pulizia

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Torniamo ad occuparci di Bari e dei suoi problemi di un tempo, che spesso sembrano ancora troppo attuali, oggi infatti parleremo della pulizia delle strade e delle condizioni igieniche della città. Ci spostiamo nel ‘700 quando la popolazione barese era arrivata a 18 mila abitanti ed era tutta raccolta nello spazio delle mura medievali che oggi sono rappresentate da Bari vecchia.

Le condizioni igieniche di Bari

Nel 1774 le condizioni igieniche del luogo erano precarie, in parte per il sovraffollamento della zona ma anche per l’odiosa abitudine di gettare sulle strade pubbliche le acque sporche e ogni sorta di immondizia prodotta in casa. Chiaramente, se i colpevoli erano colti in flagranza di reato venivano multati, dato che questo modus operandi era punito da una norma comunale, ma sembra che questa consuetudine fosse ormai la prassi comune.

Il 1° marzo, re Ferdinando IV di Borbone venuto a conoscenza del problema, tramite il presidente della provincia, sollecitò il governatore di Bari a far rispettare l’ordinanza. Pur avendo inasprito il controllo, dopo mesi nulla era cambiato.

Il controllo sulla pulizia delle strade

Così i sindaci Domenico Gironda e Francesco Paolo Pizzoli in accordo con il decurionato, elessero due persone di fiducia a sovrintendere i controlli: Cesare Lamberti per la piazza dei nobili e Luigi Farchi per il ceto popolare. Anche in questo caso, e nonostante l’assiduo lavoro dei due rappresentanti, il problema non trovò soluzione e le infezioni e le malattie facevano da padrona nella città.

Un nuovo borgo

Dobbiamo arrivare al 1789 perché due sindaci Carlo Tanzi e Michelangelo Signorile intuissero che per risolvere il problema della sporcizia delle strade, se poco si poteva fare per migliorare il senso civico dei baresi, magari si poteva risolvere l’eccessivo aumento della popolazione stipata in pochi chilometri.

Così presentarono un’istanza a re Ferdinando IV alfine di poter creare un borgo nuovo al di fuori delle mura.

Re Ferdinando a gennaio del 1790 accolse la richiesta e il 26 febbraio fu affidato agli ingegneri Giovanni Palenzia e Francesco Viti la progettazione di un nuovo borgo ma fu solo con re Murat che con il decreto del 25 aprile 1813 iniziò davvero l’edificazione del nuovo borgo al di fuori delle mura.

Il servizio di raccolta dei rifiuti

Nel contempo, fu istituito dall’Università un vero e proprio servizio di raccolta dei rifiuti per un compenso annuo di 100 ducati. Il responsabile del nuovo servizio cittadino era un certo Saverio Cioce che dal 1° marzo del 1791 iniziò l’attività sotto la sorveglianza di alcuni deputati comunali.

I cittadini erano obbligati per agevolare il lavoro degli “spazzini” a pulire lo spazio antistante casa, depositare il contenitore dell’immondizia vicino al muro e non si poteva più buttare in strada il contenuto di orinali o simili. In caso di trasgressioni c’erano multe salatissime.

Nei giorni di festa, l’impresa era anche tenuta a eseguire pulizie straordinarie e in più doveva avere particolare cura delle fogne per evitare che si verificasse l’otturazione degli scoli dell’acqua.

Scacciati i francesi, con il ritorno dei Borboni e di re Ferdinando, Bari adottò un regolamento di polizia urbana di ben 102 articoli, che comprendeva oltre la sicurezza anche la nettezza delle strade e la salubrità delle campagne.

Insomma, è evidente come la pulizia e il decoro urbano siano sempre stati problemi che hanno dato diversi grattacapi alle amministrazioni comunali e con rammarico ci rendiamo conto che, nonostante le diverse norme emanate nei secoli, il problema non hanno mai trovato una soluzione soddisfacente.


Foto in copertina:

Servizio di spazzamento delle strade di metà ‘900 da Bari fra le due guerre mondiali di Vito Antonio Melchiorre, Mario Adda Editore, Bari 2000

Bibliografia:

  • Vito Antonio Melchiorre, Storie di Bari, Adda Editore, Bari 2001
  • Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editori, Bari 2010

Link Comune di Bari:

https://www.comune.bari.it/web/economia-tasse-e-tributi/trasparenza-gestione-rifiuti

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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