Dalle origini romaniche ai rifacimenti: il mistero dell’intitolazione della chiesa dell’Annunziata
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Oggi parliamo di una delle più suggestive e amate chiese del barese: l’Annunziata. Posta in aperta campagna fra Bari e Bitonto, è ancora meta di pellegrinaggio per i tanti fedeli. Accompagnatore d’eccezione, in questo viaggio alla scoperta di particolari inediti dell’edificio sacro, è lo storico Vito Ricci.
La chiesa dell’Annunziata si trova nell’area di lama Balice al confine tra Bari e Bitonto, ma nel territorio del capoluogo. Si tratta di un’antica chiesa rurale, meta di pellegrinaggio da parte degli abitanti di Palese, Santo Spirito, Modugno e Bitonto.
Essa era situata presso un importante crocevia rurale tra la via Bitonto-Bari e la via Modugno-Giovinazzo. La chiesa in aperta campagna, circondata dagli ulivi, è raggiungibile dalla strada aeroportuale. In epoca medievale nell’area insisteva un villaggio rurale chiamato Cammarata e, oltre alla chiesa dell’Annunziata, vi erano altre chiese, scomparse, ricordate nei documenti medievali della Cattedrale di Bari e della Basilica di San Nicola.
Le origini della chiesa dell’Annunziata
Secondo gli studiosi la chiesa dell’Annunziata risalirebbe al periodo romanico, sebbene nel 1585 essa fu rifatta nell’alzato; altri rifacimenti ebbero luogo all’inizio dell’Ottocento (1805), come testimoniato da una lapide posta all’interno sul lato destro dell’entrata:
AEDEM HAC VIRGINI DICATAM
JOSEPH MAFFEUS EQ. HIEROSOL APPOSITO JURIS PATRONATO SIGNO
FAMILIAE SUAE RESTITUIT
A. D. MDCCCV.

All’epoca la famiglia Maffei aveva il diritto di giuspatronato sulla chiesa e il cavaliere dell’Ordine di Malta Giuseppe Maffei con la sua munificenza provvide a finanziare l’intervento.
Struttura della chiesa
Pur essendo sfigurata, sia in elevazione che nelle coperture, la chiesa conserva il quadrato di base riconducibile ad un tipo probabilmente antico. L’abside, ad est, secondo la simbologia liturgica è inclusa nel perimetro murario e, nello stato originario, doveva essere affiancata da due nicchie alla maniera greca. Dell’aspetto originario rimangono il navicete, coperto da una volta a botte e la solida struttura di tufo carparo a conci squadrati nelle parti superiori. Della caditoia centrale rimangono solo i beccatelli in corrispondenza della monofora sull’ingresso. L’edificio è preceduto da un corpo quadrangolare a fornici cinquecentesco, edicola votiva e tipico rifugio per i contadini. Sul portale architravato, in asse, si trova una monofora strombata all’esterno sormontata da due mensole (resti di una caditoia) e campaniletto a vela di epoca settecentesca. L’ampia volta a botte risulta essere ottocentesca.
Corredo decorativo
All’interno sulle pareti, sotto strati di scialbo, è emerso un ampio e interessante corredo decorativo dal punto di vista demologico, preziosa testimonianza di devozionale cultura popolare. Diversi quadri votivi indicano committenze di Modugno e Bitonto (al margine del dipinto di San Giuseppe si legge che esso venne commissionato nel 1586 da Isabella de Agrestis nobile di Bitonto).
Freschi e tempere sono collocati dalla pietà popolare senza alcun criterio iconografico, vi troviamo: la Natività, San Michele Arcangelo, l’Adorazione della Croce, San Giuseppe.
Di una certa importanza demologica è il ciclo del Giudizio Universale che occupa la controfacciata e la parete sinistra vicino al vano porta tompagnato. Il tutto è circondato da una fascia ornamentale di chiaro stampo rinascimentale. Nel Giudizio Universale possiamo osservare il Seno di Abramo, la barca di Caronte, la Risurrezione dei Morti, la Pesa delle Anime e il Giudizio Finale (Cristo in Gloria con la Vergine, gli Angeli e diversi Santi popolari in Puglia).
