“La Conèdde”: l’intricata vicenda della chiesetta della Madonna dell’Arco alle porte di Bari

madonna arco copia

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Ci non ganossce a BBare le cose de stu paise, cchiù de le frastìire, sò probbie le barìse (chi non conosce a Bari le cose di questa città, più dei forestieri sono proprio i baresi). La chiesetta della Madonna dell’Arco, la Madonne de la Conèdde (Iconella) è certamente tra queste.

Dove si trova La Conèdde

Situata in piazzetta De Pergola, faccembbronde (dirimpetto) all’ex Istituto Di Cagno Abbrescia, nel quartiere Libertà di Bari, l’antica chiesetta, da tempo sconsacrata, è oggi adibita ad attività commerciali, ma racchiude affascinanti note di storia locale.

Situata in piazzetta De Pergola

Il primo cenno storico lo troviamo in un atto del 1744 del notaio Lapegna di Bari, in cui tale Pietro Ficarelli costituisce un legato di 20 carlini annui a favore di una cappella dedicata alla Madonna dell’Arco “eretta di recente fuori le mura” e, il 14 luglio successivo, acquista 10 pedali di terra per ampliare detta cappella.

A costui succede la famiglia Portoghese e, Barbara, in particolare, costituisce una dote di 30 ducati, ai quali se ne aggiungono altri 20, del nipote Serafino.

Serafino Portoghese

Fu Serafino Portoghese, definito “eremita”, a prendersi cura del luogo religioso assieme ad altri immobili di sua proprietà bisognevoli di manutenzione, malgrado oboli, rendite e proventi delle questue, non sempre coprivano le spese delle riparazioni occorrenti.

Una chiesetta in aperta campagna

All’epoca la chiesetta appariva isolata in aperta campagna, nei pressi di Porta Castello, fuori le mura della città, come avamposto religioso frequentato da fedeli del posto e dai devoti della Vergine che attraversavano la strada “Regio Cammino” (attuale via Napoli) che da Bari portava a Napoli, a pochi passi dall’imponente mole dell’allora Monastero dei Paolotti (successivamente Chiesa di san Francesco ed attuale ex tribunale militare). E qui sostavano anche diligenze e viaggiatori in arrivo che nell’attesa del disbrigo delle pratiche per l’accesso in città, approfittavano della sosta per un ristoro e qualche orazione alla Vergine.

Foto d’epoca

Questo fino a quando “fra’ Serafino” non si ammalò. Al capezzale del “romito” accorse il fratello Girolamo con la moglie, ma le cure affettuose non riuscirono a sollevare il povero “converso” che raggiunse i suoi confratelli di san Pietro dei Padri Osservanti, il primo agosto 1758.

Da questo momento la vicenda della “conèdde” pur ricca di documentazione, si ingarbuglia fino a sparire dalla massa ereditaria di Giuseppe Pierno, proprietario del fabbricato ad essa adiacente e titolare della prima concessione edilizia di Gioacchino Murat datata 28 febbraio 1815.

La Conèdde è ristrutturata

A fine 800, la diruta cappella, grazie ai contributi di molti fedeli e soprattutto di Nicolangelo Favia, mastro scalpellino, venne riedificata e visse momenti di gloria e di gioie per i numerosi fedeli che organizzavano feste in onore della Vergine con luminarie, fuochi pirotecnici, lancio di palloni, bande musicali. A detta di molti si verificò anche un miracolo durante una messa. Umberto Colonna, noto pittore barese e devoto alla Madonna, donò alla chiesa un suo bellissimo ritratto della Vergine.

Umberto Colonna
Ritratto della Vergine all’interno della chiesa

Scomparsi i sinceri devoti, la chiesa ha languito nell’abbandono fino all’acquisto del tempio e relativi arredi nel 1968 dalla Curia diocesana, quindi sconsacrata e in seguito ceduta a privati.


Foto moderne: Salvatore Schirone

Foto storiche: ©Archivio Alfredo e Felice Giovine

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Felice-Giovine
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Felice Giovine è nato a Bari. Nel 1985 ha creato il Centro Studi Baresi, il Comitato per l’eliminazione del J (gei) dall’italiano e dal barese; nel 2009 ha pubblicato e diretto U Corrìire de BBare (fino a febbraio 2012); nel maggio 2012, l’Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine” (con Rino Bizzarro, Gigi De Santis e Gianni Serena). È figlio di Alfredo da cui ha ereditato l’Archivio delle Tradizioni Popolari Baresi e la Sezione Civiltà Musicale Pugliese, oltre a la crosce de mbarà a le barise a llègge e a scrive come se dève la lèngua noste.

2 pensieri su ““La Conèdde”: l’intricata vicenda della chiesetta della Madonna dell’Arco alle porte di Bari

  1. sia pure in ritardo vorrei “commentare” l’articolo dell’amico Felice.
    che bella soddisfazione poter conoscere la storia, le vicende di quel luogo minuto della nostra città.
    ogni volta che ci sono passato vicino mi è sorta la curiosità di saperne qualcosa, ma poi o per pigrizia o per dimenticanza ho tralasciato di esplorare fonti di archivi e biblioteche.
    grazie e spero che Felice, ma anche altri innamorati della città e dei suoi segreti, continuino nelle loro esplorazioni e ci facciano conoscere sempre nuove vicende e storie.

  2. Storie di cultura di gran fascino e estremamente intriganti con personaggi ,quali Umberto Colonna che hanno nobilitato arte e cultura barese e ai più assolutamente sconosciuti

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