Aldo Forcignanò: l’architetto dimenticato per motivi artistici e politici

Forcignanò

Forcignanò

L’arch. cav. Aldo Forcignanò (Bari 23 agosto 1889 [1891] – Roma 5 gennaio 1966) è uno dei tanti professionisti baresi operanti a Bari nel primo ‘900 di cui si è perduta la memoria. Su Dioguardi, Favia e Lopopolo sono fioriti gli studi, e, recentemente, è stata fatta luce anche sulla misconosciuta figura di Cesare Augusto Corradini, il cui nome è legato perlopiù alla Fiera del Levante. Nulla su Forcignanò, e il motivo della damnatio memoriae nei suoi confronti.

Vita di Forcignanò

Forcignanò si diplomò professore di Disegno architettonico il 13 dicembre 1912 presso l’Istituto di Belle Arti di Roma, e compì il suo apprendistato nello studio dell’architetto Cesare Augusto Corradini (Roma 1860 – Bari 1932). Come Corradini e De Giglio, fu fascista della prima ora. Frequentando la sede barese del PNF, Forcignanò era in rapporti con il podestà Araldo Di Crollalanza. Nel 1923 Forcignanò costituì il Sindacato Fascista Ingegneri ed Architetti della Provincia di Bari e fu poi nominato Delegato della Federazione Provinciale Fascista di Bari. Nello stesso anno si coniugò con Emilia Messina. Nel 1931 fu insignito del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia, al pari di altri professionisti baresi. Nel dopoguerra si trasferì a Roma. A Bari ebbe studio in via Imbriani n. 25, associandosi con l’ing. Gaetano Palmiotto.

L’opera mai realizzata

Tra i tanti progetti (dei quali il Forcignanò curava gli aspetti estetici, Palmiotto quelli tecnici), ci fu quello per la Galleria “Benito Mussolini” (1926) a Bari, mai realizzato, che passò alla storia: additata come orrenda nefandezza dai critici, ebbe ben pochi estimatori, tra cui un articolista della Gazzetta.

L’opera, un vero capolavoro d’arte architettonica, che certamente ci sarebbe stato invidiato da altre città, avrebbe costituito, come la Fiera del Levante, un’altra pietra miliare nella storia di Bari grande metropoli di oggi.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 giugno 1981.

Si trattava di un’opera colossale, e certamente l’idea di fare tabula rasa dell’intera città vecchia (salvo i monumenti più importanti, quali la Cattedrale, la Basilica, il Castello, e qualche chiesa minore) era eccessiva: tuttavia, il progetto, redatto in due varianti, non era privo di qualità formali. Non si trattava peraltro di un caso isolato: nello stesso anno, anche l’arch. Adolfo Coppedè (Firenze 1871 – Montemurlo, Firenze 1951), fratello del più famoso Gino Coppedè, aveva presentato il progetto di una galleria per Firenze; un’opera analoga alla galleria barese, anch’essa intitolata a Mussolini e mai realizzata.

Prima versione del progetto
Seconda versione del progetto

Il Faro Votivo di Minervino Murge

La più grandiosa opera realizzata dal Forcignanò è il Faro Votivo ai Martiri Fascisti di Puglia (1923-31) a Minervino Murge, per il quale ebbe l’apprezzamento del Duce in persona, che vi contribuì con una donazione. Il faro è chiaramente ispirato al Faro Gianicolense (1911) di Roma, progettato dal prof. arch. Manfredo Emanuele Manfredi (Piacenza 1859 – Roma 1927): probabilmente, l’influenza di Manfredi è legata all’averne seguite in gioventù le lezioni di disegno architettonico presso l’Istituto di Belle Arti di Roma.

Il Faro Votivo…
… a Minervino Murge

Le opere baresi

L’opera più prestigiosa nella città natia è il Palazzo Magazzini Mincuzzi (con ing. G. Palmiotto, 1926-28) in via Sparano, forse il più pregevole esempio di neo-barocco in Puglia. Altre sue opere a Bari sono il Palazzo dell’Aeronautica Militare (con arch. Saverio Dioguardi, 1933-35), il secondo Palazzo Mincuzzi (con ing. Gaetano Palmiotto, 1932-33) in via Sparano, il Padiglione Assicurazioni Generali Venezia alla Fiera del Levante (1930), la Caserma Presidiaria dell’Aeronautica (1933) in c.so S. Sonnino, la Cappella Mincuzzi (con ing. Gaetano Palmiotto, 1931-32) nel Cimitero Monumentale, la Villa Mincuzzi a Santo Spirito.