Opera di pittori locali (il dipinto più antico è il ciclo del Giudizio Universale, gli altri sono dei secoli XVI – XVIII. Si legge il nome di un maestro Ruggiero Bruno di Cosenza), la decorazione, sia sul piano formale che quello cromatico, è conducibile al manierismo tardo rinascimentale con intense reminiscenze del Medioevo che sono positive testimonianze di culto.
L’intitolazione della chiesa dell’Annunziata
La chiesa dell’Annunziata però non ha sempre avuto tale intitolazione.
Nel corso di alcune ricerche storiche ho trovato delle notizie inedite su tale chiesa. In primo luogo, essa non era intitolata originariamente all’Annunziata ma alla Santa Croce. Infatti, tra le pitture presenti all’interno questo ricorre per ben tre volte, tra le quali l’Adorazione della Croce con l’Imperatore Costantino e la madre Sant’Elena, un’altra rappresentazione della crocifissione con San Giovanni e Maria Maddalena e un altro crocifisso dipinto sulla parete in alto alle spalle dell’altare.
Menzioni
La chiesa è menzionata nel 1407 nella descrizione dei confini della città di Bari:
…per la lama di Bitetto, e corre alla chiesa di S. Mercurio, da ove per Bavotta si viene alla chiesa di S. Croce de Altinea, e quindi al Baligio e dal Baligio alla chiesa di S. Erasmo, da ove si va alla chiesa di S. Teodoro, e da ivi si giunge al mare alla Torre di Argiro.
Si tratta dei confini di Bari che dalla zona che da Bitetto passando per le contrade Bavotta e Baligio giungevano al mare di Santo Spirito. La chiesa dell’Annunziata era all’epoca nota come Santa Croce di Altigna o Altinea. Stefano Milillo, rilevando dalle carte conservate presso l’Archivio Diocesano di Bitonto, scrive che nel 1523 la chiesa di Santa Croce di Altigna è menzionata a proposito dei beni del beneficio di San Barbato e nel 1702 risultava essere grancia della parrocchia di San Silvestro di Bitonto ed era identificata come chiesa dell’Annunziata, posseduta all’epoca da abitanti di Modugno.
Santa Maria della Croce
Nel 1564 invece era nota come Santa Maria della Croce, in un documento è riportato: carraram qua itur Baro Bituntum (si tratta della strada Bari-Bitonto) in località Santeramo alias ecclesiam Sante Marie dela Croce. In un documento del 1774, nel quale sono elencate tutte le chiese e le cappelle di Modugno è menzionata ancora con tale denominazione, doveva essere in corso già il cambio del titolo: la cappella di Santa Maria della Croce, o sia Annunziata, il cui rettore era il modugnese don Domenico Saliano. Il cambio della denominazione è tuttavia documentato già in precedenza: la strada Bari-Bitonto, attuale strada provinciale Aeroporto-Bitonto, nel 1760 era denominata via di Bari seu dell’Annunziata, sintomo che la chiesa aveva iniziato già ad assume l’intitolazione attuale.
Non sappiamo purtroppo per quale motivo avvenne il cambio del titolo dalla Santa Croce a quello dell’Annunziata.
Foto: Angela Campanella
Foto: Maria Elia
Bibliografia
V. Ricci, L’antica chiesa rurale dell’Annunziata, in «Nuovi Orientamenti», Anno XLIII, n. 177, Novembre 2021, pp. 31-38 (Consultabile online)
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Vito Ricci. Nelle sue ricerche si interessa della storia economica e sociale in Terra di Bari tra Medioevo e prima Età moderna e della presenza degli Ordini religioso-militari nel Mezzogiorno italiano, con particolare riguardo alle strategie insediative e all’economia. Ha pubblicato diverve monografie sul medioevo pugliese e contributi su riviste specialistiche italiane e straniere. È socio ordinario della Società Italiana degli Storici Medievisti (SISMED). La sua pagina: https://independent.academia.edu/VitoRicci/

















