Il Vittoriale degli italiani: la meravigliosa residenza di d’Annunzio sul lago di Garda

Vittoriale

Vittoriale

Dopo aver letto la storia dell’audace missione pianificata dal poeta-soldato Gabriele d’Annunzio per attaccare la base navale austro-ungarica di Cattaro, la redazione Bari e…  – desiderosa di approfondire la vita di questo personaggio straordinario e originale – ha deciso di visitare il “Vittoriale degli italiani”, la sua enorme residenza a Gardone Riviera, in provincia di Brescia, sulle rive del lago di Garda.

Il Vittoriale degli italiani

Il complesso, eretto tra il 1921 e il 1938 su progetto dell’architetto Giancarlo Moroni, occupa uno spazio vastissimo di circa nove ettari. Il 22 dicembre 1923 la meravigliosa dimora è stata donata al popolo italiano, da qui il nome “Vittoriale degli italiani”.

Il Vittoriale…
… residenza di d’Annunzio…
… edificato fra il 1921 e 1938

Il museo dell’automobile

Prima di entrare nella struttura, è possibile visitare il museo dell’automobile denominato “L’automobile è femmina”, realizzato nel 2017 dov’era presente l’antico parcheggio della villa, che testimonia l’amore del poeta per le macchine e per la modernità.

Il museo dell’automobile denominato…
… “L’automobile è femmina”

Dopo aver attraversato l’ingresso ammiriamo il teatro all’aperto con una meravigliosa vista panoramica sul lago di Garda, dove ancora oggi sono organizzati spettacoli importanti.

Teatro all’aperto da cui si può osservare…
… il lago di Garda

D’Annunzio segreto

Nello spazio espositivo sotto il teatro, nel 2010 è stato realizzato il museo “d’Annunzio segreto” che raccoglie tutti gli oggetti preziosi e personali del poeta e delle sue numerose amanti, racchiusi nei cassetti e negli armadi della casa.

Nel museo ci sono lettere…
… e oggetti a cui il poeta…
… era legato

Si possono osservare curiose camicie da notte, calzini, pantofole, gioielli, collari dei suoi cani e le ampolle del profumo Aqua nunzia ideato dal poeta stesso.

Ampolle di profumi…
… scarpe…
… camicie da notte e…
… il profumo ideato dallo stesso Vate

Oltre al teatro all’aperto è presente anche un auditorium al chiuso in cui è collocato l’aereo S.V.A. con il quale d’Annunzio raggiunse Vienna nel 1918 per il lancio di 40mila volantini sulla città.

L’auditorium…
… dove è presente l’aereo con cui…
… volò su Vienna

Proseguendo si giunge al cuore del complesso, qui purtroppo ci viene fatto divieto di fotografare gli interni, di conseguenza ci affideremo alle parole per descriverla.

La Prioria

La casa del poeta è denominata “Prioria” secondo una dicitura dei conventi – ovvero casa del priore – infatti il poeta era molto legato all’ordine dei francescani certamente non per l’invito alla povertà, ma per l’amore per la natura.

Ingresso della casa del poeta…
… chiamata Prioria
Chiostro interno…
… dell’edificio…
… Prioria

Le stanze del Vittoriale

La dimora è caratterizzata da numerose stanze sfarzose, anguste e piene di oggetti, tra cui la “Stanza del mascheraio” che fungeva da sala d’attesa, in cui si dice che il Vate si sia fatto attendere da Mussolini per più di due ore. Un’altra stanza particolare è la “Sala della musica” in cui sono presenti due pianoforti, sculture greche, colonne romane con cesti di frutti in vetro di Murano e pelli di serpenti come quella di pitone appesa al soffitto.

Questo accostamento di oggetti di diversa provenienza geografica e culturale testimonia il gusto eclettico del poeta che si riscontra in ogni stanza della casa. D’Annunzio era un letterato molto colto, difatti nella dimora sono presenti circa 33mila libri, la maggior parte collocati nella “Sala del mappamondo”, denominata così per la presenza di un enorme mappamondo di fine Ottocento.

Inoltre nella villa ci sono due bagni e un telefono, peculiarità molto inusuali per l’epoca.

