“Petroni”: tre vie di Bari dedicate a Giulio, Gian Domenico e Prospero
Petroni
Bari ha dedicato tre arterie cittadine a esponenti delle famiglie Petroni. Famiglie, al plurale, perché sono due i casati che hanno dato alla nostra città illustri figure.
I tre “Petroni” più noti
Il casato del più noto Giulio (1804 – 1895), autore della monumentale Storia di Bari, e quello di Gian Domenico (1838 – 1908) e Prospero (1716 – 1785).


Di Gian Domenico Petroni, sappiamo che fu sindaco dal 1º maggio 1880 al 10 ottobre 1881 e che si impegnò a promuovere il progetto di costruzione di una “tangenziale” marina per la città, che andava dal Castello fino alla zona portuale in corrispondenza del Teatro Margherita (il Lungomare ).
A lui è stata dedicata una strada nel Quartiere Madonnella.

Prospero Petroni fu invece l’enfant prodige barese che, come tanti altri nostri concittadini, preferì emigrare altrove per mettere in luce le sue qualità e le sue ambizioni.
A lui è dedicata la strada che chiude il quartiere Murat, oltre Piazza Umberto, estendendosi ad est nel quartiere Madonnella (zona Umbertino).

Di Prospero Petroni ci siamo interessati grazie alla lontana amicizia che ci legò, ormai anni fa, con un discendente del casato, il fisico Nicola Cufaro Petroni, di cui piangiamo la recentissima e prematura scomparsa.
La vita di Prospero Petroni
Prospero Petroni nacque a Bari il 1716 e morì in Roma il 1783, dove vi era giunto in giovane età, tagliando i legami con la famiglia e la città d’origine, in seguito alla scelta ecclesiastica di aderire alla Compagnia di Gesù.
Spostatosi inizialmente in Napoli poté godere del favore del ceto culturale della città, entusiasta delle innegabili capacità del giovanissimo Prospero, accogliendolo nelle Accademie scientifiche e letterarie, mentre la sua fama si riverberava anche in Bari dove lo vollero nell’Accademia dei Coraggiosi di Gaetano Tremigliozzi e Giacinto Gimma.
Ma la sua destinazione definitiva fu a Roma, dove giunse coperto di onori scientifici e forte di una cultura enciclopedica che gli consentiva di dominare lingue morte e perdute.
Il primo coronamento ai suoi meriti arrivò nel 1738 con la nomina da parte di papa Benedetto XIV a Primo Coadiutore della Biblioteca Vaticana, ufficio concesso a coloro che si fossero distinti per particolari meriti di cultura letteraria e storica.
E alla morte del celebre archeologo Bruni, divenne Primo Custode della Biblioteca Alessandrina dell’Università della Sapienza.
Ciò gli consentì di dedicarsi, con maggior agio, allo studio dei preziosi monumenti di quell’Istituto, entrando in dotta corrispondenza con i più illustri letterati d’Europa.
La bolla papale del 17 marzo 1743 lo nominò Abate con assegnazione di una cospicua rendita sopra alcuni ricchi benefici della Mensa arcivescovile di Bari.
Per conoscenze più esatte della sua attività di bibliotecario di una istituzione già all’epoca prestigiosa, dovrebbero essere consultati gli archivi dell’Alessandrina.
Le opere
Qui possiamo ricordare anche una intensa produzione pubblicistica sui temi di Esegesi biblica, Epica e Lirica Greca, sulla storiografia latina e su questioni giurisprudenziali e commerciali del diritto ebraico.
Le opere di Prospero Petroni risentono dell’ispirazione eclettica che aveva caratterizzato i suoi studi ed evidenziano l’intento critico e il rigore filologico derivatigli dalla profonda conoscenza delle antichità greche e romane.
Esemplare al riguardo è l’edizione critica dell’Elettra di Sofocle, nella quale sono sciolti alcuni punti controversi della vita del grande tragico greco.
L’edizione napoletana del 1735 è corredata da una lettera all’amico Galiani e fu seguita, a testimonianza del pregio, da numerose altre negli anni successivi.
Nell’archivio privato dei discendenti, ricco di documentazioni ancora inedite relative al panorama della cultura letteraria non solo cittadina, ma europea, sottoposto all’attenzione della Soprintendenza Archivistica per la Puglia, sono conservate numerose carte autografe del Petroni, attestazioni e lettere di nomina, tra le quali quelle prestigiose a Custode della Sapienza, nonché un prezioso esemplare “copia d’autore” stampato su sottilissima pergamena.

Le origini del casato
I discendenti ci raccontavano delle remote origini toscane del Casato Petroni, ma nel corso delle nostre ricerche ci siamo imbattuti in una imprevista precisazione che testimonia come i Petroni fossero bensì lontanamente toscani, ma trapiantati per motivi di commerci in Irpina, in particolare nella città di Solofra da dove poi trasmigrarono nella nostra città di Bari.
Una traccia ancora esistente è un documento presso la Biblioteca De Gemmis con il quale l’abate Riccardo Petroni di Siena destina ai suoi discendenti superstiti in Bari dei benefici di Juspatronato.
Il primo Petroni a emigrare era stato Pietro Salimbeni Petroni di Siena.
Oggi in Solofra il nome di Prospero è conosciuto e apprezzato forse ancor più di quanto non lo sia in Bari.
Un’attraente e cordiale iniziativa sarebbe promuovere una giornata di studi su Prospero Petroni e un gemellaggio tra i nostri eruditi baresi, quelli di Solofra e i bibliotecari dell’Alessandrina.
Bibliografia
- Michele Garruba, Serie critica de’ sacri pastori baresi. Bari, Tipografia Fratelli Cannone, 1844.
- Raffaele Alfonso Ricciardi, Famiglia Petronio. Studio storico araldico genealogico con la illustrazione dei principali individui di questa casa compilato a base di documenti archivistici, notarili ecc. Napoli, Cosmi, 1888.
- Mimma De Maio, Un solofrano a Bari: Prospero Petroni, In “Il Campanile”, 2007.
Stradario di Bari:
https://www.comune.bari.it/web/trasporti-e-viabilita/stradario-della-citta-di-bari
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.