per i suoi particolari intercalari che presto sono diventati veri e propri tormentoni ripetuti ancora oggi da pugliesi e non di tutte le età.

Per tutti resta Mefisto, un ruolo che gli ha dato la vera popolarità

Tutti lo fermano per strada salutandolo e chiamandolo Mefisto, ma Antonello Ricci è molto più di un comico. Come ama definirsi lui, è un “cantautore comico improvvisatore”. La sua carriera artistica, infatti, parte proprio dalla musica e dal magico mondo della radio per poi arrivare a quello della tv passando per l’incisione di ben nove album in vernacolo.

Il 58enne originario di Trani ha anche un canale Youtube in cui carica i suoi video per continuare a far ridere anche dopo la fine della “Very Strong Family”. Un intrattenitore dal cuore che batte per il rock, un vulcano di idee e una fonte inesauribile di ricordi e racconti.

Antonello Ricci si racconta ripercorrendo la sua carriera artistica

Abbiamo incontrato Antonello Ricci per scambiare con lui quattro chiacchiere sulla sua carriera artistica e conoscere il suo punto di vista sulla comicità di ieri e di oggi. Le risate non sono mancate tra aneddoti, ricordi e battute. La verve comica lo porta ad improvvisare piccoli show tra una domanda e l’altra mentre puntualmente veniamo interrotti dal frastuono del traffico. Iniziamo.

Antonello Ricci

Preferisci essere definito comico o artista?

Io mi definisco un cantautore comico improvvisatore. Nasco dalla musica e dal mondo della radio, non mi reputo di certo un attore. Per me è una parola troppo grande. Ho fatto dell’improvvisazione la mia arma di battaglia ma non mi sento assolutamente un attore. Artisticamente nasco come improvvisatore, non mi è mai piaciuto fare monologhi e dialoghi studiati. La mia spalla è il pubblico. Mi piace andare a braccio e coinvolgere il pubblico durante gli spettacoli, divertendomi e divertendo.

Un cantautore comico improvvisatore

In che modo ti sei avvicinato al mondo dell’arte?

Le mie più grandi passioni sono da sempre la radio e la musica. Mi sono avvicinato al mondo della radio già a 12 anni per poi diventare un conduttore radiofonico per un programma per bambini “Piccoli Fatui”. Negli anni ho condotto diversi programmi radiofonici come “Radio Mare” su modello di “Alto gradimento” del grande Renzo Arbore.

Sono sempre stato un grande appassionato di musica, amo molto il blues e l’hard rock, da ragazzo suonavo la batteria in un gruppo hard rock, mi chiamavano “Antonello ‘u pazz”. Negli anni ’80 incontrai in un noto locale di Bari in cui si esibivano mostri della musica Mimmo Campanale, uno dei più grandi batteristi jazz che abbiamo in Italia, che mi spinse ad esibirmi nonostante la mia timidezza.

Non si direbbe ma sono molto timido – ci confessa – e riesco a vincere la mia timidezza “aggredendo” il pubblico. Ho inciso anche nove album di cover di grande successo e brani inediti, l’ultimo è “Io comico canto” del 2015.

Dalla musica alla televisione e al teatro. Come è arrivata la comicità?

Nel 1988 ho iniziato ad avvicinarmi alla televisione come ospite in alcuni programmi. La comicità è arrivata con la radio perché i miei programmi erano comici. La mia gavetta è stata lunga. Ho iniziato a fare spettacoli in piazza e durante le feste nelle sale ricevimento. La comicità ha sempre fatto parte della mia vita artistica.

Hai un modello a cui ti ispiri?

Il mio mito artistico è senza dubbio Gianni Ciardo. Mi sono sempre ispirato a lui anche se poi ho modellato il mio personaggio. I miei cavalli di battaglia musicali hanno quasi sempre ripreso il vernacolo barese e le hit più famose di Gianni.

Una famiglia chiamata “Very Strong Family”

Tutti ti conoscono per il divertente ruolo di Mefisto nella “Very Strong Family”. Si può dire che questa sitcom ti ha cambiato la vita?

Assolutamente sì. Incontro spesso persone più e meno giovani che mi salutano per strada con le mie battute. Io sono entrato a far parte della “Very Strong Family” nel 1997 in onda prima su Teleregione e poi su Telenorba. Nel corso degli anni ci sono state diverse repliche e ancora oggi nel Web circolano video di alcune puntate. La popolarità che ho conquistato con questa sitcom è stata davvero molto grande, Mefisto è stato il mio “boom”.

Con il successo della “Very Strong Family” ho ricevuto diverse proposte per prendere parte ad altre sitcom a livello locale ma ho sempre rifiutato perché insieme a Manuel e Kikka abbiamo fatto un percorso insieme, un viaggio speciale, che ha dato tanta visibilità a tutti noi.

I colleghi della “Very Strong Family”

Quanto Antonello c’era in Mefisto?

Nel personaggio di Mefisto ho messo tanto di mio. Il personaggio del becchino è stato scritto da Manuel e Kikka e prima di me c’era già un primo Mefisto. Io ho “colorato” questo personaggio con alcune frasi che sono diventate veri e propri ritornelli, l’ho fatto a modo mio improvvisando quasi tutte le scene. Molte battute venivano fuori senza copione e non le cancellavamo perché facevano ridere.