Palazzo Mincuzzi

Forcignanò inoltre fu tra i partecipanti al concorso per il Palazzo del Provveditorato alle Opere Pubbliche (con ing. G. Palmiotto, 1932) di Bari, concorso poi vinto da Carlo Vannoni (attuale sede Regione Puglia). In provincia, si ricordino l’Edificio Scolastico “Giovanni Falcone” (con ing. Gaetano Palmiotto – ing. Oronzio Gassi, 1922) e l’ampliamento dell’Ospedale Provinciale “Florenzo Jaia” (con ing. Gaetano Palmiotto – ing. Domenico Cascella – ing. Vito Liegi, 1927) a Conversano. A Roma disegnò la Villa Mariani e la Villa Sebastiani (1930 ca.) in via Mercadante. Tra le sue opere grafiche, una pergamena artistica in onore del Prof. Luigi Granata (1923).

I motivi dell’oblio

Si è detto in apertura della damnatio memoriae cui è stato sottoposto il nome di Aldo Forcignanò, e il lettore ne avrà ormai compresi i motivi. Fascista della prima ora, realizzò un monumento “scomodo”: il Faro Votivo. Dal punto di vista artistico, la critica di matrice zeviana ha condannato all’oblio tutte le architetture eclettiche, più o meno “accademiche” che fossero, e senz’altro l’architettura del Forcignanò è pienamente eclettica. Un duplice ordine di motivi dunque, sia artistici che politici, ha condannato Forcignanò ad un immeritato oblio. Forse questo articolo potrà far riscoprire un altro artista dimenticato dalla sua Bari.


Bibliografia:

  • La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 giugno 1981
  • E. CORVAGLIA – M. SCIONTI, Il piano introvabile. Architettura e Urbanistica nella Puglia Fascista, Bari 1985
  • S. DE BARTOLO, L’Architettura del Ventennio Fascista a Bari, Bari 2014
  • S. DE BARTOLO, Architettura e Scultura Monumentale del Ventennio Fascista in Terra di Bari, Bari 2015
  • S. CHIAFFARATA – G. PERRINO, Il Cimitero Monumentale di Bari. Memorie storiche e testimonianze artistiche, Bari 2016
  • S. DE BARTOLO, Bari. Itinerari del Ventennio, Bari 2021
  • F. INTRONA – M. ROBERTO, Bari tra le due guerre dal 1922 al 1940, Bari 2021
  • S. DE BARTOLO, Arte e Artisti a Bari. Raffaele Armenise, Cesare Augusto Corradini, Saverio Dioguardi, Angelo Messeni, Mario Sabatelli, Bari 2023
  • S. DE BARTOLO, Architettura del Ventennio. Firenze. Guida illustrata, Lecce 2024

Link Forcignanò:

https://dizionariodartesartori.it/artisti/forcigno-aldo

© 2024 Tutti i diritti riservati

smart
+ posts

Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

2 pensieri su “Aldo Forcignanò: l’architetto dimenticato per motivi artistici e politici

  1. Alla C.A. dell’architetto Simone De Bartolo
    Buonasera, sono Marilina Pagliara architetto, socia-ricercatrice Pro Loco Casamassima APS e scrivo per l’editoriale La Voce del Paese, oltre articoli pubblicati su varie testate.
    A Casamassima la Scuola Elementare Guglielmo Marconi è stata progettata dall’architetto Forcignanò . é conservato un bellissimo disegno firmato. Fu costruita tra il 1931 e il 1935 (consegna) . E’ un edificio imponente ed austero con l’ingresso principale ad angolo come quello di Palazzo Mincuzzi a Bari.
    Ne è al corrente ? Eventualmente avremmo il piacere di una sua visita per elencare tra le opere dell’architetto anche questa. Ho trovato questo blog in quanto sto facendo una ricerca sugli architetti che hanno operato a Casamassima.
    Grazie e Cordiali Saluti

    1. Giusto una precisazione per completezza, questo è un giornale regolarmente registrato al Tribunale non un blog.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *