Isabella d’Aragona e la Casa degli Spiriti di Bari: storia di un palazzo maledetto del XVI secolo
Isabella
Tanti sono i racconti riguardanti il periodo del cinquecentesco ducato di Bari, ne abbiamo già riportato qualcuno riguardanti le opere pubbliche in città, come il restauro del fortino o la creazione di pozzi pubblici per soddisfare il bisogno di acqua della popolazione. Inoltre abbiamo narrato l’ardito tentativo di trasformare la città in un’isola, ma quest’oggi vi parleremo di qualcosa di diverso e vi narriamo una storia poco nota ma ben documentata dagli storici, risalente appunto al XVI secolo, dove presenze soprannaturali e rumori inspiegabili sono l’argomento principale.
De Ruggiero il favorito di Isabella d’Aragona
Protagonista di questa storia di spettri è un certo Giosuè De Ruggiero, all’epoca uno dei favoriti della duchessa Isabella d’Aragona (1470-1524).

Il nostro Giosuè pensò bene, per non allontanarsi fisicamente dalla sua protettrice, di chiedere alla duchessa di edificare il suo palazzo in quella che ora è piazza Federico II di Svevia, la zona antistante al castello.
Quell’angolo della città, per la sua vicinanza alla corte, era probabilmente nel XVI secolo da considerarsi un quartiere “vip” dove i signori del posto erigevano i loro sontuosi palazzi nobiliari.
Per portare a termine la sua opera, De Ruggiero chiese e ottenne dalla duchessa il permesso di abbattere la piccola chiesa di Santa Caterina e un ospedale di pochi letti dedicato a San Tommaso, voluti da un certo Franco Carofiglio alla sua morte.
Così scrive il giurista Vincenzo Massilla (1499-1580) riguardo a questi edifici:
[…] morendo senza figli, lasciò che in le case sue s’edificasse una Cappella del nome di Santa Catherina, et un altro hospidale sotto nome di S. Thomaso.
Strane presenze nel nuovo edificio
De Ruggiero fece quindi erigere il nuovo edificio, ma questa scelta gli si ritorse contro. Da subito iniziarono strani fenomeni fra le sue mura.
Questi anomali eventi vengono riportati così dallo storico Antonio Beatillo (1570-1642):
Ma appena si diè fine alle fabriche nuove che gli habitatori cominciarono ad esservi tormentati con paure notturne, cagionate da stravaganti apparitioni e rumori, castigando Nostro Signore di tal maniera la rovina di quei luoghi sacri nelle loro persone.
Insomma, dopo il completamento del nuovo palazzo, De Ruggiero non poté farne la sua casa, perché rumori e apparizioni infestavano la dimora. Inoltre il clero, che si era visto “soffiare” senza poter far nulla la proprietà della chiesa e dell’ospedale, iniziò pian piano a fomentare il popolo contro il protetto della duchessa.

Il destino del protetto di Isabella d’Aragona
Quando Isabella morì nel 1524, De Ruggiero, privo di protezioni, divenne una “preda facile” per i suoi nemici.
Il popolo insorse contro De Ruggiero e il suo palazzo maledetto. […] Corsero ad impadronirsi di don Giosuè, lo trascinarono in carcere, gli manomisero gli averi, gli desolaronoil palazzo diabolico, lo condannarono a perpetuo esilio dalla città offesa nei suoi interessi e nel suo sentimento.
Questo è il destino del povero De Ruggiero descritto da Armando Perotti (1865-1924) nel suo libro “Bari Ignota”.
La Casa degli Spiriti diventa dell’Università
Però la storia dell’edificio, chiamato da Perotti “la Casa degli spiriti”, non finisce qui. L’edificio fu acquisito dall’Università, che iniziò ad affittarlo a privati.
Ma i rumori, le strane manifestazioni e tutti gli altri fenomeni non cessarono con l’allontanamento del “blasfemo” proprietario. Così gli affittuari iniziarono a scappare dagli appartamenti, spaventati, e la diceria sulla maledizione di quei locali si diffuse. Le strane apparizioni continuarono per anni, finché ormai abbandonato e disabitato il palazzo non venne lasciato al suo destino e, senza più manutenzione, si trasformò ben presto in un rudere.
Ora l’edificio non esiste più e nuove case sono state costruite su quei terreni.
Questa storia dal gusto rinascimentale ci lascia però con un quesito: ma negli edifici creati in quella zona, nessuno ha più percepito presenze o ha sentito strani rumori?
Chissà che i nostri lettori non abbiano una nuova storia da raccontarci.
Copertina: Gemini Google e Photoshop rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Bibliografia:
- Vincenzo Massilla, Cronaca sulle famiglie nobili di Bari scritta nell’anno MDLXVIII, pubblicato a cura di Francesco Bonazzi, Napoli, 1881
- Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, 2018, Bari
- Armando Petroni, Bari Ignota, Editrice Laterza, Bari, 1958
- Vito Antonio Melchiorre, Storie e patorie, Mario Adda Editore, Bari 2007
Link Wikipedia Isabella d’Aragona:
https://it.wikipedia.org/wiki/Isabella_d%27Aragona_(duchessa_di_Milano)
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.