L’arte che si fa volto: il percorso di Yuro, un artista poliedrico
Yuro
Iuri Ogana, conosciuto come YURO, è un artista toscano che abbiamo avuto modo di scoprire attraverso la sua partecipazione all’agenda culturale Luoghi della Bellezza 2026 di LuoghInteriori, occasione in cui la sua arte si è rivelata in tutta la sua forza espressiva, testimoniando con intensità e coerenza la propria ricerca artistica. Il suo universo creativo si concentra sul volto umano, in particolare quello femminile, indagato come luogo privilegiato di emozione e identità. Nei suoi ritratti l’eleganza dei tratti modiglianeschi si fonde con una cifra stilistica personale, filtrata da una sensibilità contemporanea che dona ai soggetti un carattere originale e irripetibile: figure dal fascino esotico, etnico o caucasico, contraddistinte da sguardi intensi, diretti, vibranti di pathos emotivo.
Artista caleidoscopico, musicista e anche sommelier, capace di unire al rigore tecnico una raffinata capacità interpretativa, Yuro si rivela sensibile alle sfumature e alle armonie, accompagnando il suo spettatore in un universo magico di ritrattistica che vive di unicità e maestria.
Con Sinestetiche entriamo nel suo mondo, inaugurando una nuova tappa del nostro percorso tra i protagonisti dell’arte contemporanea.

Intervista a YURO
Iuri, parlaci di te. Chi sei e da dove nasce il tuo nome d’arte YURO? Qual è il significato dietro questo pseudonimo?
Sono Iuri Ogana, nato a Prato il 6 agosto 1984, diplomato come Tecnico dell’impresa turistica nel 2004, sono un buyer presso un’azienda nel settore della moda da oltre 18 anni, sono un papà, chitarrista da oltre due decenni e nell’ultimo periodo della mia vita mi sono appassionato al meraviglioso mondo della pittura come autodidatta e ne sono rimasto affascinato sin da subito.
Ho deciso di firmare le mie opere con lo pseudonimo YURO semplicemente perché sintetizza il mio nome e l’iniziale del mio cognome, inoltre è sicuramente d’impatto e facile da ricordare.
Il tuo percorso artistico è stato variegato, dalla musica al disegno, fondendo varie forme d’arte. Come sei passato dalla tua passione per il jazz alla scoperta della tua vocazione artistica visiva?
Diciamo che non lo considero un passaggio dalla musica all’arte ma di due percorsi ben distinti tra loro che hanno molto in comune perché sono entrambe due forme d’arte, attraverso cui si può trasmettere e rappresentare emozioni.
Quella musicale è una strada nella quale mi sento molto a mio agio, fatta di tanti anni di studio e tanta pratica, mentre la pittura e il disegno sono un mondo nuovo che ho intrapreso con grande entusiasmo, sono un neofita, un autodidatta, e nonostante sia molto autocritico mi sento realizzato quando completo le mie opere.
Formazione poliedrica e opere riferite al mondo del vino
Nel frattempo la tua formazione come sommelier ha rappresentato un percorso parallelo alla tua crescita artistica. Come hai integrato queste due passioni e come influiscono l’una sull’altra?
Intorno alla fine del 2022 avevo voglia di rimettermi in discussione e ampliare le mie conoscenze, avevo bisogno di capire quale fosse la mia dimensione e quale scelta più azzeccata per un amante del vino se non quella di iscriversi ad una scuola di Sommelier (FISAR).
Una volta terminati gli studi, nell’estate del 2023, mi sono affacciato al mondo dell’arte, in particolare alla pittura, approfondendo gli studi e le varie tecniche pittoriche.
Le prime opere sono nate tra la fine del 2023 e i primi mesi del 2024 ma si trattava per lo più di opere astratte, diciamo che ero alla ricerca di una mia identità artistica;
Nella primavera del 2024 ho iniziato a studiare il disegno, in particolare volti femminili e anatomia umana.
Solo all’inizio del 2025 ho iniziato a dipingere volti femminili e mi sono reso conto che i risultati erano più che soddisfacenti, ma nelle mie opere spesso ci sono anche riferimenti al mondo del vino, come ad esempio in:
Sogno di una notte di mezza estate, Sensazioni Divine, In Vino Veritas e The Sounds of Wine.
Caratteristiche delle sue opere
I tuoi lavori sono caratterizzati da volti femminili minimal e policromatici, che quasi richiamano un po’ le linee di Modigliani, ma con un tratto molto originale e personale. Da cosa nasce la tua passione per i volti e come riesci a catturare l’anima dei tuoi soggetti?
Ho semplicemente messo su tela quello che prima disegnavo su carta, la magia della pittura poi fa tutto il resto.
Non saprei dire da cosa nasce la mia passione per i volti, sicuramente mi affascinano i lineamenti e le forme del viso, e poter dare un’espressione ad un volto credo che sia magnifico.