Un’altra stanza caratteristica della Prioria è lo “Scrittoio del monco”, dove il poeta sbrigava la sua corrispondenza, chiamata così per la scultura di una mano sinistra tagliata e scuoiata posta sull’architrave della porta con il motto “Recisa quiescit” (Tagliata riposa). Questa frase simboleggiava ironicamente il fatto che il poeta fosse monco e non poteva rispondere a tutti, soprattutto ai suoi creditori, infatti d’Annunzio aveva collezionato numerosi debiti pur di soddisfare i suoi desideri.

La stanza da letto e la sala da pranzo

La stanza da letto del poeta è anche simbolo del suo amore per l’arte e la letteratura. Sul soffitto ligneo sono dipinti i versi di una canzone di Dante Tre donne intorno al cor mi son venute, mentre sul caminetto è presente un grande gesso raffigurante Leda amata da Giove trasformatosi in cigno.

Poi entriamo nella sala da pranzo, detta “Sala dei Cheli” che, secondo la tradizione, deve il suo nome ad un’enorme tartaruga morta per indigestione nel giardino del Vittoriale, il cui carapace è posto a capotavola come monito per l’ospite a non mangiare troppo. Questa è la zona più luminosa della casa, caratterizzata da colori rosso, azzurro e oro, mentre le altre stanze hanno tonalità più scure e lugubri dovuti al fatto che il poeta – dopo l’incidente aereo del 1916 che gli ha fatto rischiare di perdere l’occhio destro – era molto sensibile alla luce.

Lo Schifamondo

Al piano superiore della Prioria è presente l’edificio denominato “Schifamondo”, destinato a diventare la nuova residenza del poeta, ma rimasto incompiuto. Il nome è ispirato ad un passo di Guittone d’Arezzo e dalla residenza rinascimentale di palazzo Schifanoia degli Estensi di Ferrara, e rispecchia il desiderio di isolamento del poeta dal resto del mondo. In quella che sarebbe stata la nuova stanza da letto, fu esposto il corpo del poeta per la veglia pubblica dopo la sua morte e ancora oggi è possibile vedere la sua maschera funebre.

Maschera funeraria

Il percorso naturalistico e il mausoleo

Scendendo dalla casa verso il basso si snoda un percorso più naturalistico caratterizzato dal cimitero dei cani di cui d’Annunzio era amante, dal frutteto, dal roseto e dalla limonaia fino al laghetto delle danze a forma di violino, presso cui spesso il poeta organizzava dei concerti. Tutto il complesso, inoltre, è ricco di ruscelli, fontane e di un fitto bosco di cipressi con varie statue pregiate.

Un percorso naturalistico…
… suggestivo e particolare…
… con laghetti…
… statue di…
… ogni tipo…
… e fontane

Il poeta decise di farsi seppellire proprio al Vittoriale. Per questo sulla sommità della collina è collocato un enorme mausoleo di marmo bianco che accoglie le sue spoglie e quelle di altri personaggi illustri.

Il mausoleo…
… in marmo bianco…
… dove sono riposte le spoglie del Vate

La nave Puglia all’interno del Vittoriale

Ma la vera peculiarità del complesso è la presenza di una nave. La nave “Puglia” che prese parte alla prima guerra mondiale e nel 1923 fu donata dalla Regia Marina a d’Annunzio, il quale inserì la prua e gran parte delle sovrastrutture nel parco del Vittoriale.

Nella vasta dimora…
… c’è addirittura…
… la nave Puglia…
… regalata al poeta…
… dalla regia marina

La visita alla villa mette in luce la personalità eclettica di d’Annunzio che è stato scrittore, poeta, fervente credente, amante della natura, dell’arte, della musica e delle donne, ma anche un politico e militare molto attivo. Lo spettatore ha la possibilità di passare una giornata all’insegna della pace e della bellezza, sperimentando le abitudini di questo raffinato esteta che ha vissuto la vita come un’opera d’arte.

Una villa immersa nella natura…
… e nell’arte

Link Vittoriale degli italiani:

https://www.vittoriale.it

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Martina
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Martina Ragone è nata a Triggiano, ora vive a Verona dove insegna e fa volontariato. Si è laureata in lettere classiche alla triennale e in lettere moderne alla magistrale a Siena. Appassionata di cultura, poesia, arte e musica. Collabora con “In città” di Giovinazzo e ha diretto “Nero su Bianco”, il giornale della Cappella Universitaria di Siena.

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