Via Francesco Curzio: una strada di Bari per il garibaldino pugliese dimenticato

Curzio (1)

Curzio (1)

Restiamo sorpresi e fortemente dubbiosi davanti all’indicazione toponomastica di una strada del quartiere Libertà di Bari, nei pressi del Cimitero cittadino: via Francesco Curzio dei Mille. Conosciamo la passione dei baresi per le antiche vicende risorgimentali tanto da dedicare una via dei Mille nel quartiere San Pasquale: ma questo Francesco Curzio che c’entra con i garibaldini?

Via Francesco Curzio dei Mille…
… nel quartiere San Pasquale

Uno dei Mille

A sciogliere la criptica attribuzione ci viene in aiuto lo “stradario” di Vito Antonio Melchiorre: ebbene sì, Francesco Curzio è proprio di uno di quei leggendari Mille che salpano dal porto genovese di Quarto al seguito del prode Eroe dei Due Mondi per liberare le regioni meridionali della penisola dalla dinastia borbonica e contribuire al processo dell’unificazione nazionale dell’Italia.

Francesco Curzio in uniforme

Purtroppo Melchiorre limita a poche righe la sua biografia: sappiamo che era nato a Turi il 1822 e morto a Firenze il 1901 e che 

Prese parte ai moti del 1848, per cui andò esule, peregrinando in varie parti d’Italia. Fece parte dei Mille di Garibaldi. Eletto al parlamento nazionale, fu pure scrittore e pubblicista. Di lui si conoscono alcune raccolte di poesie.

Troppo poco. Anche la rete si rivela avara di notizie su di lui. L’unico episodio documentato, che siamo riusciti a salvare dall’oblio, è la notizia del suo ferimento a Palermo durante un’azione di guerra insieme a due celebri simboli delle lotte risorgimentali, Nino Bixio e Benedetto Cairoli.

Francesco Curzio…
… patriota e poeta

Garibaldini pugliesi

Abbiamo provato allora ad estendere la ricerca ad altri nomi di patrioti che hanno partecipato alla mitica impresa. E abbiamo trovato diversi nativi pugliesi: Cesare Braico di Brindisi (sappiamo di una strada a lui intitolata nella sua città); Vincenzo Carbonelli e Nicola Mignogna di Taranto; Giuseppe Fanelli di Martina Franca; Guglielmo Gallo di Molfetta; Moisé Maldacea e Alvares Valentini di Foggia; Filippo Minutilli di Grumo Appula; Domenico Lippi di Biccari; Vito Melsi di Bovino; Luigi Turilli di Spinazzola; Nicola Melchionna di Candela. 

A questi, vanno aggiunti altri volontari “forestieri” che vivevano e risiedevano da gran tempo in Puglia: Gaetano Carini di Corteolona (Pavia), residente a Bovino; il sottotenente dei bersaglieri Francesco Frediani di Massa, impiegato postale presso la Tesoreria di Lecce; il soldato Giuseppe Molinari di Venezia, ferroviere a Foggia.

Un numero ben cospicuo di giovanissimi, praticamente ragazzi, provenienti dalle nostre contrade, pronti a seguire il loro eroe e a morire per gli ideali risorgimentali.

Il patriota poeta

Ma torniamo al nostro Francesco Curzio. Se poco sappiamo delle sue imprese militari, qualcosa di più possiamo attingere dai suoi scritti. Perché il Curzio fu anche poeta. 

Se il Melchiorre non ci aiuta, ci viene in soccorso il catalogo bibliografico nazionale. Vi troviamo ben 19 opere a suo nome, di cui due addirittura già digitalizzate sono conservate nella Biblioteca Nazionale di Bari.

Poesie edite e inedite

Tra le sue liriche ci piace segnalare la Canzone per le nozze di Benedetto Cairoli con la contessina Madamigella Elena Sizzo dei Conti De Noris di Trento, del 1873, testimone dei rapporti cordiali di amicizia che Curzio mantenne con Cairoli, suo compagno di (dis)avventure durante i moti risorgimentali. Di questa lirica, purtroppo i cataloghi registrano un solo esemplare presso la biblioteca civica di Pavia.

Una monografia di Francesco Curzio

Ma se questi brevi accenni ci hanno incuriosito, abbiamo una buona notizia: esiste una eccellente monografia di Francesco Curzio scritta nel 2011 dallo storico acquavivese Francesco Liuzzi: Francesco Raffaele Curzio – patriota, politico, poeta.

Francesco Raffaele Curzio – patriota, politico, poeta

Con spirito palesemente campanilistico, il Liuzzi rivendica ad Acquaviva delle Fonti l’origine natale di Curzio, il qual era nato sì a Turi ma da genitore saldamente acquavivese, l’avvocato Francesco Benedetto Melchiorre Curzio. Origini che comunque confermano il destino di “un migrante”, che costretto all’esilio, rimase lontano dalla terra natia anche dopo che le vicende risorgimentali si erano felicemente concluse.

Così si esprime in conclusione del suo libro il Liuzzi:

A epigrafe e sintesi della lirica civile di Curzio potrebbe assumersi quel sonetto tratto dalle Poesie edite e inedite, nel quale nel monito rivolto alle presenti e future generazioni a non disperdere il per loro gratuito dono del “bel regno d’Italia”, si addita il sofferto, generoso impegno di cui non sempre si è serbata apprezzata e doverosa memoria che alfine “attinse inarrivabilmente e rese sublime un secolo di fango.


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Francesco-Quarto
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Francesco Quarto è nato e vive a Bari. Da poco in pensione dopo tanti anni di vita da bibliotecario durante i quali ha “supportato” generazioni di studenti e non solo: docenti, ricercatori, accademici e continua a mantenere relazioni e contatti. Sviluppa le sue ricerche sulla storia della tipografia antica in Puglia scoprendo numerose edizioni ignote. La storia della città di Bari è l’altro ambito privilegiato dei suoi interessi. Da due anni ha una rubrica sui nostri quotidiani, molto apprezzata dai baresi e anche da viandanti e viaggiatori di passaggio nella città.

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