Palazzo Chartroux: la sede del primo liceo scientifico di Bari, “Arcangelo Scacchi” – Uno scrigno di storia e tradizione
copertina
Il Regio Liceo Scientifico “Arcangelo Scacchi” di Bari è il più antico “scientifico” di Bari, aprì i suoi battenti nell’autunno del 1924. In Puglia fu preceduto solo dal “Cosimo De Giorgi” di Lecce inaugurato l’anno precedente, a pochi mesi dalla promulgazione del D. R. n. 1054 del 6 maggio 1923 che implementava nel sistema scolastico italiano l’istituto dei licei. Dal 1932 è sito nel centralissimo Corso Cavour 241. Pochi però conoscono la sua travagliata storia, quella della sua sede, e ignorano la presenza, al suo interno, di alcuni segni del glorioso passato della città di Bari.
Il Primo preside del Liceo Scacchi
Il suo primo preside, Carlo Cantù, giunto a Bari da Venezia, varcò la soglia in una piccola palazzina ubicata all’Estramurale Capruzzi, dove ora sorge il palazzo degli Uffici della Regione Puglia. Sette anni dopo, nel 1930 la sede fu trasferita in alcuni locali al pianterreno di uno stabile antistante la sede attuale, oggi sostituito da uno dei tanti palazzi frutto del “sacco del murattiano” degli anni ’60. Finalmente nel 1932 il liceo trovò la sua definitiva sistemazione, nel Palazzo Chartroux di Prosper Chartroux (Nizza 1827 – 1886), intraprendente industriale nizzardo che qui a Bari impiantò un fiorente stabilimento oleario, come indica il monogramma “PC” posto nel fregio dell’architrave dell’ingresso principale.
Il palazzo fu in seguito alienato dagli eredi dopo la morte dell’industriale, e divenne (8 gennaio 1899) sede dell’Istituto Femminile Provinciale “Margherita di Savoia”, fino al 1924, quando l’istituto gestito dalle Suore di Carità della Venerabile Capitanio fu trasferito nell’attuale sede in corso Benedetto Croce.
Descrizione dell’edificio
Seguendo gli schemi della vecchia edilizia ottocentesca tipica del quartiere murattiano, Il fabbricato, disegnato dall’Ing. Pietro Trotti (Acquaviva 1824 – Bari 1908), si presenta ad un solo piano, l’attuale secondo piano, visibile solo posteriormente da via Melo, è verosimilmente il frutto di una sopraelevazione databile agli anni in cui divenne sede del liceo.
Il lavoro dei Colonna
Fu il Cav. Luigi Colonna (Bari 1863 – 1942), coadiuvato dal fratello Nicola, a curare, in veste di capomastro e scalpellino, la realizzazione del palazzo. Suoi sono le due protomi femminili in stile Liberty, sugli stipiti del portale d’ingresso, che consentono la datazione del fabbricato, visto che l’impaginato architettonico del prospetto non differisce punto dall’edilizia murattiana antecedente.
Varcato il portale, veniamo accolti da un ampio corridoio solcato da ampie volte a crociera. Il vano più grande, sulla destra, funge da Biblioteca. E qui troviamo l’interessante opera dello scultore Gaetano Stella (Bari 1888-1964): il busto di Arcangelo Scacchi (1954) a cui nel 1925 venne intitolato il liceo.
All’illustre mineralogista (Gravina di Puglia 1810 – Napoli 1893) che per primo in Italia applicò i metodi della cristallografia morfologica, lo scienziato francese Gilbert-Joseph Adam dedicò un minerale, la “scacchite” (MnCl2), massimo onore per uno scienziato. Per questo nel busto Scacchi è ritratto, dallo Stella in maniera che potremmo definire “didascalica” proprio mentre sta esaminando un cristallo, oggetto dei suoi studi. L’opera costituisce una replica di quello realizzato dal medesimo autore per il Monumento ad Arcangelo Scacchi (1937) a Gravina, sua città natale.
Le testimonianze all’interno dello Scacchi
Proseguendo la visita della scuola, nel corridoio troviamo due interessanti testimonianze della Grande Guerra: la Lapide al Milite Ignoto e la targa in bronzo del Bollettino della Vittoria del Maresciallo Diaz.
Il Milite Ignoto rappresenta tutti i soldati caduti nella Grande Guerra. Il 4 novembre 1921 la sua salma venne tumulata con tutti gli onori nell’Altare della Patria nell’ara collocata sotto la Dea Roma dello scultore Zanelli. A partire da tale data si moltiplicarono in tutta Italia i memoriali, specie in forma di targhe bronzee o lapidi marmoree. La maggior parte di essi data proprio al 1921, ma verosimilmente la nostra lapide non dovrebbe risalire a prima del 1924, anno di nascita dell’istituto (a meno che non sia stata qui traslata da un’originaria collocazione a noi ignota). Di solito tali lapidi sono collocate all’aperto, sulle facciate dei palazzi municipali, ma non è infrequente trovarne all’interno di edifici scolastici, come nel nostro caso.
Al Milite Ignoto
La nostra è una lapide marmorea con cornice borchiata in bronzo nei risalti angolari (detti “orecchie”), recante nello specchio l’epigrafe canonica della motivazione ufficiale del conferimento della MOVM al Soldato Ignoto. Cosa abbastanza insolita, dato che in Puglia la maggior parte di tali lapidi riporta soltanto la dedica IGNOTO MILITI in latino o in italiano, AL MILITE IGNOTO, seguita dalle date di inizio e termine del conflitto 24 MAGGIO 1915 – 4 NOVEMBRE 1918.

