Palese: opinioni e speranze di un territorio non valorizzato

proposta per il porticciolo di Palese (1)

proposta per il porticciolo di Palese (1)

È di solo poche settimane fa il ricordo di un’estate che non finiva mai, con gente ”suo malgrado” costretta a tornare al mare dopo aver frettolosamente riposto costumi e attrezzatura da spiaggia. È il ricordo di un lungo periodo di affollamento di turisti in tutta Bari, ma anche e specialmente a Palese, dove mai se n’erano visti così tanti e non più solo di passaggio.

Solo in parte la vicinanza dell’aeroporto giustifica una tale affluenza. È certamente molto comodo, specie per chi atterra in tarda serata o deve ripartire molto presto al mattino. Ma è anche vero che la centralità rispetto ad aree pugliesi d’interesse storico-culturale giustifica la scelta. Per chi soggiorna qualche giorno in albergo o in uno dei tantissimi B&B, si spazia dalla visita a luoghi sempre più noti anche all’estero, quali Trani, Ruvo, Castel del Monte, Giovinazzo a ovest e la stessa Bari vecchia, Polignano e Monopoli a est, ad Alberobello e l’intera valle d’Itria, a Matera per poi giungere anche a Lecce. Da Palese treni e bus portano in tutti quei luoghi senza bisogno delle costosissime auto a nolo.

Ho anch’io una piccola ospitalità e non lesino suggerimenti, orari e indicazioni di luoghi di interesse e di appetitose soste culinarie ai miei ospiti; ho anche elaborato una cartina con tutte le offerte locali.  Così come propongo la partecipazione alle serate del Festival che dirigo e ad altri eventi culturali programmati sul territorio. Il mare è un’attrazione troppo forte e ho visto turisti fermarsi solo pochi minuti, il tempo di cambiarsi per poi correre sulla costa.

Tornano contenti del primo tuffo nel mare Adriatico, ma sconcertati dall’estremo degrado che trovato. È il biglietto da visita che Palese ha offerto anche questa estate: abbandono, sporcizia, assenza di regole di comportamento, dimenticanza. Non ci eravamo dimenticati noi, amanti del bello e del territorio, quando lo scorso anno elaborammo una proposta di comunità attraverso la conoscenza dei luoghi, le riflessioni e le idee che emergevano ad ogni incontro, l’invito costante e anche pressante a tutti a partecipare al di fuori delle appartenenze politiche e delle simpatie o antipatie che si hanno per gli “altri”, sperando così di contribuire a voltare pagina. Convinti che solo superando le visioni di parte, facendo forza comune tra commercianti, cittadini attivi, politici e amministratori locali e comunali, operatori dell’ospitalità, avremmo potuto ricevere attenzione ed ascolto istituzionale. C’era la prospettiva dei fondi del PNRR, a cui Bari ha attinto per progetti ben più grandi e costosi.

Politici e amministratori locali se ne videro molto pochi, chissà se per ordine di scuderia o per assoluto disinteresse personale. C’erano invece molti cittadini, che poco alla volta, pur stanchi e disillusi, avevano voluto credere in una iniziativa che non voleva più rincorrere promesse elettorali, ma dar voce al territorio stesso per condannare la presenza di ruderi, di cataste di rifiuti, di assalto estivo alla costa con tutto ciò che comporta e abbandono invernale come nell’opera beckettiana “aspettando Godot”.

È così che nacque la proposta progettuale per la reinterpretazione del lungomare di Palese e del suo porticciolo, con idee portate dopo mesi di discussione e di elaborazione all’attenzione dei vertici istituzionali. Ci aveva fatto tanto sperare la presenza, al piccolo convegno del 21 giugno 2021, dell’assessora regionale all’Ambiente Maraschio e di quello comunale ai Lavori Pubblici Galasso, insieme al presidente del V Municipio Brandi e al presidente del Consiglio Comunale Cavone; le loro parole erano state di apprezzamento e condivisione, esaltando la partecipazione come strumento per gli amministratori per conoscere le reali esigenze e i desideri degli abitanti di un territorio in atavica attesa di una svolta di dignità.

Proposta per il porticciolo
Nuovo imbarcadero

Purtroppo, in quell’incontro grandi assenti furono proprio i cittadini: ci ritrovammo in pochissimi a discutere con amministratori abituati a calibrare le azioni anche sul peso elettorale che hanno davanti; e infatti da allora non sono servite lettere, sollecitazioni, tanti e tanti articoli per ricevere un rigo di riscontro che ci facesse sapere che fine avesse fatto la nostra bellissima proposta. Ogni tanto giunge l’eco di qualche dichiarazione tipo “stiamo lavorando anche per Palese…fra poco avrete questo e quello…”, specie quando ci si lamenta che l’intera costa metropolitana, fino alla vicina Santo Spirito, sia stata investita da progetti e cantieri ma nulla stia accadendo qui. Tranne l’asfalto e il tanto cemento che qui, come in tutta Bari, stanno calpestando le prospettive di un futuro ambientalmente corretto e sostenibile. E ci domandiamo se prima o poi qualche pezzo del nostro progetto, volutamente e pesantemente marchiato come “non ricevuto”, non comparirà all’improvviso pronto per essere cantierizzato a firma di qualche progettista di quelli “che contano”.

