Pocahontas: la verità sulla vita leggendaria di una donna che ha unito due culture
Pocahontas
Occhi a mandorla, labbra dipinte, fisico forte e squadrato, lunghi capelli color pece e pelle levigata dalla luce del sole: siamo abituati a ricordarla così la più famosa Pocahontas del cartone animato della Walt Disney, eroina indiana che ci ha tenuto col fiato sospeso con la lotta per l’incolumità del suo popolo e in difesa di una wilderness minacciata dall’incultura dei “visi pallidi”.

La nascita di Pocahontas
E se vi dicessimo che questa incredibile donna è realmente esistita? Probabilmente alcuni di voi già lo sanno, ma nel 1595 (o forse l’anno successivo, è complesso confermare il dato con certezza) una donna nativa americana di nome Matoaka o Amonute è venuta al mondo a Werowocomoco, un piccolo villaggio della Virginia sotto l’egida del capo tribù, Powhatan, padre della giovane e leader di una confederazione di tribù indigene.
Pocahontas (che era soltanto il suo soprannome in lingua algonchina e voleva dire “la giocosa”) era una figura centrale nella vita delle tribù della regione Tidewater della Virginia, conosciuta all’epoca come Tenakomakah.
La sua vita, arrivata poi sulla punta delle matite e romanticizzata, è stata motivo di costruzione di numerosi monumenti negli Stati Uniti – come la Statua di Pocahontas a Jamestown – e ha portato alla nascita di un simbolo culturale diventato “leggenda” tanto che al giorno d’oggi è difficile stabilire quanto veritiere siano le notizie che la riguardano.

John Smith
Una delle primissime menzioni sulla giovane nativa è ad opera di John Smith, militare e marinaio britannico. State forse pensando di aver già sentito questo nome? Avete ragione: John Smith è proprio l’affascinante co-protagonista di Pocahontas nel celebre cartone animato. Non solo: è stato tra i primi ad essere coinvolto nell’aspirazione della London Company di colonizzare la Virginia dopo la concessione di re Giacomo I d’Inghilterra.
Il 20 dicembre 1606, partito alla volta di quella che fu per tanto tempo considerata “terra promessa” e la “colonia d’oro” per l’ingente produzione di tabacco, John Smith si affidò alla manovra di tre piccole navi, la Discovery, la Susan Constant e la Godspeed, e giunse nel segreto mondo degli indiani Powhatan.
Pocahontas salva John Smith
Nell’aprile del 1607, i coloni inglesi giunsero in Virginia e iniziarono a dare i primi segni di stanziamento con la costruzione di insediamenti. John Smith, uno dei leader di Jamestown, raccontò di essere stato catturato da un gruppo di cacciatori Powhatan e portato proprio a Werowocomoco, che era già allora uno dei principali villaggi dell’Impero Powhatan.
Rischiò di essere sacrificato e giustiziato davanti ad una pietra, ma raccontò che Pocahontas si interpose posizionandosi davanti a lui, impedendone l’esecuzione. Questo gesto, un grande atto di coraggio, portò la giovane non solo a ricevere devozione dalla sua gente, ma le permise di avviare un dialogo con lo straniero che portò a un lungo periodo di pace e rispetto con i coloni inglesi.
Notizie incerte
Non si hanno certezze circa il suo incontro con Pocahontas, né sulla veridicità di quanto fin qui raccontato, poiché la figura di questa donna (ai tempi del loro incontro appena undicenne) non è mai stata menzionata nei libri scritti dallo stesso Smith riguardo alla spedizione in Virginia.
Alcuni studiosi, analizzati i volumi etnografici dell’uomo fino al millimetro, hanno ritenuto che il silenzio sulla figura della donna è da reputare “normale” data la scarsa tendenza dell’autore ad inserire elementi di carattere personale o emotivo nelle sue opere.
La donna-simbolo dell’armonia fra due culture
Quando parliamo di Pocahontas (o Mataoka o Amonute) non possiamo prescindere dal porre l’attenzione su alcuni eventi salienti della sua vita. Il primo riguarda sicuramente il rapporto coi coloni inglesi: la sua figura è stata simbolo di palingenesi e armonia tra due culture tanto distanti quanto forti nella propria forza identitaria.
Grazie a lei per lungo tempo indiani e inglesi hanno vissuto periodi fiorenti, tanto che la stessa Pocahontas era spesso in visita presso i loro insediamenti.
La donna li aiutò in più di un’occasione, prestando soccorso e fornendo derrate alimentari quando furono colpiti da una aggressiva ondata di carestia ma soprattutto, tempo dopo, sventando un attacco imprevisto da parte della sua tribù a scapito degli inglesi.
Il legame e il sincero affetto che legò Pocahontas a John Smith fu messo a dura prova quando, in seguito ad un’esplosione di polvere da sparo, l’uomo rimase ferito e fu costretto a tornare in Inghilterra per rimettersi in forze. La donna lo credette per molto tempo morto.
Pocahontas arriva in Inghilterra
Ma l’Inghilterra era anche nel futuro della bellissima nativa americana, come molti affreschi dimostrano: un’incisione del pittore olandese Simone van de Passe ritrae questa figura muliebre rivestita di un elegante abito dalle fattezze europee ma con tratti somatici inconfondibilmente indigeni.

