Nel ‘28 apre il “lussuoso” Cinema Oriente con l’ultimo muto della Garbo: sono vietati i film d’oltralpe
Quando andavamo al Cinema - 7 - Cinema Oriente
Nel 1928 adiacente a Palazzo Atti, in corso Cavour, stanno ultimando un nuovo moderno palazzo destinato ad ospitare un grande albergo, il Grand’Hotel d’Oriente e, a piano terra, una nuova splendida sala cinematografia, il Cinema Oriente. Sarà inaugurato il 23 agosto 1928, «un locale di lusso per spettacoli cinematografici e Varietà per un pubblico esigente».
Il film che celebra l’inizio degli spettacoli all’Oriente è La carne e il diavolo la cui protagonista è Greta Garbo:
la creatura più strana, con la più complessa espressione di femminilità, la figura più elegante e insieme più misteriosa della cinematografia mondiale
Il costo del biglietto d’ingresso è di una lira e cinquanta per la platea, due lire per i distinti e due lire e sessanta per l’anfiteatro. Prezzi accessibili soltanto a spettatori di un certo censo poiché l’ambiente – sala di ricevimento, sala da the, salone da ballo – l’imponenza della struttura, la profusione di marmi e la ricchezza dell’arredamento, lascia chiaramente fuori del complesso la classe operaia che va a vedersi La capanna dello zio Tom al Margherita, con lo speciale commento orchestrale del maestro Enrico Trizio; oppure la compagnia teatrale di Vincenzo Scarpetta al Piccinni dove i prezzi non sono inferiori. Ma vuoi mettere?
Il diavolo e la carne è l’ultimo film muto dell’altera attrice svedese cui spesso le fanno interpretare figure femminili… «un’amatrice malsana, spietata, indifferente capace di schiantare l’orgoglio di qualsiasi uomo»!
Nel 1929, mentre la cinematografia italiana si cimenta con il colore, a dicembre il Kursaal Santalucia propone il film Nun è Carmela mia evidenziando che,
le principali scene sono “perfettamente colorate”. A renderle più interessanti concorrono noti cantanti che con perfetto sincronismo interpreteranno, durante la proiezione, alcune delle più belle canzoni napoletane nonché l’appassionatissima Nun è Carmela mia.
È un “colore” molto approssimato, ci si destreggia come meglio è possibile per cercare di movimentare le pellicole, gli spettatori aumentano e la Gazzetta, sempre alla ricerca di nuovi lettori, comincia a pubblicare le prime recensioni cinematografiche a firma di Leonardo Mastrandrea noto come “il Leone” per la sua figura imponente.
Nello stesso anno una legge vieta la diffusione dei film in lingua straniera, specie quelle pellicole hollywoodiane, affinché non diventi «strumento di diffusione di lingue straniere. I film d’oltralpe e d’oltreoceano devono, perciò, essere silenziati o sottotitolati». La storia si trascina fino al 1933 quando una nuova legge del 5 ottobre sancisce che «il doppiaggio di pellicole straniere deve essere eseguito da personale italiano».
Nel frattempo, Hollywood volta pagina. Nel 1929 produce il primo film sonoro della storia Il cantante di jazz e il 7 ottobre 1930, anche il cinema italiano produce la sua prima pellicola sonora La canzone dell’amore un film sentimentale accompagnato da un brano di Cesare Andrea Bixio, Solo per te, Lucia di gran lunga più ascoltato e diffuso di quanto non sia mai stato lo stesso film di Gennaro Righelli.

La grande rivoluzione tecnica del cinematografo, dunque, è iniziata. Non c’è più scampo: o il film è sonoro, e dunque parlato e musicato, oppure la sala cinematografica resta vuota. Chi non si adegua può chiudere i battenti. La via è tracciata e già dalla nuova stagione invernale 1930 non si proietteranno più film muti.
Così, verso la fine del 1930, il critico cinematografico della Gazzetta del Mezzogiorno, Matteo Incagliati, scrive l’orazione funebre:
povero film muto! La morte lo ha colto di sorpresa. Tutta la sua esistenza da domani sarà solo un ricordo, un pallido ricordo. Siamo schietti, un po’ di gloria la scena muta l’aveva conquistata, ma negli ultimi anni cominciava a delinearsi una certa decadenza: troppa sciatteria, artifizi e improvvisazione.
Quanta strada da quel primo esperimento parigino dei Fratelli Lumière nei sotterranei del Grand Café del Boulevard des Capucines, a Parigi. Dalle prime pellicole della lunghezza di 18 metri, della durata di un minuto, si è giunti a produrre pellicole chilometriche con spettacoli che si prolungano fino a due ore.
La rivoluzione industriale, dunque è sempre più stringente, più massiccia e quel genio di Charlie Chaplin s’inventa un film Tempi moderni, una satira feroce, magistralmente diretto e interpretato da Charlot, in cui denuncia lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo della grande industria meccanica americana.
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.




Il Grand Hotel d Oriente , aperto dalla Famiglia Barattolo, e dove il mio babbo Pietro Borghesi, fu mandato come persona di fiducia ad operare dall’ inizio della sua nascita!!