Lo stemma di Bari: la sua storia e i cambiamenti

stemma

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Due sono i simboli quasi onnipresenti a Bari: l’effige di san Nicola in tutte le situazioni possibili, addirittura anche nella sua variante nera, e lo scudo bipartito bianco e rosso stemma araldico della città. Oggi, ci soffermiamo a parlare di quest’ultimo e per farlo facciamo un tuffo indietro nel tempo, nella lunga e intricata storia del capoluogo pugliese.

Il primo stemma

A dire il vero, lo stemma bipartito non sarebbe il primo, secondo lo studioso Nino Lavermicocca, il simbolo più antico della città sarebbe il Barione, effige presente sul Barinon moneta di bronzo del III secolo a.C. Parliamo di una rappresentazione di Eros nell’atto di scoccare una freccia, in viaggio su un’imbarcazione accompagnata da un delfino (sull’altra faccia della moneta c’è il volto di Giove).

La moneta Barinon

Il simbolo del Barione un tempo era presente sull’ingresso principale della Fiera del Levante, ora eliminato, è invece ancora visibili in alcuni punti della città: per esempio sulla facciata del Palazzo Fizzarrotti o su un’antica fioriera in via Palazzo di Città.

Ingresso della Fiera del Levante
Facciata Palazzo Fizzarrotti
Particolare
Fioriera in…
… in via Palazzo di Città

Sì, avete visto bene, anche il logo di questa testata giornalistica è liberamente ispirato a quell’immagine del lontano passato.

Logo di Bari e…

Il Barione però appartiene alla storia, ora la città ha un diverso stemma, quel famoso scudo con due colori, semplici e intensi. Ma quando la città ha assunto questo stemma?

Lo stemma bianco e rosso

Non ci sono documentazioni in proposito, l’unico che abbia fissato una parziale data di origine per questo stemma è Antonio Beatillo in Historia di Bari. Scrive infatti lo storico che dopo la presa di Bari da parte dei saraceni del 840, i baresi furono molto attenti a non offendere i “barbari”, come sono definiti ingiustamente dall’autore, ma non per questo dimenticarono la loro fede:

Anzi siamo in pensiero che nello stesso tempo, per mostrare palesemente quei nostri antenati quanto stavano fermi e stabili nella sequela di Cristo vero Dio dei Cristiani, si formarono e alberarono l’arma e l’insegna della lor patria, qual è quella stessa, di cui si servono i Baresi ancor oggi (con l’aggiunta però di sopra dell’immagine di san Nicolò) in uno scudo diviso da alto a basso in due parti, la destra delle quali è tutta color bianco, e la sinistra di rosso; volendo con ciò dar a intendere, ed ai Saraceni, ed ai fedeli forestieri, che divisavano essi col color bianco la pura e candida fede qual protestavano, e col vermiglio il proprio lor sangue, che pronti e apparecchiati stavano a sparger tutti per difesa e mantenimento della lor fede.

Historia di Bari

Lo storico Armando Perotti nel suo libro Bari ignota solleva dubbi sulla datazione forse un po’ azzardata dello stemma da parte di Beatillo, ma in mancanza di qualsiasi tipo di documentazione che smentisca questa ipotesi, dobbiamo prenderla per buona. 

San Nicola sempre presente

I più attenti avranno letto che Beatillo afferma qualcosa di particolare: oltre al colore bianco sulla destra e color rosso sulla sinistra (chiariamo che la posizione dei colori sullo scudo sono sempre da considerarsi speculari a chi guarda), l’antico simbolo di Bari ha potuto contare successivamente anche della presenza dell’onnipresente san Nicola.

Di questa variante dello stemma ci sono ancora tracce su diversi documenti, carte geografiche dell’epoca e sulla cattedrale, dove lo scudo sormontato dal santo è ancora presente.

Carta scenografica di Bari del 1770
Stemma di Bari sormontato da san Nicola…
… presente sul muro posteriore della cattedrale

Verso la fine del XIX, riferisce lo storico Vito Antonio Melchiorre, riemerse dal passato proprio quell’antico stemma proveniente dal Barinon, di cui abbiamo parlato poc’anzi, e perfino “uno scudo ovale col campo interamente occupato dall’immagine di S, Nicola”. Sulle carte comunali iniziarono a convivere diversi emblemi, creando non poca confusione. Così alcuni consigli comunali affrontarono la questione negli anni come nel 1873 o nel 1920, con tanto di commissioni di studio nominate per l’occorrenza. Risultato? Nulla di fatto.

La scelta

Si deve attendere l’8 giugno 1935 per la fine di questa controversia, quando lo stemma fu iscritto nel Libro Araldico degli Enti Morali con le seguenti caratteristiche:

Lato destro dello scudo colore argento; lato sinistro colore rosso; ornamenti esteriori di città, e cioè una corona di mura merlate con cinque torri sopra lo scudo, oltre una fronda di alloro a destra e una di quercia a sinistra, annodate in basso con un nastro.

Stemma di Bari

Sembra che nel periodo fascista, a quello che è lo scudo attuale, sulla parte superiore fosse stato aggiunto anche un fascio littorio, subito eliminato dopo la seconda guerra mondiale dato il conseguente mutamento dell’orientamento politico che portò anche alla variazione della toponomastica di diverse strade di Bari e ad altre cancellazioni piuttosto opinabili.

Insomma, lo stemma di Bari pur avendo un’origine antica ha comunque subito tanti cambiamenti e mutazioni proprio come la città che da sempre rappresenta.


Bibliografia:

  • Antonio Beatillo, Historia di Bari, Cacucci Editore, Bari 2018
  • Vito Antonio Melchiorre, Bari nella storia, Mario Adda Editore 2002
  • Vito Antonio Melchiorre, Storie baresi, Levante Editori, Bari 2010
  • Armando Perotti, Bari Ignota, Editori Laterza, Bari 1958
  • Archeologia di una città: dalle origini al X secolo, Edipuglia, Bari 1988
  • Nino Lavermicocca, Bari bizantina, origine, declino, eredità di una capitale mediterranea, Edizioni di pagina, Bari 2019.

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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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