Il caldo, il mare e la gioia di vivere nella poesia di Giuseppe Lembo
Lembo - A la spiàgge
GIUSEPPE LEMBO
Giuseppe Nicola Lembo fu indubbiamente protagonista caratteristico della vita cittadina. Nacque a Bari il 31 marzo 1877 in via Andrea da Bari, 48.
Persona combattiva, loquace, dinamica ed estroversa, ebbe il dono di suscitare ovunque simpatia. Amico di tutti, non faceva distinzione fra ricco e povero avendo per metro di giudizio il grado di onestà e di rettitudine dell’uomo che gli stava di fronte; soprattutto fra i giovani trasmetteva grande entusiasmo e fiducia.
Nel 1900, presso l’Università degli Studi di Macerata, si laureò in giurisprudenza.
Avvocato, fu presidente del Circolo Canottieri Barion e segretario del Sindacato Autori e Scrittori di Puglia e Basilicata.
Baresissimo manifestò in ogni occasione l’attaccamento alla città e alle sue più tipiche espressioni con calore e colore inconsueti.
Nel 1931 pubblicò tra l’altro, ‘Stille di cuore’, edito da F. Casini & Figlio; un libro nel quale sono state inserite delle novelle che raccontano una «Bari…che se ne va». Per quanto concernette il dialetto barese, fu poeta semplice ed elegante, le sue prime liriche furono pubblicate sui periodici locali.
Alla fine dell’anno 1954, dette alle stampe il primo volume di versi in lingua e in vernacolo: “Chordae Cordis” editore Ved. Trizio di Bari. Quattro anni dopo pubblicò un altro volume di poesie in lingua e in dialetto: “Scidd’e fascidde”, edito sempre da Ved. Trizio di Bari. Un’altra pubblicazione intitolata: ‘Ultime voci’, versi italiani e baresi è senza data di stampa.

Morì a Bari il 27 aprile 1967, all’età di novant’anni.
La civica amministrazione gli ha intitolato una strada nell’ex frazione Santo Spirito, inizia da via Napoli dopo il numero civico 158 e termina in via Lucca.
LA PAUSÌ
A la spiàgge
(Alla spiaggia)
Sìinde ce t’ammène aguste: Cusse iè ttìimbe d’u u-arrùste. U sedore calde scènne, U cervìidde picche rènne. Nu gelate mò d’u spicce, E la sècche cchiù s’appicce. Tu non zà ce ssò vestute Le uaggnèdde o sò a-la-nùte. Le mennodde tenerèdde A ballà la tarandèdde. Le uaggnùne russe russe Com’a ttande paperuse. A la spiàgge ce piacère, Vì ce sckène, vì ce ffère! BBotte, spènde, iòse, rise, Iè nu vère paravìse. Quann’arrive o punde ggiùste Ca d’abbrùsce ddà, u-arrùste, …Iàcque iàcque, mare mare: L’acque iè ll’uneche repare.
Senti come è caldo agosto Questo è tempo dell’arrosto. Il sudore caldo scende, Il cervello poco rende. Un gelato adesso te lo gusti E la sete più s’accende. Tu non sai se sono vestite Le ragazze o sono nude. Le mammelle giovanette A ballare la tarantella I ragazzi rossi rossi Come a tanti peperoni. Alla spiaggia che piacere Vedi che spalle, vedi che fiera! Botte, spinte, chiasso, risate, È un vero paradiso. Quando arriva al punto giusto Che ti brucia là, l’arrosto, … Acqua acqua, mare mare: L’acqua è l’unico riparo.
Nato a Bari, nel quartiere Libertà. Poeta, attore, cultore della Baresità autentica, scrive poesie, monologhi, dialoghi, racconti in lingua barese proponendoli in radio, in televisione, in manifestazioni artistiche e culturali. Ha avuto giusti consensi dalla critica giornalistica per la perfetta conoscenza dell’idioma barese, come scrittura, pronuncia, recitazione. Insieme a Rino Bizzarro e Gianni Serena è uno dei membri dell’«Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine”», Presidente Felice Giovine. Ideatore dell’archivio «Don Dialetto Bari». Ha pubblicato un’antologia della Poesia Dialettale Barese “Core de BBare”.