Antonio Stornaiolo si racconta: da Toti e Tata all’ultima estate degli Oesais
Prima di diventare uno dei volti più amati della comicità pugliese con Toti e Tata, Antonio Stornaiolo era uno studente del liceo che cercava di far ridere i professori. Da quei giorni ai sold out degli Oesais, il racconto di oltre quarant’anni di teatro, televisione e amicizia con Emilio Solfrizzi.
Antonio Stornaiolo arriva puntuale, ordina un caffè e inizia a raccontare. Dai primi spettacoli al successo con Toti e Tata, riaffiorano ricordi, incontri e scelte che hanno segnato la sua carriera.

Gli anni del liceo: “Ci chiamavano i garruli”
Stornaiolo e Solfrizzi si conoscono sui banchi di scuola. Compagni di liceo, si guadagnano presto un soprannome: “i garruli”, per il loro modo di cercare simpatia a ogni costo.
«Facevamo di tutto per renderci simpatici, sia con i professori per evitare le interrogazioni, sia con le ragazze», spiega l’attore. «Da una parte il fuoco sacro dell’arte, dall’altra il testosterone adolescenziale. Niente scommesse sulla bellezza -ammette ridendo – ma tanta simpatia investita per un consenso che arrivava col contagocce».

La scintilla: “Aspettando Godot” al Teatro Piccinni
Tutto cambia una mattina, durante una gita scolastica al Teatro Piccinni di Bari per assistere a un allestimento di “Aspettando Godot” di Samuel Beckett, messo in scena dal Piccolo Teatro di Milano per la regia di Walter Pagliaro. Colpito dalla potenza del teatro, Stornaiolo si volta verso l’amico e gli dice: «Facciamolo anche noi». Emilio risponde con un semplice «Magari». È l’inizio di tutto. Finito il liceo, i due si iscrivono a un corso di teatro a Bari dove incontrano due maestri: Giuseppe Solfato e Franco Perrelli.

Nasce il duo Stornaiolo-Solfrizzi
I due attori iniziano a lavorare come animatori, esibendosi ovunque ci sia richiesta: battesimi, comunioni, cresime e serate di ogni tipo. «A diciott’anni volevo diventare Robert De Niro, ma presto ho capito quali fossero le mie possibilità. Ho lavorato su quelle e rifarei tutto», racconta.
I primi spettacoli, mimo e sperimentazione, vanno in scena al Teatro Purgatorio di Bari. Lì li vede Gianni Ciardo, che commenta: «Questi non sono mimi, questi sono muti». Tanta gavetta, ironia e determinazione: ingredienti che diventeranno il marchio di fabbrica del duo.
A consacrarli sulle reti locali Telebari, Telenorba e Teledue è una satira irriverente e senza filtri, costruita in gran parte insieme all’autore e regista Gennaro Nunziante.

La comicità cambia mezzo, non sostanza
Secondo Stornaiolo non è cambiata la comicità, ma il modo di diffonderla: dalle televisioni locali degli anni Ottanta, “la TikTok dell’epoca”, ai social di oggi. Il talento comico, però, resta un fattore costante: «Può esserci talento senza successo, ma quasi mai successo senza talento. Il comico deve avere i tempi. I tempi o ce li hai o non ce li hai». Per l’attore, guardare negativamente ai nuovi linguaggi è un atteggiamento che accompagna ogni epoca di cambiamento. «Ogni tempo ha il suo modo di comunicare, questa è la comunicazione di questi tempi. Noi anziani ci dobbiamo rassegnare, i giovani non si devono accontentare».

Il teatro dal vivo e la scelta di restare a Bari
«La vera soddisfazione arriva dallo spettacolo dal vivo, dall’improvvisazione che nasce nel momento esatto in cui accade qualcosa in scena», afferma l’attore. «Puoi stare dieci ore a studiare un copione, ma la risata che provochi nel qui e ora non puoi costruirla a tavolino, arriva». È in questa dimensione che il duo con Emilio Solfrizzi trova ancora oggi la sua forza.
Quello di oggi, spiega, è «l’ultimo rigurgito di un tempo che c’è stato», vissuto più per il piacere di rifarlo che per inseguire un successo perduto. Racconta anche la scelta di restare a Bari, mentre Solfrizzi si trasferiva a Roma e Nunziante si affermava come autore e regista: una scelta di famiglia che oggi si traduce in serenità, senza invidie e rimpianti.

L’idea di una “scuola pugliese della comicità”
Tra i sogni nel cassetto, Stornaiolo cita un progetto mai realizzato di Renzo Arbore: un programma tutto pugliese, capace di alternare temi alti e filosofici a momenti più leggeri sul modello di quanto fatto dalla scena comica napoletana. Un’idea che servirebbe anche a superare il campanilismo interno alla regione: «L’unione fa sempre la forza, la rete fa comunità. Ci vuole solo un capobanda che cominci».
Quarant’anni dopo, la gioia di stare in scena
Con quarant’anni di carriera alle spalle, Stornaiolo descrive questa fase come un vero e proprio “Eden”: «Non c’è più l’ansia di dover dimostrare qualcosa – dice – né l’urgenza economica dei primi anni». A detta sua, lui ed Emilio Solfrizzi stanno semplicemente tornando al piacere originario di stare sul palco, senza altre pressioni.

Libertà, autenticità e nessuna ansia di lasciare un segno
Sul tema della libertà artistica, l’attore è diretto: «La libertà non si riceve, si prende». Ammette di rifiutare raramente un lavoro, più per timidezza che per strategia, e rivendica di non aver mai inseguito l’idea di carriera. Racconta di vivere per il presente: un caffè al mattino, il sole, la sua Bari e la famiglia.
Il teatro resta la sua più grande passione, una delle forme di comunicazione più autentiche e meno “omologate” ai linguaggi digitali. Si dichiara favorevole a un teatro che abbatta la quarta parete, un teatro popolare, aperto a tutti, capace di trasmettere il senso di comunità.

L’ultima estate degli Oesais
E proprio questo ritorno al piacere di stare sul palco coincide con un’altra tappa importante: l’ultima estate degli Oesais. Gli Oesais, storica parodia pugliese del gruppo rock britannico nata da un’idea di Gennaro Nunziante e portata avanti da Toti e Tata, annunciano il “Ciao Ciao Tour 2026” come loro ultimo capitolo. L’evento è organizzato da Bass Culture in collaborazione con Radio Norba.
Il tour arriva dopo un 2025 di grande successo, con sold out a Bari e Milano. Sarà veramente un addio o un arrivederci dell’amato duo musicale e artistico? Nel frattempo, ci divertiremo quest’estate a cantare, ancora una volta, le loro canzoni.
Copertina e foto: fornite da Antonio Stornaiolo e dal suo profilo Facebook
Link per i biglietti dello spettacolo: Ciao Ciao Tour 2026:
Acquista i biglietti su TicketOne
Video Oesais:
Videosaluto da Antonio Stornaiolo:
© 2026 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, insegnante di discipline letterarie, copywriter e content creator originaria di Foggia. Ama raccontare la sua terra e non rifiuta mai un pezzo di focaccia da mangiare rigorosamente sul lungomare di Bari, città che le ha rubato il cuore.

