Sloggiare a Bari: la tradizione dimenticata del 10 agosto
Sloggiare
Torniamo a parlare di tradizioni baresi, oggi ci soffermiamo su una consuetudine ormai dimenticata: a Bari i traslochi si svolgevano il 10 agosto. Non parliamo in questo caso semplicemente di una tradizione dovuta a credenze popolari ma addirittura a un decreto firmato da Ferdinando II di Borbone nel 1844.
Per ricostruire questa consuetudine ricorreremo alle parole e agli scritti di due importanti storici baresi: Armando Perotti e Alfredo Giovine e torneremo con la mente a quei giorni.
I motivi per sloggiare
Come abbiamo già scritto in questa rubrica, prima della creazione del borgo nuovo, praticamente tutta la popolazione barese era rinchiusa fra le mura della città con enormi problemi di abitabilità e igiene. Chiaramente, ora come allora, uno degli obiettivi di tutti i nuclei familiari era di avere un tetto sulla testa dove vivere, anche se questo voleva dire abitare in un tugurio all’interno delle mura o in una baracca fuori dalle porte cittadine. I traslochi potevano essere dovuti a tante ragioni: l’arrivo di un nuovo figlio e di conseguenza il bisogno di più spazio, problemi con il padrone di casa, la mancanza di soldi o al contrario il miglioramento delle condizioni economiche o altra situazione che portava alla necessità di un cambiamento.
Il decreto di Ferdinando II
Gli sgomberi erano però un problema, considerato anche che le strade non erano asfaltate, così per evitare problemi e incidenti, si pensò bene di porre delle regole. Nel luglio del 1844 Ferdinando II di Borbone emise un “decreto portante delle disposizioni circa lo sloggiamento dalle case appigionate”.

Nello stesso, si disponeva che gli sgomberi non dovevano più avvenire nei giorni 14 e 15 del mese di agosto, come era consuetudine in alcuni paesi, ma nel giorno 10.
L’ipotesi di Perotti
Nel suo libro “Bari Ignota”, Armando Perotti ipotizzò che ci fosse una ragione ben precisa per decidere questa data:
L’anno civile barese cominciava, alla maniera greca, il primo settembre […] L’agosto era dunque l’ultimo mese dell’anno, e però aveva grande importanza negli affari privati e pubblici. In agosto maturavano gli affitti delle proprietà urbane – non delle rustiche, perché parecchi ricolti pendevano – e le usure del denaro mutuato. […] E in agosto compievasi altresì quella noiosissima tra le noie della vita, chiamasi sgombero. […]
La descrizione di Giovine
Lo storico Giovine nel 1966, che non era d’accordo con questa teoria del Perotti perché “è opinione senza prove”, nei suoi scritti, descriveva con dovizia di particolari, cosa succedeva in quella data:
Il giorno 10 agosto, fino a un quarantennio fa, lo si doveva considerare infernale. Molti cercavano di sloggiare nei giorni antecedenti o successivi al giorno fatale, se ciò fosse stato possibile per fortunate circostanze legate a situazioni previste e favorevoli. Tanto più che sloggiare il giorno otto, nove, undici o dodici avrebbe significato risparmiare, a dir poco, due terzi del costo del trasloco se esso fosse stato effettuato il giorno 10.
In quella data fatidica il borgo si riempiva di carretti, le agenzie di trasporti facevano il tutto esaurito e dovevano prendere altri lavoratori pagati a giornata come facchini. Sui carri venivano messe tutte le proprietà di una famiglia e le condizioni economiche di ogni persona interessata dal trasloco diventava oggetto delle valutazioni del vicinato che osservava con curiosità ogni oggetto visibile. Sulle strade non selciate piene di buche si muovevano questi carretti trainati da persone o animali. Non mancavano gli incidenti lungo il percorso, le liti con i facchini, e arrivati nelle abitazioni, iniziavano spesso le discussioni fra i nuovi e vecchi affittuari, i padroni di casa e in alcuni casi perfino le forze dell’Ordine erano chiamate a intervenire per riportare la quiete.
Insomma la calda giornata del 10 agosto diventava addirittura bollente per chi doveva trasferirsi dalla vecchia alla nuova casa.
Copertina ChatGPT: rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
Bibliografia:
- Armando Perotti, Bari Ignota, Edizioni Laterza, Bari, 1958
- Alfredo Giovine, Perché si sloggia il 10 agosto a Bari e il 4 maggio a Napoli?, Arti Grafiche Savarese, Bari, 1966.
- Collezione delle leggi e de’ decreti reali del regno delle due Sicilie, Stamperia reale, Napoli, 1844.
- La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 agosto 1993.
Link Wikipedia Storia di Bari:
https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Bari
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

