La grande stagione teatrale del 1912 e il ritorno al cinema: ma le donne restano a casa

La stagione teatrale del 1912

La stagione teatrale del 1912

Per tutta l’estate del 1912 il Politeama Olimpia propone gli spettacoli di Vincenzo Scarpetta che porta in giro per l’Italia la maschera di Felice Sciosciammocca, il noto personaggio creato dal padre Eduardo, insieme a diverse altre commedie: Na casa sotte e n’coppa, A Santarella, Nu frungillo cecato, Na sposa Tripolina: un tripudio per Don Vincenzo! Poi, finita la stagione teatrale, l’Olimpia torna a proporre cinema con Il brigante del Reno un film della Gaumont a colori: cioè il metodo di colorazione manuale inventato da Georges Méliès, un geniale, fantasioso cineasta francese.

Dall’altra parte della strada, in via Calefati, il cinema Lux mette sullo schermo Lucrezia Borgia ‘un capolavoro cinematografico interpretato dalla rinomata artista Vittoria Lepanto’ e a seguire I banditi di Parigi, grandioso dramma poliziesco della Pathè.

Eccoci, dunque, nella Bari gaudente del Caffè Stoppani e del Gran caffè Risorgimento, nella città che si appresta a celebrare il centenario della visita di re Gioacchino Murat, nella Bari del chiosco con l’acqua del Serino – un chiosco sul corso Vittorio Emanuele abbattuto negli anni Cinquanta – che nelle sere d’estate dissetava i passanti con due bicchieri ad un soldo. È la Bari delle gite a San Cataldo e delle serate nelle ville sulla via per Carbonara, dove le famiglie benestanti, i ricchi commercianti, passano l’estate sacrificando cosciotti d’agnello. È la Bari dei ‘taralle e zzuchre’, dei chioschi di gelati e dei gelatai ambulanti con le granite di limone e la ‘grattamarianna’, dello struscio domenicale al Corso, per gli amanti del melodramma accanto alla Prefettura si esibisce la banda cittadina diretta dal Maestro Annoscia, detto ‘pupe de zzucchère’, e delle lunghe passeggiate sull’antica via Delle Mura, ribattezzata via Venezia, di fronte allo splendore dell’Adriatico.

In piazza Prefettura si esibisce la banda cittadina diretta dal Maestro Annoscia
Il chiosco con l’acqua del Serino in Corso Vittorio Emanuele

La città continua a crescere e ad ammodernarsi. Oltre la cinta ferroviaria proliferano depositi di prodotti alimentari e piccoli opifici: mulini, pastifici, conservifici e, superati gli effetti dell’ennesima guerra doganale, questa volta con la Spagna, riprende il commercio e le esportazioni di vini, oli e frutta con il Nord dell’Italia e d’Europa dando inizio ad una nuova stagione di benessere.

Bari torna ad essere centro commerciale, economico e amministrativo della Puglia e nel 1913 la città, con i suoi locali… prospetta serate variatissime che invitano al divertimento, scrive il Corriere delle Puglie.

Corso Cavour nel 1912
La Muraglia negli anni 20

Il 24 ottobre 1912, il già cinema-concerto Progresso inaugura, in corso Cavour, una nuova ‘decentissima sala esclusiva per soli posti distinti, ossia, riservata al pubblico eletto’, testuale nella locandina. E continua: ‘l’ambiente è comodo, pieno di luce, fornito di tre potenti aspiratori che con il divieto assoluto di fumare, forma la generale soddisfazione del pubblico colto e aristocratico che lo frequenta’.

Il film in programma è La cella numero 13 un dramma d’amore. Ma sarà un crescendo di proposte. Il 20 novembre annuncia un lungometraggio a colori della Pathè, Ruy-Blas, un grande passionale dramma dal celebre romanzo di Victor Hugo e, in anteprima, un cine-giornale Pathè. Qualche giorno dopo propone ‘una bellissima ‘films’ di oltre mille metri’- tutto copiato dalla locandina originale – dal titolo Amore, arte e follia.

All’inizio di novembre del 1912 l’Alhambra si prepara ad ammodernare e trasformare la sala e il foyer in cinema-concertoin modo tale che affidato il tutto al Maestro Colonna, la nostra città si abbellirà di un locale di primissimo ordine e, l’8 novembre, annuncia un ricco programma: tre numeri di varietà canzonettistiche, un repertorio di danze internazionali e la proiezione dello spettacoloso film La figlia perduta.

Il 23 novembre, per la serata inaugurale del Kursaal Italia, la locandina propone… uno spettacolo di varietà… con la romanzista La Genovesi, un’autentica stella del caffè-concerto, le Sisters Krisettes con mademoiselle Frou-Frou, l’elegantissima eccentrica divetta, e Alfredo Calabroni, finissimo comico dicitore. Ogni spettacolo sarà completato da proiezioni di filme sceltissime.

La concorrenza incalza. Ogni sala cerca di variare, di mettere insieme numeri spettacolari, insieme a film ‘spettacolosi’. La Sala Roma, nella speranza di portare al cinema le donne, s’inventa il lunedì delle Signore proiettando pellicole passionali, sentimentali e lacrimevoli come Le due orfanelle, I miserabili, Il gobbo di Notre Dame, ma inutilmente, le donne restano a casa!

Bibliografia

  • Nicola Mascellaro, Una finestra sulla storiaC’era una volta BariQuando andavamo al cinema.
  • Gigi De Santis, U Cinematògrefe

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Nicola-Mascellaro
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.

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