In questo fine settimana i commercianti palesini hanno dato testimonianza di capacità organizzativa con la prima edizione, molto partecipata e affollata, di un mercatino natalizio. Davvero una bella prova di coesione nell’interesse del commercio e della comunità locale. E io voglio ancora sperare che insieme ai commercianti si sveglino altre categorie, dagli operatori dell’accoglienza agli amministratori locali, alle associazioni socioculturali, passando ovviamente per la stessa cittadinanza. Se si vuole ancora dare un futuro a questo territorio, non si può più pensare di continuare a “tirare acqua solo al proprio mulino”, ma si deve accettare un confronto schietto e aperto a tutto campo: sull’urbanistica di un luogo in cui si continua a costruire ovunque senza una visione, senza servizi alla comunità, senza qualità; sull’ambiente, calpestato dagli individualismi e dall’assenza di rispetto per il prossimo; sulla storia, cancellata dalla speculazione edilizia; sulle prospettive da dare ad un turismo che giunge in gran parte ancora per caso.

Penso, forse follemente, ad un grande patto fra cittadinanza, amministratori e politici, istituzioni. Penso al fondamentale ruolo che potrebbe avere l’Autorità aeroportuale nel sostenere un impegnativo ma esaltante programma di riqualificazione di tutto il territorio di Palese, alle prese con le prospettive di deviazione dal suo centro della linea ferroviaria. Il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Vasile, figlio di una grande amante del territorio palesino quale fu il compianto Vito, sa bene quali vantaggi apporterebbe un’area resa dignitosa e attraente ed in cui finalmente un consolidato decentramento di attività culturali, sportive e per il tempo libero suggerisca a chi giunge qui di poterci rimanere magari anche più di quanto avesse programmato. E di ritornarci. E a chi ci abita di poter esprimere soddisfazione per una recuperata qualità di vita, trasferendo tale visione positiva agli ospiti che fra qualche mese torneranno ad affollare alberghi e B&B.

Ai politici e amministratori, che ancora gestiscono il territorio spartito in “feudi personali”, rivolgo l’invito ad accettare, magari con maggiore umiltà, la collaborazione che giunge dal basso, dalla comunità stessa. Lo aveva auspicato l’urbanista prof. Guido Masè, che lo scorso anno da Venezia era stato catturato da tanta determinazione decidendo di affiancarci, ma restando anch’egli senza riscontro agli appelli e alle lettere in seguito trasmessi. E continuo ad auspicarlo io, che ho fatto dell’impegno per la comunità una scelta di vita pagando per questo con l’astio di tutta la classe politica e di coloro che vivono l’altrui attivismo come protagonismo, ritenendosi per questo autorizzati a combatterlo e calpestarlo.

Palese potrebbe essere un luogo ideale per vivere e soggiornare, più di tante altre zone di Bari diventate invivibili artifici per il consumo e il divertimento a comando. Qui, nei colori delle albe e dei tramonti su un mare che ancora profuma di buono, c’è il respiro di una umanità che ha dato prova di non voler arrendersi.

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EugenioLombardi
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È un architetto barese specializzato in Progettazione Partecipata e Psicologia Urbana all’Accademia di Belle arti di Copenaghen e con lunghi anni di studio e attività professionale a Helsinki. Ha diretto a Bari il primo Laboratorio Urbano in Italia, promuovendo diversi progetti culturali in Bari vecchia e di riqualificazione urbana: recupero ex Macello comunale, molo di Sant’Antonio, ex Ospedaletto dei Bambini. Ha diretto a Palese il Laboratorio Urbanistico di Quartiere e costituito l’Ecomuseo Urbano del Nord Barese. Attualmente coordina la rete Civica Urbana di Palese ed è direttore artistico del Festival Ecomuseale delle Arti.

1 ha pensato a “Palese: opinioni e speranze di un territorio non valorizzato

  1. Eugenio,ho letto la Tua riflessione sul ns.territorio Palese&S.Spirito, che con la massima chiarezza hai esposto le problematiche che da anni cerchiamo di risolverle e che i ns amministratori spesso disattendono.Spero che questo Tuo appello venga ascoltato e che si possano vedere risultati utili alla ns.collettivita’.Un saluto e buona giornata da Vincenzo.

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