La regista Donatella Bianco ha fatto venire fuori il mio personaggio, non tagliando battute improvvisate e scene sbagliate che funzionavano. La balbuzie che caratterizzava il personaggio è un mio “difetto” del linguaggio che ho accentuato sul set facendone un’arma ironica. Se tornassi indietro proverei a ridimensionare il personaggio, forse a volte ho esagerato con la “caricatura”.

Il personaggio di Mefisto…
… che lo ha reso celebre

Con i colleghi della “Very Strong Family” pensate ad un possibile ritorno?

La Very Strong Family non esiste più anche se molti di noi hanno sognato un ritorno. Il nostro cast era un puzzle ad incastro perfetto che poi si è frantumato. Il nostro è stato un fenomeno televisivo dal successo incredibile ma tutti i fenomeni sono come i fuochi d’artificio, ad un certo punto finiscono. Quando è terminata ho avuto dei momenti molto tristi.

Il rapporto con i miei vecchi colleghi è buono, con alcuni come Lia Cellamare (‘Ndrama corta), Kikka, Annamaria Vivacqua (Mary Poppe) e Franco De Giglio (Nonno Ciccio) lavoro ancora. Il mio desiderio è sempre stato quello di registrare anche solo una puntata, una reunion come quella fatta dagli attori di “Friends”, per rivedere insieme alcuni episodi della nostra sitcom. Anche un film sarebbe fantastico!

La comicità barese tra passato e presente

Che rapporto hai con il teatro? Lo preferisci al mondo della televisione?

Con la “Very Strong Family” abbiamo fatto tanto teatro tra commedie e cabaret portando in scena spettacoli ispirati alla sitcom. Il teatro mi piace, preferisco essere sul palco di un teatro che in una piazza, è molto più dispersiva, per il cabaret. Ho ricevuto diverse proposte di commedia in teatro, soprattutto negli ultimi anni, ma ho sempre rifiutato. Se devo parlare dello spettacolo in generale preferisco la tv e la radio. Nel 2016 ho festeggiato i 30 anni di carriera e da quell’anno sogno di mettere in scena uno spettacolo tutto mio in cui alternare canzoni e monologhi.

Dopo 30 anni di carriera…
… Antonello sogna uno spettacolo tutto suo

Cosa pensi del mondo della comicità barese oggi?

Ci sono dei personaggi a livello locale molto validi che hanno fatto la storia del teatro e della comicità barese come Gianni Ciardo, Nico Salatino, Nicola Pignataro e Vito Signorile. Ci sono poi Tiziana Schiavarelli e Dante Marmone che su Telenorba hanno raggiunto la popolarità con la sitcom “Catene”, due veri fenomeni che hanno portato avanti la storia del teatro barese.

Quali sono le difficoltà per emergere in questo modo?

Nella vita bisogna trovarsi nel posto giusto al momento giusto ma la fortuna deve poi essere accompagnata da tanti sacrifici. La mia gavetta è stata lunga, con tanto lavoro e determinazione mi sono fatto notare. Come in tutti i lavori si incontrano spesso difficoltà, il trucco è non mollare mai.

Adesso è molto più semplice emergere e se vuoi diventare qualcuno non serve fare un percorso lungo, basta avere un cellulare e puntare su una comicità più diretta e veloce. Io preferisco la comicità “vecchia scuola” ma ho dovuto adeguarmi, ho registrato anche dei video divertenti con alcuni youtubers.

Antonello preferisce la comicità “vecchia scuola”

C’è molta competizione tra gli artisti baresi? Hai mai avuto problemi con i tuoi colleghi?

Io non ho mai avuto problemi ma sì, c’è tanta competizione e anche tanta gelosia. L’invidia verso il lavoro degli altri c’è sempre, in qualsiasi campo lavorativo. La cosa che mi ha sempre dato fastidio è quando qualcuno vuole a tutti i costi fare le tue stesse cose, copiandoti senza darti merito.

Io all’inizio mi sono ispirato a Gianni Ciardo, cambiando il testo ad alcune sue canzoni ringraziandolo sempre, l’idea era sua. Ci sono invece molti artisti che non si fanno problemi a copiare le caratteristiche di altri. Uno fa tanti sacrifici e dedica tanto studio per fare ridere e costruire la propria comicità per poi essere copiato.

Che consiglio daresti a chi vuole diventare un comico e seguire la tua strada?

La prima cosa da fare è capire realmente cosa si vuole fare nella vita. Se uno vuole fare l’artista deve mettercela tutta e credere fermamente in quello che vuole fare perché sicuramente gli verranno sbattute tante porte in faccia. Lavoro dopo lavoro capiterà poi che qualche porta si aprirà, come è successo a me, e in quel momento si deve entrare. Se si presentano le opportunità non puoi rimanere fermo, non devi fare il “calascione”! Devi batterti per il lavoro dei tuoi sogni facendo sacrifici e rinunce, devi essere testardo.


Il comico Antonello Ricci saluta redazione e lettori di Bari e…

Il canale Youtube di Antonello:

https://www.youtube.com/@mefistoantonelloricci2859

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Giornalista pubblicista, insegnante di discipline letterarie, copywriter e content creator originaria di Foggia. Ama raccontare la sua terra e non rifiuta mai un pezzo di focaccia da mangiare rigorosamente sul lungomare di Bari, città che le ha rubato il cuore.

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