Anche un Sindaco “può cantare”: la poesia di Vito Antonio Di Cagno
Vito Antonio Di Cagno Ninnananna
VITO ANTONIO DI CAGNO
Nacque a Bari il 30 marzo 1897 in Via Argiro 59. Laureatosi giovanissimo in giurisprudenza, si dedicò con successo all’attività forense che esercitò soprattutto nel campo del diritto civile.
Nel 1946 fu eletto Sindaco di Bari con voto unanime rivelandosi, per sei anni fu mediatore fra le opposte forze politiche di estrema destra e di sinistra che, allora, costituivano la quasi totalità del Consiglio comunale. L’allora presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, lo definì il miglior Sindaco d’Italia. Nel 1948, avendo preso l’iniziativa di ripristinare i lampioni sul Lungomare e non potendo affrontare la spesa con i fondi del Comune, lanciò un appello al quale aderirono con entusiasmo, enti, aziende, politici, professionisti, dipendenti comunali e cittadini, sottoscrivendo ciascuno la quota di lire 100.000 permettendo la riaccensione dei primi 21 lampioni, il 6 maggio 1949 e nell’agosto successivo, la completa l’illuminazione del Lungomare Nazario Sauro.
Dal 1963 al 1973 resse la Presidenza dell’E.N.E.L. Nonostante gli importanti e responsabili incarichi ebbe tempo di dedicarsi al dialetto scrivendo poesie ed episodi, anche umoristici. Nel 1951, pubblica “Acquànne pozze… cande”, per Resta di Bari e ‘Figure, episodi, colore locale’, per Cressati di Bari (ristampato nel 1973, a cura di Giuseppe Schito per Laterza di Bari). Due sue poesie: “La lambare” e “La Vecchiàme” sono state musicate nel 1976, mentre “Mare” nel 1981 dal maestro Domenico Anaclerio.

Morì a Bari il 1° settembre 1977 all’età di ottant’anni.
La cittadinanza gli ha dedicato una strada al rione Carrassi (prolungamento di Via Carrante a confine con Stradella del Caffè e Via G. Petroni).
LA PAUSÌ
Ninna-Nanne
(Ninna-Nanna)
Ninna-nanne, fìgghia bbèdde. La Madonne stà che ttè; Te velèsse reggenèdde, BBona sorte tu ha d’avè. Ninna-nanne, core mì, Te stà apprìisse mamma tò; Ce nom buète tu dermì No me moveche da ddò. Ninna-nanne, e ssùunne fìgghie! Sùunne pup’e scequarìidde; Sùunne ros’e ssùunne gigghie, E nna fate iìnd’o castìidde. Iìnd’o sènne tu stà rrite! Dùurme e non de descetànne; Cose bbèdde tu stà vìte, Fìgghia mè, fà ninna-nanne.
Ninna-nanna, figlia bella. La Madonna sta con te; Ti vorrei reginella, Buona sorte tu avrai. Ninna-nanna, cuore mio, Ti sta accanto mamma tua, Se non puoi tu dormire Non mi muovo da qui. Ninna-nanna, e sogni figlia! Sogni pupe e giocherelli; Sogni rose e sogni gigli, E una fata nel castello. Dentro al sonno tu stai ridendo! Dormi e non ti svegliare; Cose belle tu stai vedendo Figlia mia, fai ninna-nanna.
Nato a Bari, nel quartiere Libertà. Poeta, attore, cultore della Baresità autentica, scrive poesie, monologhi, dialoghi, racconti in lingua barese proponendoli in radio, in televisione, in manifestazioni artistiche e culturali. Ha avuto giusti consensi dalla critica giornalistica per la perfetta conoscenza dell’idioma barese, come scrittura, pronuncia, recitazione. Insieme a Rino Bizzarro e Gianni Serena è uno dei membri dell’«Accademia della Lingua Barese “Alfredo Giovine”», Presidente Felice Giovine. Ideatore dell’archivio «Don Dialetto Bari». Ha pubblicato un’antologia della Poesia Dialettale Barese “Core de BBare”.