“Non sono io a catturare l’anima dei miei soggetti, sono loro a catturare me”.
Una storia dietro ogni opera
In particolare, i tuoi profili femminili hanno un’atmosfera emotiva intensa. Come gestisci l’equilibrio tra minimalismo e impatto emotivo nelle tue opere? Ci sono opere a cui sei legato particolarmente? Narraci la loro storia.
Il fatto che mi venga riconosciuto che i profili delle mie opere abbiano un’atmosfera emotiva intensa mi lusinga, significa che sono riuscito a trasmettere quello che volevo con un semplice pennello, dei colori acrilici e una tela di cotone.
L’equilibrio tra minimalismo e impatto emotivo è quello che mi sono imposto di realizzare, non voglio che il quadro sia realistico, voglio che sia in grado di esprimere emozioni e allo stesso tempo piacevole da vedere.
Ricordo ancora questa frase detta da un’insegnante durante una lezione di pittura:
“Se volete dipingere una persona cercando di rappresentarla come è esattamente nella realtà, tanto vale fare i fotografi e non i pittori”.
Da qual momento ho capito qual era il mio percorso, non cerco di rappresentare i soggetti per come sono realmente ma da un mio punto di vista emozionale, cercando di valorizzare i dettagli e non tanto la forma.
Ogni opera che creo rappresenta una storia, ad esempio Ewa esprime la purezza; Kyra è la geisha ammaliatrice; Marina rappresenta la libertà, l’estate, la spensieratezza; Azzurra (Tramonto a Capri) rappresenta l’eleganza e la raffinatezza;
Poi ci sono opere come Sara, Letizia e Giulia che sono ispirate a soggetti reali, dai quali sono rimasto affascinato e di cui ho cercato di catturarne l’essenza.
Ci sono anche opere sperimentali come Goldy e Cyberpunk girl che a tratti possono rappresentare una donna futuristica oppure una visione astratta della femminilità.
La definizione di bellezza
La tua definizione di bellezza come “espressione autentica di imperfezioni, luci, ombre e dettagli” è molto interessante. Come applichi questa filosofia nelle tue opere d’arte?
Sono alla ricerca della bellezza nel senso artistico della parola e non solo nella fisionomia del soggetto.
La perfezione, a mio parere, non è sinonimo di bellezza, al contrario;
“I dettagli, le piccole imperfezioni, le sfumature, i giochi di luce, le espressioni di un volto, questi elementi a mio parere caratterizzano la bellezza più pura.”
Ewa l’opera di Yuro scelta per l’agenda
Sei stato selezionato per partecipare al progetto corale Agenda 2026 Luoghi della Bellezza di LuoghInteriori con l’opera Ewa. Di cosa parla quest’opera e cosa ti ha ispirato a crearla?
Ewa è semplicemente l’essenza della purezza, della semplicità, se la si osserva attentamente si può percepire anche la sofferenza nella sua espressione che successivamente la fa apparire una donna forte e allo stesso tempo rassicurante.
Ewa vive al di fuori delle regole precostituite imposte dalla società, ma al tempo stesso ha un’intensa sensibilità e una grande forza interiore che la rende a tratti una Dea.

Perché hai deciso di partecipare a questo progetto e cosa significa per te questa esperienza? Come pensi che il tuo lavoro contribuirà al tema della bellezza e dei luoghi interiori?
Devo dire che quando mi è stato proposto di partecipare a questo progetto ero entusiasta, è un palcoscenico importante su cui poter esibire le proprie opere e farsi conoscere a livello nazionale.
Spesso l’arte è racchiusa in una nicchia per cui credo che sia una grande opportunità poter contribuire a questo evento, sperando che le mie opere possano suscitare emozioni e interesse da parte dei lettori, cercando di rappresentare la bellezza dei luoghi interiori.
Progetti futuri
Quali sono i tuoi progetti futuri?
Al momento sono in ballo vari progetti, a novembre 2025 sono stato invitato a partecipare ad un importante concorso/mostra d’arte a Sanremo dove ci saranno ospiti di caratura internazionale, mentre per il prossimo anno sono previste diverse partecipazioni ad eventi artistici.
L’obiettivo che mi sono prefissato per il 2026 è quello di partecipare ad una biennale perché credo che sia il modo migliore per fare conoscere le proprie opere e raggiungere più persone possibili. L’arte, che sia intesa come pittura, scultura, musica, poesia, etc., deve essere divulgata quanto più possibile perché tutti possano godere dei suoi benefici.
Link Instagram Yuro:
https://www.instagram.com/yuro_art_studio_
e-mail: iuriogana1984@gmail.com
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Laureata in Filologia Moderna, scrivo per varie testate giornalistiche. Sono editor e correttrice di bozze per libri eterogenei. Appassionata di poesia, ho sempre pensato che scrivere sia una sonda ed io continuerò ad esplorare.












