Dalla Bari murattiana a quella littoria: “l’inestricabile foresta” di 150 anni di storia cittadina nei racconti di Nicola Mascellaro
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NICOLA MASCELLARO, Da Murat a Mussolini, Di Marsico Libri
“Da Murat a Mussolini” è il titolo della IV edizione del volume “C’era una volta Bari” di Nicola Mascellaro. Un nuovo titolo per un ricco aggiornamento: nuovi capitoli e fotografie a colori. L’autore potrebbe ampliare all’infinito le 250 pagine del volume, aggiungendovi chissà quante foto ancora. Perché Mascellaro, nato a Gravina ma vissuto sin da giovanissimo a Bari, ha rivestito il ruolo di responsabile dell’Archivio di Documentazione della Gazzetta del Mezzogiorno, un patrimonio prezioso con un vincolo di «interesse storico» posto dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia. Archivio che è una fonte inesauribile di notizie per chi come lui ne conosce ogni segreto.
Il racconto, anzi i tanti racconti che costituiscono il volume, spaziano a volo d’uccello non solo sulla città, ma anche sulle immense propaggini della sua storia e, se arriva con la sua cronologia a sfiorare appena l’infanzia di pochissimi lettori, tocca invece, e profondamente, i ricordi familiari di tanti, tantissimi di noi.
Si tratta di quei racconti ascoltati da bambini nelle case dei nonni che parlavano di guerre, di emigrazione e di povertà, rallegrati però spesso dalla satira o da una graffiante ironia, quando la narrazione riguardava determinati personaggi noti. Quando, cioè, era riferita ai politici o ai borghesi e agli aristocratici locali impegnati nella vita mondana fra lirica, caffé-concerti e salotti culturali anche quando, magari, alle porte bussava la guerra.
La Storia di Bari è una immensa inestricabile foresta fatta di molti documenti sui quali sono fioriti molti si dice, molte incertezze, molte discussioni. Non solo se si parla dei primordi della millenaria storia della città, ma anche e soprattutto se si narra, come fa Nicola Mascellaro, dei cent’anni e poco più che dividono l’evoluzione della Bari murattiana da quella littoria. È forse per questo che l’autore sembra mantenersi rigorosamente nei binari di una cronaca puntuale e puntigliosa che riporta in una preziosa sintesi avvenimenti principali, tristi e lieti, nella loro successione o nella loro contemporaneità.
Tante citazioni di eminenti storici e poeti, e tantissima cronaca minuta, cronaca politica e anche nera tratta dal Corriere delle Puglie, dalla Gazzetta di Puglia e dalla Gazzetta del Mezzogiorno. Con in più le umoristiche e attualissime illustrazioni di Frate Menotti, amico e sodale del più volte citato Armando Perotti.
Tutto questo, e tanto di più, costituisce la trama di queste duecentocinquanta pagine di storia. Ma per quanto formale possa essere la cronaca, il sentimento dell’autore or lieto or malinconico or graffiante finisce sempre con l’affiorare a dimostrazione del suo grande amore per la città di Bari, per il Meridione e per la gente di Puglia. Così come succede quando con amarezza parla dei mancati interventi di alcuni amministratori dell’epoca che trascuravano la bellezza della “Regina delle Puglie” o della tragica alluvione del 23 febbraio del 1905 che portò distruzione e morte alla città.
Mestizia si percepisce nelle descrizioni delle partenze dei piroscafi verso l’America, per molti un viaggio senza ritorno, o per le drammatiche cause che portarono al brigantaggio e alla spinosa e irrisolta questione meridionale; piacevole ironia traspare invece nella descrizione, a quanto sembra molto fantasiosa, ripresa dal Perotti, secondo il quale il re Gioacchino Murat quel 24 aprile del 1813 consacrò con il dono di una gemma la posa della prima pietra di un edificio situato fra gli attuali Corso Vittorio Emanuele e Corso Cavour, pronunciando la frase: ne faremo una grande e bella città. L’edificio sarà il primo di un quartiere che dal re prenderà il nome di “murattiano”, e il borgo chiuso fra le mura di poco meno di ventimila abitanti diventerà davvero una grande città.
Mascellaro accompagna con lieta partecipazione narrativa anche due visite importantissime per Bari. Prima quella di Giacomo Puccini nel 1895 per la Manon Lescaut in scena al Piccinni, un vero tripudio, e poi l’ arrivo nell’agosto del 1904 di Guglielmo Marconi per effettuare la prima trasmissione via etere fra Bari e Antivari in Montenegro. Un evento senza precedenti.
Non poteva mancare, in una storia così dettagliata, la visita a Bari di Mussolini, per l’inaugurazione della quinta Fiera del Levante. “Quella volta che… venne il Duce”, è il titolo del Capitolo. Era il 6 settembre del 1934, ma la grande occasione era stata annunciata fin dall’anno precedente per consentire la preparazione dell’evento in ogni minimo particolare.
Fra l’arrivo del re Gioacchino Murat e l’arrivo di Mussolini, il racconto si snoda piacevole alla lettura e ricco di avvenimenti, alcuni poco conosciuti, ma rilevanti dal punto di vista sociale. Prima fra tutti la “guerra doganale” con la Francia, iniziata nel 1886 che portò all’irreparabile tracollo della produzione vinicola e di tutta l’economia pugliese. Un fascino particolare sul grande pubblico, scrive Mascellaro, hanno sempre esercitato le aule dei tribunali e i processi. E descrive il tragico presunto suicidio o presunto omicidio che si svolse fra Bitonto e Bari nel 1902. Una storia di amore e di odio, intricata, efferata, ricca di colpi di scena fino al clamoroso epilogo del processo tenutosi alla Corte d’ Assise di Perugia.
L’ultimo capitolo del racconto è “Il gatto nero” che riporta un breve brano tratto da un editoriale pubblicato il 3 maggio del 1928 sull’omonimo settimanale umoristico, edito dalla Gazzetta, dal simpatico sottotitolo: ronfa, graffia e fa le fusa. Il brano che come altri passaggi del giornale voleva essere umoristico, avrà probabilmente toccato la suscettibilità dei gerarchi locali tanto che il settimanale fu presto messo all’indice. Questo tocco finale sembra uscire dalla fredda cronaca del libro e vuol essere forse un “graffio” satirico dell’autore ai regimi dittatoriali di ogni tempo che certamente non hanno mai avuto il senso dell’umorismo e non hanno mai apprezzato l’ironia.
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Insegnante di materie scientifiche per professione, scrittrice, storiografa e documentarista per passione. L’impegno più piacevole? Curare l’adattamento teatrale e la regia di eventi-spettacolo a tema storico.
mascellaro.nicola@libero.it grazie signora Campanella. Una recensione davvero encomiabile. Vi sono grato e debitore! Un cordiale saluto.
Nicola, è un bel libro che offre una piacevole ed interessante lettura. Sono contenta di aver trovato la strada giusta per farlo conoscere al pubblico.
Potete trovare questo libro sia in versione cartacea che e-book su:
https://www.dimarsicolibri.it/prodotto/da-murat-a-mussolini-cera-una-volta-bari/