La storia dell’istituto Vivante: nell’ultimo libro di De Robertis
Vivante
Il Vivante testimone di secoli. Viaggio in una scuola, di Renato De Robertis
Edizioni dal Sud, Bari 2024
La Storia non è soltanto storia generale, ossia quella che viene raccontata come una lunga sequela di grandi imperi e di battaglie campali: un vasto “cimitero delle aristocrazie”, per dirla con Vilfredo Pareto (1848 – 1923). No. La storia generale, la cosiddetta “Grande Storia”, si sostanzia di innumeri “micro-storie”, ossia di piccole vicende locali, che, come tessere di un mosaico, vanno a comporre il grande disegno della storia patria e mondiale.
L’autore del libro sul Vivante
Renato de Robertis, docente di materie letterarie presso l’Istituto Tecnico “Cesare Vivante” nonché scrittore e pittore (sotto lo pseudonimo di Bertos), pone all’attenzione del lettore il tema, sovente trascurato, della storia delle istituzioni scolastiche, e, avvedutosi della mancanza di una narrazione organica delle vicende del proprio istituto, ha deciso di colmare tale lacuna. L’intento del libro è dichiarato esplicitamente nel titolo: il glorioso “Vivante”, infatti, è “testimone di secoli”, in quanto scrigno della memoria di quanti hanno vissuto tra le sue mura, generazione dopo generazione.
I docenti della scuola
Hrand Nazariantz (1880 – 1962) ha insegnato qui: il grande poeta armeno, recando la testimonianza viva della tragedia del suo popolo, rende palpabile questa viva connessione tra la Grande Storia – il genocidio armeno per mano turca, che costringe all’esilio i superstiti – e la “piccola storia” di un’istituzione scolastica, che può apparire insignificante rispetto ai grandi eventi, ma in realtà ne è partecipe. Tra gli altri docenti illustri, troviamo intellettuali del calibro di Saverio La Sorsa (1877 – 1970) e Pier Delfino Pesce (1874-1939).
Un’altra occasione in cui la “Grande Storia” lambisce la vita dell’istituto è il triste episodio del bombardamento del porto di Bari (2 dicembre 1943), che manda in frantumi tutti i vetri della scuola, danneggiando gli infissi e provocando financo lesioni ai muri. Tuttavia la scuola resiste, e durante i due conflitti mondiali paga il suo tributo di sangue con le giovani vite spezzate di tanti promettenti allievi. Inoltre, viene creato un rifugio antiaereo nei sotterranei della scuola, che nel 1944-45 subisce l’occupazione delle truppe americane.
La nascita del Vivante
La R. Scuola di Commercio nasce il 31 ottobre 1882 (con R. D. n. 1079, a firma del Re Umberto I di Savoia, il Re Buono), in un periodo in cui la città inizia ad emergere come “capitale meridionale” sottraendosi all’influenza partenopea: processo di emancipazione che vedrà il suo compimento quando sarà istituita la R. Università Adriatica “B. Mussolini” (oggi Università degli Studi “Aldo Moro”) sicché i nostri studenti non saranno più costretti al trasferimento nell’ateneo napoletano.
Nel 1886 l’istituto diviene Scuola Superiore di Commercio, e primo direttore è il prof. Maffeo Pantaleoni (1857 – 1924), eminente economista; gli succede il prof. Goffredo Di Crollalanza (1855 – 1905), noto per i suoi studi di araldica e padre dell’On. Araldo Di Crollalanza (1892 – 1986) Podestà di Bari e Ministro dei Lavori Pubblici durante il fascismo.
Le intitolazioni della scuola
Nel periodo 1929-43 l’istituto viene intitolato a Goffredo Di Crollalanza (il 16 giugno 1930 si svolge la cerimonia ufficiale di intitolazione), ma, come puntualizzato dall’autore, per meriti acquisiti durante la sua direzione, e non per compiacere il figlio gerarca.
Il 16 novembre 1943 l’intitolazione cambia, per onorare il prof. Cesare Vivante (1855 – 1944) cui tutt’oggi è dedicato l’istituto: insigne giurista, il Vivante tenne la cattedra di Diritto commerciale nelle Università di Parma, Bologna e Roma, e fu peraltro autore di un fondamentale Trattato di Diritto Commerciale in quattro volumi, editi tra il 1893 e il 1901.
Nella scuola si conserva ancora un ritratto di Cesare Vivante, riprodotto tra le varie immagini che corredano il testo. E qui occorre spendere qualche parola sul corredo iconografico del volume, che non costituisce un semplice “imbellimento”, bensì un puntuale contrappunto al testo. Una manchevolezza che spesso si riscontra in consimili lavori è la totale indifferenza per gli aspetti artistici, ossia per gli edifici storici e le opere d’arte che ne accrescono il decoro.
Il fabbricato
Il fabbricato ha anch’esso una storia interessante: nato nel 1928 in stile classicista-eclettico, negli anni ’30 cambia pelle, assumendo in facciata i toni del razionalismo. La scuola commerciale vuol dare di sé un’immagine di modernità, in consonanza col dinamismo della classe dirigente barese, e il Razionalismo architettonico incarna l’idea di “modernità”, pertanto la scelta stilistica non è affatto casuale.
Artefice della nuova facciata (1933-34) è l’arch. Pietro Maria Favia (1895-1972), capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, cui si debbono vari e pregevoli edifici pubblici di Bari: limitandoci all’edilizia scolastica, ricordiamo in questa sede la Scuola Elementare “Filippo Corridoni” (1933-34) e l’Asilo “Cesare Diomede Fresa” a Bari Vecchia, la Scuola Elementare Duca d’Aosta (1933-34) a Palese, l’Edificio Scolastico “R. Moro” (1935-47) in c.so V. Veneto e la Scuola Media Duca Amedeo d’Aosta (1950-51) in v. G. Oberdan.
La scoperta
In un locale al pianterreno si trova una pregevole opera d’arte: la bronzea Vittoria alata (1920) a coronamento della lapide marmorea agli Studenti Caduti dell’Istituto Tecnico nella Grande Guerra. La Nike alata, opera dello scultore Gaetano Stella (1888-1964), è una scoperta dall’autore: un rinvenimento dovuto non al fatto che fosse sepolta chissà dove, ma perché finora era praticamente “invisibile” a causa dell’indifferenza generale.
Non è l’unica sorpresa contenuta nel libro, ve ne sono molte altre. Al lettore il piacere di ritrovarle, sfogliando le pagine di questo libro che “vuol essere una dichiarazione d’amore alla scuola”.
Link scuola:
https://www.istitutogorjuxtridentevivante.edu.it/
© 2024 Tutti i diritti riservati
Architetto e storico dell’arte, ha al suo attivo la pubblicazione di vari libri e numerosi articoli sull’Arte italiana, con particolare riguardo alle città pugliesi tra Ottocento e Novecento. E' curatore del blog sull'arte del Ventennio "Arte Ventennio": www.arteventennio.com.