Incuranti della crisi, nel ‘21 a Bari trionfa la commedia degli Scarpetta, il melodramma e l’ultimo “muto” della Cavalieri
Quando andavamo al Cinema - 2
La stessa sera dell’inaugurazione del cine-teatro “Sociale”, 12 febbraio 1921, il “Modernissimo” ospita l’aristocratica regina della canzone napoletana, Tecla Scarano e, ancora una volta, il Corriere scrive:
è straordinario il fascino, l’attrazione che quest’artista riesce ad esercitare sul pubblico barese. Il teatro è sempre esaurito, tutte le sere!

Il medesimo entusiasmo, lo stesso successo si registra in occasione di spettacoli con interpreti napoletani: per Torna a Surriento al Sociale, con la cantante Gilda Mignonette che esegue dal vivo le molte melodie e la celebre canzone che ha ispirato il film; per la maschera di Pulcinella, di Giuseppe Ippolito, che si esibisce al teatro Italia in Npriesteme a mugliereta pe mieza jurnata, e la stessa entusiastica accoglienza riceve la compagnia di Vincenzo Scarpetta al Margherita quando presenta le loro commedie soprattutto la vecchia, immortale Miseria e Nobiltà scritta dal capostipite della famiglia, Eduardo.

Napoli è Napoli. La città partenopea sarà pure tutto il bene e tutto il male del mondo, ma i baresi l’amano e sono molto legati a ciò che i napoletani rappresentano: la loro arte recitativa, la musicalità del loro vernacolo, la poesia che riescono a tirare fuori dall’anima, dal cuore, perfino dal corpo con la loro gestualità, rappresenta per i pugliesi la massima espressione culturale.
Lo stesso vale per il melodramma. Il teatro lirico da emulare, per i baresi, non è la Scala di Milano, ma il San Carlo di Napoli. È a Napoli che Antonio Quaranta, il mitico gerente del teatro Petruzzelli, si rivolge
non curandosi della crisi e degli altri infiniti guai che affliggono il mondo – scrive il Corriere – per organizzare un’altra ‘stagionissima’ affidandola al più grande animatore di stagioni liriche, Maestro Eduardo Vitale, che possiede gli scatti, la passione, il facile entusiasmo di chi è nato ai piedi del Vesuvio.
Nel frattempo, il 1° agosto, il Modernissimo chiude «ancora una volta per lavori decorativi adatti a ospitare, prossimamente, la regina del teatro di varietà Anna Fougez» che invece debutta al Margherita perché il Modernissimo è di nuovo in difficoltà.

Questa sera dunque – scrive il cronista del Corriere, il giornale pugliese sta attraversando una grave crisi d’identità – dietro accordi fra le direzioni interessate Anna Fougez farà la sua rentrée al teatro sul mare. Il pubblico di Bari, che la conosce da bambina, sembra pervaso dalla stessa ansiosa gioia con la quale si attende, dopo una lunga assenza, una persona cara che frattanto s’è coperta di meritata gloria. Anna Fougez ha veramente raggiunto ormai le più alte vette della fama artistica ma… dappiù ella è la più fulgida affermazione dell’eterno femminismo, ella non è solo l’interprete d’eccezione, la cantante passionale, la fremente dicitrice, ma la sagoma, le siluette, la maschera perfetta, che accoppiata alla grazia innata e alla simpaticissima comunicativa con il pubblico, determina il successo meraviglioso di ogni sua prestazione. Fenomeno caratteristico di questa piacevolissima artista non è il successo che le viene tributato dagli uomini, dai viveurs, ma ad applaudirla sono anche le donne, le signore che sembrano soggiogate dal fascino, dalla dolcezza e dall’austerità che circonfonde l’avvenente artista.
Il 7 settembre, infine, il cinema teatro Modernissimo, che di nuovo ha cambiato gestore, è stato acquisito dai fratelli Modugno, annunciano l’inaugurazione, questa volta per davvero, con uno spettacolo di Tecla Scarano. Il 1° novembre poi, il cine-teatro presenta la nuova stagione cinematografica con il film Gismonda, duchessa d’Atene, capolavoro in 5 parti, uno degli ultimi film muti interpretato dalla famosa attrice e sciantosa Lina Cavalieri.

Per l’occasione il Corriere delle Puglie invia un cronista – la rubrica ‘Teatri e Spettacoli’ ha subìto un notevole ridimensionamento in questo periodo – che entusiasta, descrive la sala del rinnovato cinema:
l’aspetto e tutto l’ambiente completamente rinnovato in uno sfarzo di vividezza e di luce, rivelano la misura delle magnifiche feste d’arte che i gestori vogliono preparare nel proseguimento. Il pubblico si trova nella più perfetta comodità giacché la sala è rimessa con nuovissime poltrone di velluto rosso e con splendide nuove sedie di Vienna. I ‘quadri’, poi, sono accompagnati da un’orchestra di valentissimi professori diretti dal maestro Siciliani con una musica che commenta, con encomiabile opportunità, le situazioni sceniche della pellicola.
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.