Storie di Puglia – La sirena di Santa Maria di Leuca: la leggenda quasi vera di Leucasia

Santa Maria

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La bellezza della Puglia e dei suoi paesaggi intrisi dei mille colori della natura, ha sempre ispirato leggende e racconti, proprio per questo la nostra ricerca di queste storie da narrare, ci riporta oggi alla bellissima località di Santa Maria di Leuca che già in passato abbiamo visitato. Il termine Leuca nel suo nome deriva dal termine greco λευκός (leukós), cioè “bianco”. Questo termine però ricorda anche un personaggio della mitologia greca: la sirena Leucosia (in greco antico Λευκωσία).

A questa sirena o meglio a una sua versione “alternativa”, uno scrittore nel 1992 ha dedicato uno splendido racconto ambientato nella località salentina, divenuto così famoso da lasciare le pagine del libro e assurgere al ruolo di “leggenda moderna”.

Ma andiamo con ordine, chi era Leucosia e quale ruolo aveva?

Leucosia la sirena

Leucosia (e non Leucasia) era una delle tre sirene da sempre rappresentate come portatrici di sventura per i marinai, difatti il loro bellissimo canto portava al naufragio i naviganti.

La bella Leucosia dalle “candide membra” o “la splendente” aveva due sorelle: Partenope e Ligea o Ligeia. Secondo la tradizione le tre agivano insieme ed erano ancelle della dea Persefone, poi rapita dal dio Ade che la desiderava come sposa. La dea Demetra per punirle per non aver impedito il rapimento della figlia le trasformò in uccelli, più precisamente in esseri con corpo d’uccello e volto di donna.

Infatti, bisogna dire che nella letteratura e nell’iconografia classica erano rappresentate inizialmente in maniera diversa, avevano le ali, come le arpie, e non la coda di pesce. Inoltre il loro canto non prometteva piaceri indescrivibili, bensì una conoscenza e una visione del mondo tale da mettere l’essere umano in difficoltà, vista la sua limitata capacità di comprensione.

Le sirene inizialmente erano rappresentate con le ali

Odisseo e la morte delle sirene

Scrive di lei e delle sue sorelle il poeta ellenistico Licofrone di Calcide (III sec. a.C.), nel suo poema Alexandra e anche della loro tragica fine avvenuta per suicidio quando il furbo guerriero Odisseo (o Ulisse) sfuggì al loro canto ammaliatore. L’episodio in cui Odisseo sfugge alle sirene è molto noto perché narrato anche da Omero nella ben più conosciuta Odissea.

Odisseo sfugge alle sirene

I corpi di Leucosia e delle sue sorelle riaffioreranno, secondo tradizioni mitografiche successive, in posti diversi, tanto da alimentare altri racconti. Per quanto riguarda la sirena oggetto di questo articolo, il suo corpo riemerse a sud di Castellabate in Campania dove esistono Punta Licosa e l’isolotto di Licosa che ricordano il personaggio della mitologia greco-romana.

Licofrone così scrive:

Sul promontorio Enipeo, scagliata con violenza, Leucosia occuperà per molto tempo lo scoglio col suo nome.

Ma cosa c’entra Leucosia con Santa Maria di Leuca?

Come per l’isola di S. Orsola creata dalla fantasia di Massimo D’Azeglio nel suo libro su Ettore Fieramosca o la disfida di Barlettao la fiaba moderna della Cava di bauxite di Otranto, anche qui parliamo di un racconto diventato così popolare da essere scambiato per una vera e propria leggenda.

La leggenda moderna di Santa Maria di Leuca

Nel 1992 lo scrittore Carlo Stasi, facendo tesoro delle sue conoscenze di mitologia greco-romana, crea i personaggi della sirena Leucasia e di due amanti Melisso e Aristula, usando come sfondo nomi e panorami della bellissima Santa Maria di Leuca e creando così il suo personale “mito di fondazione” di Capo di Leuca noto nell’antichità anche come “finibus terrae”.

Il racconto di Leucasia pubblicato inizialmente da AGL (e in seguito ristampato da altri editori) dedicato appunto all’omonima sirena, alter ego moderno della classica Leucosia, è una storia piena di elementi mitologici e folkloristici tipici dei racconti greco-romani e per questo è spesso scambiata per una vera leggenda classica.

Il libro di Stasi

La storia sullo sfondo di Santa Maria di Leuca

Nella sua storia la bella sirena cerca con il suo canto di ammaliare il pastore Melisso, ma lo stesso non è vittima dell’incantesimo perché troppo innamorato della bella Aristula. Indispettita dalla situazione, la sirena folle di rabbia scatena una tempesta che travolge i due amanti in riva al mare.

Annega così i poveri amanti e non contenta allontana i due corpi in modo che si trovino alle rive opposte del golfo. Qui interviene Minerva, che secondo la tradizione aveva un tempio proprio a Santa Maria di Leuca, e trasforma gli amanti nei due promontori di Punta Mèliso e Punta Rìstola.

Secondo la fantasia dello scrittore, presa dal rimorso tardivo anche la sirena Leucasia sarà trasformata in pietra divenendo la bianca scogliera della città di Santa Maria di Leuca.

Santa Maria di Leuca vista dall’alto

La bellezza del Salento, e in generale di tutta la Puglia, non solo ha ispirato nell’antichità centinaia di storie e leggende, ma continua ancora oggi a stuzzicare la fantasia di scrittori e poeti che danno vita a nuove opere e chissà forse in futuro anche queste diventeranno a loro volta nuove leggende narrate dai nostri posteri.


Copertina: Ulysses and the Sirens del 1909 dipinto da Herbert James Draper

Link Wikipedia Leucosia:

https://it.wikipedia.org/wiki/Leucosia_(mitologia)

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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