Via Gargasole: una stradina seminascosta e un parco urbano dedicati a un medico schivo

Gargasole copertina

Gargasole copertina

Nel quartiere Carrassi di Bari esiste una strada che costeggia una recinzione oltre la quale si estende un’ area verde: via Gargasole.

Una piccola traversa di corso Benedetto Croce su cui si affianca il lato estremo Sud della grande area della ex caserma Rossani, attualmente in fase di riconversione in parco urbano fino a congiungersi ad angolo retto con via Buccari.

Via Gargasole…
… nel quartiere Carrassi

Nel 2019 il grosso e alto muro che delimitava la caserma è stato abbattuto e sostituito da una cancellata e un doppio varco che ha dato respiro alla strada e ha restituito alla città una piccola area verde affidata a benemerite associazioni di volontariato che se ne prendono cura e si alternandosi in iniziative culturali e di svago.

Entrando nella stradina…
… si arriva ad un piccolo parco

Un piccolo parco urbano che ha ereditato il nome della via: parco Gargasole.

Oltre il cancello…
… parco Gargasole

Le poche informazioni riguardanti Donato Gargasole

Ma chi è “Gargasole”? Si tratta di Donato Gargasole, un medico vissuto tra il 1887 e il 1966. 

Questa volta il nostro Vito Antonio Melchiorre, nel suo Le strade di Bari, ci è di poco aiuto. Si limita a notizie estremamente sommarie: lo sappiamo nativo della salentina Uggiano la Chiesa e che è stato docente di Semeiotica medica presso l’Università di Bari.

La dedicazione della via risale al 27 giugno 1980, con deliberazione comunale n. 738. Fine.

Un’altra succinta menzione di lui nell’Elenco dei docenti dell’Università di Bari: professore incaricato dal 1924 al 1950, presso Facoltà di Medicina e Chirurgia; Disciplina: “Patologia speciale medica, Semeiotica medica”.

Dalla Rete, al massimo riusciamo a ricavare la distribuzione geografica del suo cognome – poche decine in tutta Italia concentrati nel Basso Salento – e i riferimenti ad alcuni contemporanei omonimi, uomini e donne, nessun medico.

Scavando nella nostra memoria possiamo risalire tra le preziose amicizie salentine quella di un omonimo medico che operava in Brindisi in anni ancora recenti, che con il nostro Gargasole e la sua famiglia, aveva rapporti di contiguità.

A suo dire i Gargasole erano vicini alla nobile stirpe del leccese Antonio De Viti De Marco (1858-1963), un importante economista di ispirazione liberal-democratica e convinto antifascista, ricordato per essere uno dei pochi Accademici che non vollero prestare giuramento all’oppressivo regime.

Bari gli ha dedicato una strada sempre a Carrassi, tra Via Fanelli a Via Pavoncelli.

La guerra di Gargasole

E sempre da Lecce ci giunge un altro frammento biografico: durante la Grande Guerra fu “Sottotenente medico di un reggimento di artiglieria di montagna. Partecipò a vari combattimenti dando esempio di fortezza, coraggio ed abnegazione. Anche quando il posto di medicazione era sotto violento fuoco nemico continuava con calma a medicare i feriti del suo gruppo e dei reparti vicini”.

Ancora molto poco il nostro Gargasole, ma serbiamo due notizie poco note se non addirittura inedite.

Notizie inedite

La prima: La Biblioteca Nazionale di Bari conserva una raccolta libraria pervenuta per la donazione della famiglia, dopo la scomparsa del medico.

Il fondo assomma a circa 725 unità librarie ed è costituito in prevalenza di testi specialistici inerenti alle discipline praticate del Gargasole, ma anche di un certo interesse storico e antiquario.

In particolare tre volumi, che ahimè non sono stati catalogati: Terapia delle malattie della pelle di S. Jessner, 1897, La trichina e la trichinasi di A. Visconti, 1879, L’inibizione nelle malattie mentali di G. Libertini, 1900. 

Non è qui la sede per proporre un’analisi dettagliata di tutte le opere pervenute dal dottor Donato Gargasole per verificare se siano mai state immesse negli schedari.

È vero che si tratta di opere di medicina risalenti a periodi ormai storicizzati, e quindi obsolete per l’utilizzo da parte dei moderni operatori sanitari; ma è pur sempre di un patrimonio bibliografico e in quanto tale degno di essere conosciuto dalla comunità, e valorizzato nel caso di eventi che riguardano la storia della medicina e dei medici legati alle nostre contrade, quelle che hanno dato i natali a Domenico Cotugno, a Michele Sarcone, a Michele Lamparelli, a Mariano Santo, a Ferdinando Epifanio.

L’altra notizia, che potrebbe essere definita “ghiotta”, se fosse riferita a un vip è la presenza presso la stessa biblioteca di un ritratto del luminare medico.

Il dipinto

È un dipinto di notevoli dimensioni che ritrae il Nostro in camice bianco nel suo laboratorio mentre si deterge le mani e osserva con intensità gli strumenti medici e chirurgici collocati davanti a lui.

Una vera “istantanea” che ci consente di scorgere le fattezze del personaggio intento nelle sue occupazioni.

Qui però ci tocca lamentare che il quadro, di un artista sconosciuto, appare deteriorato, in precarie condizioni di conservazione, il pigmento è spesso perduto, la superficie scrostata e compaiono strappi sulla tela.

Il dipinto

Siamo orgogliosi che la città abbia voluto intestare una arteria stradale a un personaggio, forse schivo e lontano dai riflettori dei media, ma che ha presumibilmente svolto un ruolo ammirevole nella cura e nella prevenzione della malattia.

E plaudiamo infine che gli sia stato dedicato anche l’adiacente Parco, per il gioco e lo svago di fanciulli e adulti, cittadini di questa città desiderosa di un maggior numero di aree di verde dedicate al riposo, al relax e a una vita più slow!


Bibliografia

  • Agostino Lucarella, Silloge bio-bibliografica di medici pugliesi. Bari, Laterza, 1991.
  • Angela Orfino, Elenco alfabetico dei docenti dell’Università di Bari (1924-1950). In Per la storia dell’Università di Bari. Fonti Archivistiche e a Stampa. Bari, Giuseppe Laterza, 2015, p. 275.

Link Parco Gargasole:

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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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