Babbo Natale: la sua trasformazione da vescovo a portatore di doni alla vigilia

Babbo Natale

Babbo Natale

È quasi il momento di aprire i regali, questa notte i bambini attenderanno con trepidazione l’arrivo del paffuto Babbo Natale. Di questo iconico personaggio abbiamo già parlato, in particolar modo dei suoi strani assistenti, e siamo abituati a vederlo rappresentato in maniera diversa a secondo della nazione e della cultura, in fondo è san Nicola, colui che si cela sotto le vesti di Babbo Natale, è stato raffigurato bianco, nero e in centinaia di vesti diverse. Ma quando nell’immaginario collettivo san Nicola ha lasciato le austere vesti vescovili, per indossare il classico costume rosso con inserti di pelliccia?

Visto il periodo natalizio, approfondiremo proprio questo argomento per soddisfare la curiosità dei bambini e non.

Il “Babbo Natale” olandese

La versione attuale di Babbo Natale, parte dall’immagine che hanno in Olanda di san Nicola: Sinterklaas o Sint-Nicolaas. Raffigurato in maniera tradizionale, come un uomo dai capelli e la barba folta e bianchi, che cavalca uno stallone bianco, abbigliato con un camice vescovile e una stola, una mitra rossa sul capo, mentre nella mano porta il bastone pastorale. È festeggiato il 6 dicembre e la notte del 5 c’è il tradizionale scambio di regali con i bambini.

Nasce Santa Claus

Questa antica tradizione olandese rimase nell’immaginario delle ex colonie americane, così nel 1773 sulla stampa americana iniziò ad apparire il nome di Santa Claus, una americanizzazione del nome Sinterklass e nel 1809, nel suo libro “History of New York”, pubblicato con lo pseudonimo di Diedrich Knickerbocker, l’autore americano Washington Irving (1783-1859) dedicò alcune pagine alla descrizione dell’arrivo del santo portatore di doni.

[…] the good St. Nicholas come riding over the tops of the trees in that self-same wagon wherein he brings his yearly presents to children […]

[…] il buon San Nicola viene cavalcando sulle cime degli alberi in quello stesso carro dove porta i suoi regali annuali ai bambini […]

La slitta con le renne

Nel 1821, sempre a New York fu pubblicato un libro illustrato per bambini: The Children’s Friend: A New-Year’s Present, to the Little Ones from Five to Twelve, curato da William B. Gilley, al suo interno era presente il poema anonimo intitolato “Old Santeclaus with Much Delight” dove per la prima volta Santa Claus era descritto non a cavallo ma alla guida di una slitta trainata da renne e il suo arrivo era preannunciato per la vigilia di Natale e non per il 6 dicembre.  

Così riportano i primi versi del poema:

Old Santeclaus with much delight
His reindeer drives this frosty night,
O’r chimney tops, and tracts of snow,
To bring his yearly gifts to you.

Il vecchio Santa Claus con grande gioia
Le sue renne guida in questa notte gelida,
Sopra i comignoli e le tracce di neve,
Per portare i suoi doni annuali.

Illustrazione del poema “Old Santeclaus with Much Delight”

L’aspetto di Babbo Natale

Dopo solo 2 anni, il 23 dicembre apparve sul Sentinel Troy di New York un’altra poesia “A Visit From Saint Nicholas”, attribuita in un secondo momento allo scrittore americano Clement Clarke Moore (1779-1863). In questo nuovo poema veniva dato un nome alle renne della slitta ed era descritto il buon san Nicola secondo la versione “moderna”:

[…] Down the chimney St. Nicholas came with a bound:
He was dress’d all in fur, from his head to his foot,
And his clothes were all tarnish’d with ashes and soot;
A bundle of toys was flung on his back,
And he look’d like a peddler just opening his pack:
His eyes — how they twinkled! His dimples: how merry,
His cheeks were like roses, his nose like a cherry;
His droll little mouth was drawn up like a bow,
And the beard of his chin was as white as the snow […]

[…] Dal camino San Nicola venne con un balzo:
Era vestito tutto di pelliccia, dalla testa ai piedi,
E i suoi vestiti erano tutti macchiati di cenere e fuliggine;
Un fascio di giocattoli gli fu gettato sulla schiena,
E sembrava un venditore ambulante che sta aprendo il suo pacco:
I suoi occhi: come brillavano! Le sue fossette: che allegria,
Le sue guance erano come rose, il suo naso come una ciliegia;
La sua buffa boccuccia era tesa come un arco,
E la barba del suo mento era bianca come la neve […]

La prima rappresentazione “moderna”

La trasformazione di san Nicola nel Babbo Natale “moderno” fu però completa solo nel 1863 quando l’illustratore Thomas Nast (1840-1902) creò la prima immagine di Santa Claus grasso, con barba, pelliccia e pieno di doni, sulla copertina dell’Harper’s weekly inspirandosi al Babbo Natale della poesia di Clement Clarke Moore e regalandogli in seguito anche i tradizionali colori bianco e rosso per le vesti.

Illustrazioni di Thomas Nast…
… del suo Santa Claus

Babbo Natale nella pubblicità

Questa raffigurazione di Babbo Natale venne poi usata anche in campo pubblicitario prima dalla White Rock Bevarages nel 1915 per l’acqua minerale e nel ’23 per il ginger ale e in seguito negli anni ’30 dalla più nota Coca Cola che ha diffuso l’immagine in tutto il mondo.

La pubblicità della White Rock Beverages del 1923
La pubblicità della Coca Cola del 1935

Insomma, Nicola il santo vescovo turco è stato americanizzato e re-immaginato fino a trasformarsi poco più di 200 anni fa nel pacifico e corpulento Santa Claus che scende dal camino alla vigilia di Natale e porta doni ai bambini buoni.


Copertina: Image Creator Bing – rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale

Link Wikipedia Sinterklaas:

https://it.wikipedia.org/wiki/Sinterklaas

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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