Accadde a Bari – Viene presentato il progetto del nuovo borgo (1790)
nuovo borgo
Correva l’anno 1790. Mercoledì 30 giugno, sono presentati gli elaborati tecnici per la creazione del nuovo borgo.
I sindaci Carlo Tanzi e Michelangelo Signorile presentano il 1° settembre 1789 un’istanza per la creazione di un nuovo borgo al di fuori delle mura cittadine a re Ferdinando IV.
Preoccupati dalle condizioni sanitarie in cui viveva la popolazione (contava ormai quasi 18.000 persone) che si trovava spesso a dimorare con famiglie numerose in case piccolissime, oltre ai problemi che la mancanza di magazzini e negozi creava sul commercio e le arti della città e la tensione sociale scaturita da questa situazione di sovraffollamento.
L’istanza per la creazione del nuovo borgo è accolta
Il re accolse favorevolmente la loro richiesta.
L’8 dicembre del 1789, il direttore delle reali finanze inviò una copia dell’istanza all’ufficiale della Sacra Regia Udienza di Trani, don Michele Fragasso, che ebbe il compito di prendere informazioni.
Lo stesso interrogò i sindaci, parroci, cittadini, commercianti e artigiani.
Il 4 gennaio 1790, l’ufficiale inviò ai suoi superiori il suo rapporto sui fatti, con parere positivo riguardo la creazione del borgo.
I due architetti scelgono la zona dove sorgerà il borgo
Già il 26 febbraio 1790, il direttore delle reali finanze dopo aver dato il suo assenso, incaricò gli ingegneri Giovanni Palenzia e Francesco Viti di progettare il borgo, anche se il sindaco Carlo Tanzi della piazza dei nobili aveva suggerito l’ingegnere Giuseppe Gimma (che rielaborò l’intero progetto nel 1812 su richiesta del Decurionato).
I due architetti presero in considerazione diverse aree per il nuovo borgo: accanto al castello dovettero desistere per le regole dell’architettura militare che vietava d’ingombrare l’area antistante al monumento e scartarono anche la zona vicina al porto dove il suolo risultava troppo basso.
Così scrive lo storico Vito Antonio Melchiorre:
Fu presa perciò in considerazione la parte intermedia, sita di fronte alla muraglia. Il borgo doveva insomma iniziare sullo stradone, in linea col palazzo della Missione, proseguire di fronte al torrione di S. Domenico e al fossato, terminare all’incontro con la via per Carbonara e Ceglie, ov’era la cappella dei sartori (attuale via Argiro).
L’abitato prevedevano strade ortogonali e parallele larghe 30 palmi (circa 7,95 metri), formate da isolati di 300 palmi per 200, con il divieto di superare l’altezza di 40 palmi, corrispondenti a circa 79,50 x 53,00 x 10,60 metri, entro i quali era proibito accogliere cantine, magazzini e cisterne d’olio.

Approvazione del progetto e conseguenze impreviste
Il progetto fu appunto presentato a giugno del 1790 al re e successivamente approvato dallo stesso il 28 dicembre.
Tuttavia a causa dell’opposizione dei proprietari dei suoli, il progetto non ebbe mai seguito.
La fondazione del borgo nuovo avvenne solo dopo la detronizzazione di Ferdinando IV di Borbone e la posa della prima pietra fu ad opera di re Gioacchino Murat con decreto dell’aprile del 1813, inoltre in suo onore il borgo avrebbe dovuto assumere il nome Gioacchino.
In realtà, la prima casa fu eretta solo anni dopo, quando il re Borbone (che nel frattempo aveva preso il nome di Ferdinando I) aveva riconquistato il trono.
Il sovrano annullò il decreto di Murat solo per riconfermarlo a suo nome ma il quartiere pur non chiamandosi più Gioacchino riporta ancora il nome “Murat” del suo fondatore.
Una beffa del destino per un quartiere che doveva essere ricordato come “borgo ferdinandeo” o qualcosa di simile.
In copertina:
La lapide in onore di re Murat, posta sulla facciata del primo palazzo del borgo nuovo, prima della demolizione (ph Levante Editori)
Bibliografia
- Vito Antonio Melchiorre, Bari, Mario Adda Editore 1987
- Vito Antonio Melchiorre, Note storiche su Bari, Levante Editori 2001
- Vito Antonio Melchiorre, Storie Baresi, Levante Editori 2010
Link quartiere Murat:
https://it.wikipedia.org/wiki/Murat_(Bari)
© 2023 Tutti i diritti riservati
Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.