Viaggio nel Salento: alla scoperta della suggestiva Santa Maria di Leuca fra tradizioni e fede
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Con il sopraggiungere dell’autunno e delle sue malinconiche piogge, le temperature estive e le mete turistiche sembrano ormai lontane, eppure i bellissimi paesi salentini non sono solo fatti di mare, sole e vento, ma anche di chiese, castelli, monumenti, edifici e tanta tanta storia. Oggi, vogliamo parlarvi dell’affascinante Santa Maria di Leuca, paese di poco più di 1200 abitanti frazione del comune di Castrignano del Capo, sito nella punta estrema del Salento meridionale.
Questa piccola frazione è stata per molto tempo contesa amministrativamente da Gagliano e Castrignano, con la vittoria di quest’ultimo. Sorprendentemente, anche i mari sembrano disputarsi questo luogo magico, infatti Ionio e Adriatico si abbracciano in prossimità delle sue rive. Questo luogo straordinario non è famoso solo per le sue splendide spiagge o per il suggestivo porto che lascia senza fiato il visitatore, ma possiede delle peculiarità particolari. Il suo nome, “Leuca”, deriva dal termine greco λευκός (leukós) che significa “bianco” come il colore delle rocce sul promontorio. È un paese profondamente legato alla religione cattolica e non solo per la sua basilica: secondo la tradizione Leuca fu una delle tappe di San Pietro nella sua missione di evangelizzazione, perché in queste terre era stato eretto un tempio dedicato a Minerva le cui ultime vestigia sono ancora presenti nel santuario.
Partendo da Lecce e percorrendo per una settantina di chilometri la SS16 e successivamente la SS275, arriviamo in paese. C’incamminiamo verso il faro passeggiando lungo il porto e scorgiamo sulla sinistra alcune bellissime ville nobiliari ottocentesche come Mellacqua e Daniele.
Attraverso un percorso di passerelle in legno e salite, arriviamo ai 296 gradini che collegano il porto al santuario in cima.
In realtà si tratta di due lunghe scalinate parallele facenti parte dell’Acquedotto Pugliese la cui edificazione, iniziata nel 1906, terminò solo nel ’39 in pieno periodo fascista. Fra le due scalinate scorre la Cascata Monumentale con una portata di oltre 1000 litri, che permette alle acque di defluire al mare, anche se non è sempre in funzione e perdiamo lo spettacolo. Prima di cominciare la scalata, ci fermiamo a osservare la colonna romana posta ai suoi piedi e l’iscrizione nella quale primeggia il nome di re Vittorio Emanuele III.
Anche durante la faticosa salita notiamo sul muro la scritta “rex” in pietra.
Dalla cima comunque il paesaggio è stupefacente e si ha modo di osservare il litorale per chilometri.

Entriamo finalmente nel piazzale antistante al Santuario di Santa Maria di Leuca denominata anche “De Finibus Terrae” perché sin dai tempi antichi indicava l’estremo limite dei confini romani oltre al quale c’erano le colonie.
L’edificio religioso è maestoso, eretto sui resti del tempio pagano nel primo secolo e dedicato alla Madonna nel IV dopo il miracoloso salvataggio di alcuni marinai in mare. La chiesa è stata più volte ricostruita dopo i saccheggi di Turchi e Saraceni, ma mantiene nel suo aspetto le tracce di tutte le passate costruzioni. Il Santuario attuale è stato eretto nel 1700 e nel 1990 è stato anche elevato a Basilica minore.
L’interno dell’edificio è a croce latina e sull’altare maggiore in marmo è presente il quadro della Madonna con bambino miracolosamente scampato a un incendio nel 1624. L’abside è illuminata da una vetrata istoriata nella quale è rappresentata la Vergine e la Trinità.
Sulla destra dell’altare c’è la Cappella del Santissimo e più al centro il settecentesco pulpito in pietra leccese.
Tantissimi sono i tesori della fede racchiusi nelle sue mura fra i quali diversi altari con dipinti che rappresentano la Sacra Famiglia, San Pietro e altri santi.
Usciamo nel piazzale antistante e oltre la statua in bronzo in onore di Benedetto XVI, ammiriamo l’alta colonna Mariana risalente al 1694 con il suo capitello corinzio sul quale primeggia la statua della Madonna.
Sul lato sud-ovest si erge la grande Croce con lo stemma di mons. Luigi Pugliese e sullo sfondo di questo quadro suggestivo spicca su tutta la scena il faro di Leuca con i suoi 48 metri in funzione dal 1866.
Anche questo nuovo viaggio fra le terre salentine ci dimostra ancora una volta come il rinomato fascino della Puglia non derivi solo dai suoi panorami ma dal perfetto compendio di storia, bellezza e tradizione che contraddistingue la nostra regione.
Fonte: http://www.basilicaleuca.it/
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.



























Interessanti racconti corredati da immagini della storia di Bari e più in generale della Puglia.
Faccio i complimenti all’autore per il bel servizio.
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