monaco

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Resta immobile e silenzioso, sembra quasi vegliare sulla strada eppure esiste da molto prima che fosse posto l’asfalto, oggi parliamo di una roccia particolare, uno dei menhir presenti a Modugno, così suggestivo da meritare un nome: “Il Monaco”. Questa pietrafitta che ricorda una forma umana, è presente forse da millenni, su quella che ora è la SP231 (ex Strada Statale 98) direzione Bari-Bitonto ma un tempo era solo un viottolo sterrato.

L’antico menhir passa quasi inosservato perché si integra con l’ambiente

Se si passa con la macchina, l’enorme pietra alta quasi 4 metri, passa inosservata perché sembra perfettamente integrarsi con l’ambiente circostante, fatto di fabbriche e magazzini, ma quel blocco di roccia squadrata, se avesse voce, potrebbe raccontare una storia millenaria che risale a molto prima che fosse edificato qualcosa in zona.

Il Monaco

È chiamato “Il Monaco” perché ha l’apparenza di un uomo alto con il cappuccio e dà anche il nome alla contrada omonima posta a pochi metri dallo stesso.

La roccia pare avere un volto

La pietra è racchiusa in un piccola aiuola e nessuna vera barriera è posta a preservare da vandali e male intenzionati questa importante testimonianza storica senza tempo.

Su quella roccia gli studiosi hanno fatto diverse ipotesi: per alcuni si tratta di un monolite di circa 4000 anni, che sembra quasi volontariamente scolpito alla cima con l’intento di donargli una forma vagamente antropomorfica. Forse era usato per cerimonie rituali da qualche antica popolazione che lo aveva posto a protezione di una necropoli o di una zona sacra.

Sul monolite sono state fatte diverse ipotesi

Altri studiosi ritengono invece che il megalite ha un’origine alto medievale ed è semplicemente un cippo posto per segnare il confine fra le terre dell’antica Bari e Bitonto da sempre in lotta per il territorio, praticamente l’antenato di quei titoli che poi nel XVI avrebbero finalmente sancito in maniera chiara e definitiva i confini delle due città.

Intorno a questa alta pietra dal volto quasi umano, grazie al folklore locale, sono nate addirittura delle storie.

La leggenda 

Secondo la leggenda, la roccia non sarebbe altro che un monaco dal cuore duro e nero che dopo aver sfruttato, portato alla rovina e alla successiva morte due giovani amanti, fu lapidato dai contadini della zona.

Quale che sia la sua origine e la sua antica funzione il grande monolito resterà lì immobile, un guardiano della storia che nonostante il passare degli anni non teme mutamenti, almeno finché la mano distruttrice dell’uomo o la sua proverbiale incuria non troverà il modo di cancellarlo per sempre, come tante volte ha già fatto.

Il folklore locale ha reso la roccia protagonista di una storia

Bibliografia:

Associazione Pro Loco di Modugno; Modugno guida turistico-culturale; Litopress Industria Grafica srl, 2006, Modugno

Link Wikipedia Menhir:

https://it.wikipedia.org/wiki/Menhir

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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