Mi Mangio Bari: la voce di Donatella Nitri tra blog e social
mi mangio Bari
Mi mangio Bari! Suona come un’esclamazione forte, vorace e verace. Quando ha fondato il suo blog “Mi Mangio Bari”, l’intento di Donatella Nitri, voce autentica e appassionata nel panorama gastronomico pugliese, è stato proprio quello di raccontare con grande sincerità e schiettezza le realtà culinarie del territorio.
Nata a Bari alla fine degli anni ’70, ha trascorso parte della sua infanzia in Toscana prima di fare ritorno nella sua città natale durante l’adolescenza. Accolta dal profumo del mare Adriatico, ha saputo trasformare le sue radici e la passione per il cibo in un racconto autentico e coinvolgente.
Food lover e food blogger alla ricerca di sincerità
“Sono sempre stata una persona curiosa, amante del buon cibo e, soprattutto, della scoperta” mi dice Donatella che da più di cinque anni cura il suo blog diventato punto di riferimento per chi vuole scoprire la vera cucina barese, quella fatta di sapori intensi e soprattutto di storie sincere.
I suoi racconti sono senza fronzoli, diretti e autentici, proprio come lei. Donatella ha scelto di parlare del suo territorio attraverso la sua esperienza diretta, tralasciando recensioni patinate e puntando alla condivisione di realtà che vale davvero la pena provare. In fondo dovrebbe essere proprio questo il compito dei food blogger, i comunicatori del cibo 2.0: raccontare in modo riconoscibile e genuino piatti, ristoranti ed esperienze.

Non solo blog: social, programmi TV e AIS Puglia
Anno dopo anno, Donatella ha costruito una presenza costante sui social, ha partecipato a programmi TV come Foodadvisor, ad Home Restaurant ha creato live sulla cucina, ha collaborato con realtà locali e nazionali.
Inoltre, è diventata sommelier dell’olio AIS Puglia, un importante riconoscimento che le ha permesso di scoprire a fondo il variegato mondo dell’oro verde pugliese. Donatella è presente su Instagram (con più di 27mila follower), Facebook, Youtube, TikTok, Club House e anche Spotify con un suo podcast dedicato alla cucina.

Un progetto al sapore di Puglia:”Il mio progetto sono io e ci metto la faccia”
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei per scoprire il dietro le quinte del suo lavoro tra blog e social al profumo di pane caldo, mare e curiosità.
Partiamo dall’inizio: come nasce “Mi Mangio Bari”?
“Mimangiobari” è nato in un periodo un po’ particolare della mia vita: era un momento in cui avevo bisogno di un cambiamento, di una scossa, perché la mia quotidianità aveva subito un brusco stravolgimento. Così ho deciso di mettere per iscritto ciò che per anni avevo fatto con amici e colleghi: consigliare dove andare a mangiare.
Ti occupi principalmente di ristoranti e locali baresi: come scegli i posti da raccontare? Segui l’istinto, i trend o i consigli di amici/parenti?
Scelgo i posti in base a quello che desidero in quel momento. Ti dirò, non amo affatto seguire le mode o i locali “di tendenza” in città, anche se alla fine mi tocca farlo, perché la mia community si aspetta anche questo da me.
Personalmente però, amo i posti di nicchia, quelli che spesso non sono nemmeno sui social, al massimo hanno un numero fisso – neanche un cellulare! Non ti nascondo che mi è capitato più volte di cambiare all’ultimo minuto il locale scelto, solo perché l’istinto mi diceva che un altro sarebbe stato meglio… e spesso avevo ragione.
Ahimè, invece, non seguo più i consigli di amici, parenti o colleghi – o meglio, li ascolto di rado – perché più volte mi hanno portato in posti davvero… non commentabili.

Ti è mai capitato di recensire negativamente un locale e di ricevere critiche da gestori e clienti affezionati? Se sì, come hai reagito?
Mi è capitato due volte di ricevere critiche e insulti da parte dei gestori. All’inizio mi sono sentita colpita e arrabbiata, anche perché uno dei due ha attaccato sul piano personale, con commenti in stile body shaming, mentre l’altro ha persino minacciato di querelarmi.
Ma in entrambi i casi tutto è rientrato. Una cosa però posso assicurartela: se qualcuno si arrabbia è perché sa che ho colto nel segno.

Negli ultimi anni TikTok ha rivoluzionato il modo di comunicare: tu come hai vissuto questa transizione?
Mi sono adattata subito e devo dire che i miei numeri su TikTok sono migliori rispetto a Instagram. Certo, la differenza sta nel fatto che – anche per via dell’algoritmo – su TikTok è più difficile costruirsi una community, cosa che su Instagram avviene più facilmente.

Il food blogging è molto competitivo: cosa credi renda riconoscibile il tuo progetto?
Ho lavorato anni per costruirmi una reputazione sui social. Fare numeri è facile, ma conquistare la fiducia delle persone no. Non amo ingannare il mio pubblico, né dire cose non vere solo perché “devo farlo”.
Se un locale non mi convince, preferisco rifiutare il lavoro piuttosto che rischiare di fare una brutta figura con chi mi segue. Il mio progetto sono io e ci metto la faccia. Una delle vittorie più grandi è proprio il fatto che le persone si fidano di me.

Cosa ti emoziona ogni volta che racconti un piatto o un posto nuovo?
Mi affido molto alle mie sensazioni, alle vibrazioni che ricevo. Di un locale mi colpisce l’anima, quella sensazione che percepisci subito appena varchi la soglia – ed è una cosa molto personale.
Di un piatto, invece, mi affascina l’aspetto visivo: deve trasmettermi gioia, emozione. Poi arriva il gusto che, se è davvero buono, me lo porto dentro per anni. Ci sono piatti che non dimenticherò mai: una famosa pizza a ruota di carro mangiata a Napoli, il sedano caramellato di Pietro Zito e il tagliolino al tartufo di masseria Barbera.

Foto e video: Donatella Nitri
Video:
Link AIS Puglia:
Canali Donatella Nitri:
https://www.instagram.com/mimangiobari?igsh=MTc1Z3hreWJpbHN0eg==
https://www.facebook.com/share/1FEEugVMkY/?mibextid=wwXIfr
https://youtube.com/@mimangiobari?si=6x0VquyR47lPYC2x
https://www.tiktok.com/@mimangiobari?_t=ZN-8xh74CwDk8s&_r=1
https://open.spotify.com/show/0GIvNcR2lK264FlIYWWMEk?si=pAVNkGRzQW-vsmxcHNcxHQ
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Giornalista pubblicista, insegnante di discipline letterarie, copywriter e content creator originaria di Foggia. Ama raccontare la sua terra e non rifiuta mai un pezzo di focaccia da mangiare rigorosamente sul lungomare di Bari, città che le ha rubato il cuore.