Altre targhe nel liceo Scacchi
Nello stesso corridoio, più avanti sulla stessa parare, troviamo la targa in bronzo del Bollettino della Vittoria del Maresciallo Diaz: Bollettino di Guerra n. 1268 del 4 novembre 1918, vergato in realtà dal Gen. Domenico Siciliani Capo Ufficio Stampa del Comando Supremo. Si tratta di un testo del tipo “standard”, prodotta in serie a partire dall’anno 1932 dalla “Casa di Benvenuto Cellini” di Firenze, fonderia diretta dall’artista Mario Nelli (Firenze not. 1914-41), noto soprattutto come incisore e medaglista, che l’aveva impiantata per l’appunto nella casa in cui aveva dimorato Benvenuto Cellini (Firenze 1500-71).
Il celebre scultore rinascimentale non ne sarebbe certo rimasto sdegnato, vista l’alta qualità dei lavori che qui vennero eseguiti. La nostra targa infatti, pur essendo un prodotto in serie, dimostra nel rilevato una finezza di dettaglio ed una forza plastica che rivela le doti straordinarie del fonditore. La fascia decorativa a sinistra reca gli stemmi delle città di Trento, Trieste e Fiume alternati ad elmetto e fascio littorio, quella di destra gli stemmi di Gorizia, Pola e Dalmazia da due gladii e fascio littorio.

La circolare di Balbino
Nel Catalogo Generale dei Beni Culturali viene descritta la storia di queste targhe, grandemente diffuse nelle scuole durante il Ventennio. L’idea venne nel marzo del 1932 al Ministro dell’Educazione Nazionale Balbino Giuliano (Fossano 1879 – Roma 1958), che inviò una circolare apposita a tutte le scuole del Regno, invitando le rispettive dirigenze scolastiche a provvedere all’affissione del Bollettino, qualora esso non fosse già presente. La presenza, infatti del fascio littorio lascia immediatamente intendere che esse non furono realizzate subito dopo il conflitto, a differenza del più antico “Bollettino della Vittoria”, con testo in capitale quadrata semplicemente incorniciato in bronzo o in marmo di cui un esempio è quello posto sulla facciata della Caserma D. Picca a Bari.

La maggior parte di queste targhe essendo fatte in bronzo furono fuse durante la guerra successiva, per dare metallo alla Patria per la costruzione di armi, sicché oggi non ne restano molte. A Bari ne troviamo un’altra identica all’interno dell’Istituto Tecnico “Vivante” in piazza Diaz, priva tuttavia della cornice marmorea.
Non più Regio Liceo
Oggi “lo “Scacchi” non è più “Regio Liceo” bensì “Liceo Statale” e nemmeno l’unico di Bari, ma la sua antica sede mantiene intatto il suo decoro. Le prestigiose insegne del passato custodite al suo interno siano per le generazioni del Terzo Millennio silente monito contro ogni retorica della guerra.
Bibliografia:
- R. MACINA (a cura di), Liceo Scientifico Statale “Arcangelo Scacchi” Bari. Il Liceo nella Città 1924-2005, Bari 2005
- C. GELAO, Gaetano Stella scultore barese del Novecento, Galatina (Lecce) 2008R.
- R. RICCARDI, Prosper Chartroux e Arcangelo Scacchi: la strana coppia. I novant’anni del Liceo Scientifico Scacchi di Bari e il Palazzo Chartroux: un istituto e un palazzo con le porte aperte sulla storia, in NM, 2015
Link Liceo Scacchi:
https://www.liceoscacchibari.it
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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.











Bravo Simone, tutto molto preciso e documentato. Ottimo lavoro!
Ho frequentato il Liceo Sc. “A. Scacchi” dall’ottobre 1968 al luglio 1973.
Leggere questa documentata storia della sua sede mi ha fatto fare un passo indietro nella mia adolescenza, con grande emozione.
Complimenti all’autore !
Ho frequentato il liceo scientifico “A.. SCACCHI” dal. 1950 al 1955
Leggere questa ricerca del palazzo da me frequentato ,mi ha commosso ,catapultandomi nell’età della spensieratezza.
Complimenti all’ autore per il suo certosino lavoro di ricerca
Grazie di cuore
Ho apprezzato il lavoro dell’architetto De Bartolo,molto preciso e dettagliato, perché mi ha fatto conoscere la storia della sede dell’Istituto dove ho insegnato per alcuni anni percorrendo su e giù quei corridoi ogni giorno
Mi piacerebbe avere, possibilmente, maggiori informazioni sulla storia di questa famiglia da cui in parte discendo.
Mia Nonna materna Ha vissuto lì parte della sua vita.
Ringrazio .