La giovane fu catturata nel 1613 da due coloni inglesi che volevano scambiarla con altri prigionieri conterranei. Viene trattenuta a Henricus (oggi Chesterfield County) per un anno.
È in questo periodo che si avvicina al cristianesimo ed è battezzata: da quel momento diventa Rebecca.

La donna si sposa
Sposò John Rolfe, ricordato soprattutto per la prima importante coltivazione di successo di tabacco in Virginia. La coppia visse per molti anni nella piantagione di Rolfe, unita da un sentimento di forte legame spirituale, ed ebbe un figlio: Thomas Rolfe, nato il 30 gennaio 1615.
Il loro matrimonio, una rivoluzione dell’integrazione per l’epoca, contribuì a instaurare un periodo di pace tra i coloni di Jamestown e la tribù Powhatan, che durò diversi anni. Nel 1615, Ralph Hamor osservò come questa unione ha portato a sviluppare rapporti commerciali e scambi amichevoli non solo con i Powhatan, ma anche con le tribù vicine.
I viaggi dei coniugi Rolfe
I coniugi Rolfe viaggiarono lungamente in Inghilterra e Pocahontas fu il collante col Nuovo Mondo. I promotori della colonia della Virginia, infatti, trovavano difficile attrarre nuovi coloni e investitori a Jamestown. Per incentivare l’immigrazione, usarono Pocahontas come esempio di come i nativi americani potessero essere integrati e per dimostrare che la colonia fosse un posto di cui non aver paura, ma anzi, un luogo di pace e sicurezza.
Nel 1616, Pocahontas e John Rolfe partirono per l’Inghilterra, arrivando a Plymouth il 12 giugno e successivamente a Londra, accompagnati da undici nativi Powhatan, tra cui il sant’uomo Tomocomo. John Smith, che viveva a Londra, seppe che Pocahontas era in visita e scrisse una lettera alla regina Anna, raccomandando di trattarla con riguardo e decoro.
L’incontro fra John Smith e Pocahontas
Durante il suo soggiorno in Inghilterra, Pocahontas partecipò a vari eventi sociali, incluso un incontro con il re Giacomo I.
Poco dopo, lei e Rolfe si stabilirono nei dintorni di Brentford, dove Smith li visitò. Durante questo incontro, Pocahontas mostrò inizialmente segni di disagio alla vista di Smith, ma poi si confrontò con lui. Affermò di considerarlo un “padre”, spiegando che se lui aveva chiamato Powhatan “padre”, lo stesso doveva valere per lei.
L’eroina muore
Dopo una vita di sogni, avventure e viaggi dall’altra parte del mondo, l’eroina indiana morì a marzo del 1617, probabilmente di polmonite o tubercolosi, a pochi passi dal Tamigi.
La sua storia è stata poi affidata al tempo e alla tradizione orale, diventando terreno fertile della fantasia e della cultura dell’infanzia. Che tutto ciò che è pervenuto sino a noi sia completamente vero o meno, Pocahontas ha saputo farci sognare e ci ha insegnato che la forza dell’uomo risiede proprio nell’essere parte integrante di un’umanità di “simili”, oltre ogni diversità.
Link Wikipedia Pocahontas:
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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.