In Oblivione Iacio: un lungo viaggio nelle chiese dimenticate di Bari e dintorni
Oblivione
IN OBLIVIONE IACIO
Viaggio nei segreti delle chiese di Bari
a cura di Federica Calabrese e Giancarlo Liuzzi
Bari, quorumedizioni, 2025
Chiese come luogo di culto, e non solo. I ventiquattro edifici religiosi che hanno acceso nei due autori l’interesse e la voglia di raccontarne storia e storie, non sono rappresentati nel testo come semplici simboli di fede o come coacervo di stili architettonici, ma giungono all’attento lettore come latori di voci lontane, di vite vissute, di sogni, preghiere e speranze, molte spesso cadute nell’oblio. E non senza difficoltà. È quasi impossibile, infatti, comporre in un mosaico tangibile e consistente quelle insolite sensazioni e quelle sottili percezioni che prendono l’animo di un appassionato studioso o anche di un ignaro visitatore nell’incontro con una chiesa dimenticata o sottratta, per vari motivi, al suo uso quotidiano e alle assidue frequentazioni dei fedeli.
Quasi tutti templi ormai chiusi
Quasi tutti gli edifici della rassegna sono ormai chiusi, curati da attenti custodi, a volte lieti di mostrarli a chi ne fa richiesta a volte un po’ meno. Ma il rito dell’apertura è sempre uguale. Non ti investe un odore di chiuso, ma profumi di altri tempi e c’è sempre un raggio di sole che illumina il volto di un santo nella penombra e poi man mano affreschi o quadri, piccoli o grandi, di epoche diverse e anche lontane, statue, colonne, altari istoriati con bianche tovaglie di lino ricamate o semplici tavole di pietra simili ad are pagane, piccole finestre o ampie e policrome vetrate e, a volte, organi d’epoca, vere e proprie opere d’arte, che attendono da tempo l’organaro e l’organista che mettano nuovamente insieme le loro armonie. E tanto altro. Ogni chiesa, ogni cappella, ogni epigrafe ha qualcosa da raccontare.
Autori, collaboratori e fotografa di “In Oblione Iacio”
Ecco, tutto questo e anche di più Federica Calabrese e Giancarlo Liuzzi sono riusciti a riportarlo nelle 291 pagine del libro, aperte dalla prefazione di Immacolata Aulisa e dal contributo di Nicola Cortone, accompagnando le loro descrizioni con le evocative e sorprendenti fotografie di Valentina Rosati. I due autori hanno voluto, per così dire, raccogliere il testimone offerto loro da queste chiese e riconoscere ad ognuna una propria identità, quella che avevano perso nel tempo a causa di guerre, abbandoni, errati rifacimenti.
Chiesa di San Martino
Nelle loro sistematiche ricerche di mistici antichi segreti Federica e Giancarlo non hanno incontrato tombe di faraoni, ma qualche preziosità sì, di quelle che consentono di aggiungere preziosi tasselli alla storia di Bari. Come, ad esempio, la possibilità di accedere ad una chiesa, sottostante a quella barocca di san Martino incorporata nel Palazzo Bianchi-Dottula e risalente pressappoco all’ultima fase della dominazione bizantina a Bari, ha permesso loro di poter documentare anche fotograficamente, nel libro, una preziosa informazione per gli appassionati di storia della musica barese.
Nel tempio bizantino, infatti, sottostante anche al piano stradale, fra dipinti murali ormai consunti di un Cristo Pantocratore, di arcangeli e cartigli vari, che “in oblivione” attendevano di essere conosciuti, si rinviene la tomba del rettore della Chiesa, il sacerdote Smaragdo che nel XII secolo svolgeva funzioni di maestro di canto, come si evince chiaramente dall’epigrafe del sarcofago. La chiesa, cioè, fra le tante funzioni, aveva anche quella di un oratorio per fanciulli, una delle scholae cantorum, nate per la diffusione di musica sacra, grazie ai preziosi rotoli degli exultet, redatti negli scriptoria della città, là dove si copiavano e si decoravano manoscritti. Lavoro certosino e paziente di monaci nei tanti monasteri sorti nel tempo in Bari e nelle città vicine.
Per citare quelli presenti nel volume: Monastero di San Benedetto, monastero di San Nicolò dei Greci, monastero di San Giuseppe, Santuario di Santa Maria della Grotta a Modugno e l’Abbazia di San Leone a Bitonto.
L’Abbazia di San Leone a Bitonto
Un unicum, quest’ultima, che ha visto e scritto tanta storia, tanta arte e tanta fede, con il suo ciclo di affreschi che adornano il coro della Chiesa, databili al 1330-40, scoperti a fine ‘800 dal famoso architetto Bernich sotto cinque strati di intonaco. Sono raffigurati gli evangelisti con i testi sacri, San Nicola da Tolentino, San Nicola da Myra, Santa Caterina d’ Alessandria. Su un’altra parete è raffigurato il Lignum Vitae (Albero della vita) con Cristo Crocifisso, la Vergine e i Santi. Quello che più colpisce è il ciclo pittorico del Giudizio Universale con il Tribunale Celeste, Angeli e Diavoli, Papi e Vescovi, Paradiso e Inferno.
Una visione apocalittica che si ritrova nella ben più modesta raffigurazione presente nella Chiesa dell’Annunziata sulla vecchia strada Bari Bitonto, unica superstite dei tanti luoghi di culto rurale sparsi sul territorio barese. Le decorazioni sono ascrivibili al manierismo tardo rinascimentale con reminiscenze medievali. È chiusa tutto l’anno, ma accoglie in due giorni, fra inverno ed estate, fedeli dei dintorni per una festa all’insegna della tradizione popolare.
L’Università islamica
Particolari, in chiusura del libro, sono le immagini e la storia dell’Università islamica, monumentale struttura, fra fede e cultura, con richiami arabeggianti, visibile percorrendo la statale 100 fra Bari e Casamassima.
Non manca un doveroso richiamo alla Basilica Rupestre di Santa Candida, nella Lama Picone, simbolica dei tanti ipogei e insediamenti rupestri che giacciono da secoli nel più completo oblio.
Tante e tante chiese andrebbero citate, anche quelle delle quali Federica Calabrese e Giancarlo Liuzzi non sono ancora a riusciti a completare le ricerche. Per alcune bisogna proprio fare presto!
Ciascun lettore appassionato di storia o di arte, di architettura, tradizioni, vite dei santi, persino folklore, troverà fra le pieghe del racconto, nelle immagini, e nelle numerose note a margine, la sua parte di rarità. Il lettore poi che ha conservato in sé la fede intatta delle antiche famiglie della terra pugliese compirà un viaggio ideale nei luoghi della riflessione, del misticismo e della preghiera, e aggiungerà la sua voce a quella dei tanti che hanno cercato in quei luoghi sacri l’incontro con il divino.
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Insegnante di materie scientifiche per professione, scrittrice, storiografa e documentarista per passione. L’impegno più piacevole? Curare l’adattamento teatrale e la regia di eventi-spettacolo a tema storico.