Un libro d’arte per uno scrigno d’arte: Palazzo Fizzarotti

Sperken-Mangone-Palazzo Fizzarotti

Sperken-Mangone-Palazzo Fizzarotti

CHRISTINE FARESE SPERKEN – FABIO MANGONE (a cura di), Palazzo Fizzarotti, Sfera Edizioni, Bari 2019

Il Palazzo Fizzarotti di Bari (1905-12) in Corso Vittorio Emanuele II è uno scrigno d’arte che non cessa mai di stupire, ed una monografia dedicata alla sua maestosa mole non poteva essere che un libro d’arte. 

Un ampio corredo iconografico – tra cui spiccano le tavole fuori testo ripiegate – illustra minuziosamente la facciata, attualmente sottoposta ad un delicato intervento di restauro, nonché i pregevoli dipinti e le fastose decorazioni interne: tali illustrazioni si debbono al fotografo Marino Colucci, uno specialista del settore che ha lavorato, oltre che per Sfera Edizioni, anche per le Edizioni L’Orbicolare, casa editrice specializzata in edizioni d’arte.

I testi sono stati affidati a due specialisti del settore, Christine Farese Sperken e Fabio Mangone, che hanno trattato rispettivamente gli aspetti decorativi e gli aspetti architettonici dell’edificio in oggetto.

Christine Farese Sperken è docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Bari, ed ha al suo attivo varie pubblicazioni tra le quali spicca, oltre ai perspicui studi sul De Nittis, il testo La Pittura dell’Ottocento in Puglia (Bari 2015), studio accuratissimo sulla produzione pittorica pugliese del secolo XIX, che si spinge fino ai primi del ‘900 citando, nell’ultima edizione, proprio i dipinti nel Palazzo Fizzarotti.

Fabio Mangone è docente di Storia dell’Architettura all’Università Federico II di Napoli, tra i più autorevoli studiosi dell’architettura dell’Eclettismo: ricordiamo soltanto, tra le tante sue pregevoli pubblicazioni, la monografia sul progettista del Palazzo Fizzarotti (Ettore Bernich architetto. 1850-1914: la storia, il progetto, il restauro, con A. BERRINO e A. BUCCARO, Roma 2006) e quella sul grande architetto barese Saverio Dioguardi (Saverio Dioguardi architetto, Bari 1996).

Il testo è ulteriormente arricchito dalla prefazione della Dott.ssa Maria Anthea Marinelli direttrice della “Fondazione Fizzarotti” e dall’inedito contributo del Dott. Raffaele Marinelli, che ha curato la parte incentrata sulla figura del committente, il banchiere Cav. Emanuele Fizzarotti (Lecce 1859 – Bari 1926), avvalendosi anche di notizie riportate dagli Eredi, come la scrittrice Dott.ssa Santa Fizzarotti Selvaggi.

Il maestoso edificio, come è noto, fu commissionato nel 1905 dal Cavalier Fizzarotti a due insigni professionisti romani: l’Ing. Ettore Bernich (Roma 1850 – Napoli 1914), che ne progettò l’impianto generale e la facciata, e l’architetto Cesare Augusto Corradini (Roma 1860 – Bari 1932), che ne ebbe la direzione tecnico-artistica, curando la definizione dei dettagli architettonici e decorativi. 

Il Corradini supervisionò il lavoro degli artisti e degli artigiani chiamati ad operare nella fabbrica, firmando anche due pregevoli tele: “L’ingresso a Bari del Doge Pietro Orseolo III nel 1002 dopo la vittoria sui Saraceni” (il celebre episodio detto dai baresi della “Vidua Vidue”) e “L’ingresso in Brindisi del Corteo nuziale di Federico II di Svevia e Jolanda di Brienne” (non è firmato, invece, il bellissimo “fregio delle Arti e del Lavoro”).

Simbolo della Bari Nuova, l’edificio verrà raffigurato in un affresco (1925) di Mario Prayer (Torino 1887 – Roma 1959) nella nuova Chiesa di San Giuseppe (1913-30) al rione Madonnella; dipinto anch’esso riportato nel corredo iconografico del testo. Ma la testimonianza davvero tangibile della “popolarità” dell’edificio è la sua raffigurazione su svariate cartoline d’epoca, il cui numero quasi rivaleggia col Teatro Petruzzelli, di pochi anni antecedente: entrambi gli edifici, è d’uopo rammentarlo, furono costruiti ad ornamento della città da privati cittadini, per tramandare ai posteri non soltanto la valentia degli artefici, ma soprattutto la cultura della borghesia barese. 

Una cultura che negli ultimi tempi non pare aver prodotto risultati consimili, purtroppo.

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Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.

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