Storie di Puglia – Il Colosso Eraclio e la città di Barletta
colosso
In questa rubrica torniamo a parlare della bellissima Barletta e ci concentriamo questa volta su uno dei monumenti simbolo della città: il Colosso di Barletta. Se avete fatto un giro in città, è facile che vi siate imbattuti in questa gigantesca statua alta circa 5 metri, situata dinanzi al fianco sinistro della basilica del Santo Sepolcro.
La tradizione
Ma chi rappresenta questa statua?
Il Colosso è noto con il nome di Eraclio ed è una statua di bronzo che dovrebbe rappresentare l’imperatore bizantino del VI-VII secolo, almeno secondo la tradizione, riportata dal padre gesuita Giovan Paolo Grimaldi nei suoi scritti, che riferisce inoltre come la statua forgiata da un certo Polifobo sia stata sottratta nel 1204 dai veneziani durante il sacco di Costantinopoli. Il successivo abbandono del gigante di bronzo sulle spiagge pugliesi, a causa di danni alla nave che lo trasportava, giustificherebbe la sua presenza nella città barlettana.
La possibile identità del colosso
Questa versione non è però accettata dagli storici, primo perché non ci sono tracce di permanenze in mare della statua e poi perché la stessa non rappresenterebbe l’imperatore bizantino Eraclio I (575-641) ma con ogni probabilità un suo predecessore. Il più papabile sembrerebbe essere Teodosio II (408-450), per la pettinatura e la presenza di un gioiello gotico montato sul diadema sulla fronte della statua.
Forse la statua fu voluta dal cugino Valentino III per celebrare il trentennale del regno di Teodosio II, dato che dovrebbe risalire alla prima metà del V secolo.

Forse eretta a Ravenna
Anche la provenienza è dubbia, infatti più che Costantinopoli, si pensa sia stata eretta a Ravenna e ritrovata durante degli scavi dall’imperatore Federico II nel XIII secolo e che lo stesso l’abbia fatta trasportare in Puglia come molte altre opere d’arte prese da quella città.
Notizie certe
L’unica certezza sul Colosso è che nel 1309 era già presente a Barletta e che grazie a un decreto di Carlo II d’Angiò, gli arti originali furono fusi per creare le campane di un monastero dei frati domenicani di Manfredonia. Ma la sua storia non finisce qui: nel 1491, la statua fu spostata da un deposito doganale dove era collocata e prendeva polvere da tanti anni, e dopo un intervento dello scultore napoletano Fabio Alfano che le regalò nuovi arti, fu messa in bella mostra vicino alla basilica.
Poche sono quindi le certezze che circondano questo monumento dedicato a un imperatore bizantino eppure resta viva la leggenda che lo circonda.

La leggenda del Colosso di Barletta
La stessa narra che in passato, quando Barletta rischiò di essere invasa dai Saraceni, la statua prese vita per difendere la città dall’imminente pericolo. Scese dal suo piedistallo, andò incontro all’invasore. Invece di usare la violenza, usò l’ingegno e fingendo di essere triste perché scacciato dalla città per le sue “modeste dimensioni”, fece credere agli aggressori che Barletta era una città abitata da giganti molto più alti di lui. I Saraceni, presi dallo sconforto, batterono in ritirata.
Chiaramente, una fiaba senza fondamento, ma è una storia funzionale a far comprendere quanto quell’enorme statua di bronzo sia ormai una figura familiare, apprezzata e amata dai barlettani.
Fotografie: Rossella Riefolo
Link Treccani Colosso di Barletta:
https://www.treccani.it/enciclopedia/colosso-di-barletta_(Enciclopedia-dell’-Arte-Antica)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.