Accadde a Bari – La città diventa la sede del Governo provvisorio (1860)
Governo
Correva l’anno 1860. Domenica 9 settembre, dopo una lunga trattativa viene instaurato il Governo provvisorio della provincia.
Il suddetto governo era stato proclamato il 30 agosto ad Altamura con lo scopo di coordinare i vari comitati della provincia e insorgere contro i Borboni. Secondo i piani il governo doveva essere spostato poi a Bari.
Così Liborio Romano parte il 3 con il suo esercito di 1200 uomini da Altamura e, passando per Modugno, giunge a Bari il 6. I nuovi arrivati guadagnano adesioni ovunque dal popolo durante il loro cammino. Anche i baresi non fanno eccezione e accolgono i soldati con grande entusiasmo, eppure le autorità cittadine non vedono di buon occhio che il governo si sposti in città.

Mentre il 7 settembre l’esercito guidato da Garibaldi entra a Napoli, costringendo Francesco II re delle Due Sicilie a ritirarsi a Gaeta dove organizzerà l’ultima resistenza, il colonnello Liborio Romano continuava la trattativa per instaurare il Governo provvisorio della provincia a Bari, che si conclude il 9 e nello stesso giorno viene emanato il primo proclama:
Vittorio Emanuele, Re d’Italia.
Il Generale Giuseppe Garibaldi, Dittatore delle Due Sicilie.
II Governo provvisorio del Barese sedente in Bari.
Abitanti del Barese – Oggi in nome di Vittorio Emanuele, nostro Re,
si è proclamato il Governo provvisorio nella città di Bari. Posti a capo
di questo Governo, noi cercheremo di non demeritare la pubblica fiducia
infino a quando il Dittatore Garibaldi provvederà all’organizzazione
di queste Province del regno d’Italia. Mantenere l’ordine e la disciplina:
è questo il principale nostro scopo, perché l’ordine e la disciplina sono le
più sicure guarentigie per il buon successo della grande opera che ora si va
a compiere.
Il Governo dispone di una importante milizia nazionale e però, quando
il nostro scopo fosse avversato, ci vedremmo con dispiacere nel caso di dovere
con ogni energia reprimere disordini e moti, contrari al presente ordine
di cose. Noi invochiamo l’aiuto di tutti i buoni Italiani per raggiungere
la nostra meta e siam certi che i nostri voti non anderanno falliti. Anzi siam
lieti di poter pubblicamente dichiarare che in questa Provincia tutti gli
ordini della cittadinanza si mostrarono pronti a concorrere a questa santa
impresa. Né secondo ad alcuno, diciamolo ad onor del vero, si mostra il
nostro clero. Un nobile esempio ne porgevano questa mattina i sacerdoti
della Basilica di San Niccolò di questa città, cui molti altri si univano della
Provincia. In quel tempio in cui Urbano II chiamava i popoli alle crociate
e i popoli accorrevano confortati dalla voce di Pietro l’Eremita, in quel tempio
istesso oggi si benediceva la bandiera sulla quale risplende quella croce,
ch’è destinata a salvare l’Italia dallo straniero e a riunirla in una sola famiglia.
Bari, 9 settembre 1860
Copertina: L‘Ingresso di Garibaldi a Napoli il 7 settembre 1860, 1875, Franz Wenzel Schwarz, Museo Civico di Castel Nuovo, Napoli.
Bibliografia:
Raffaele Macina, L’Unità d’Italia in Terra di Bari, Edizione Nuovi Orientamenti 2011, Modugno
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.