Soggetto a Piacere: quattordici anni di cultura, memoria e valorizzazione del territorio
Una mostra da organizzare, uno spazio pubblico irraggiungibile per dei semplici cittadini e una porta che sembrava chiusa. Nasce così, quasi per caso, Soggetto a Piacere un’associazione culturale che dal 2012 promuove arte, memoria e valorizzazione del territorio.
Il primo evento
«Volevamo organizzare una mostra antologica dedicata a Luigi Giacopino, un artista ormai ultranovantenne che volevamo onorare – racconta la presidente Bianca Traversa – quando chiedemmo uno spazio pubblico ci dissero che come privati non avremmo potuto richiederlo, per poter accedervi bisognava essere organizzati in un’associazione».
Nasce Soggetto a Piacere
Così nel 2012 nasce Soggetto a Piacere trasformando quella che sarebbe dovuta essere una semplice formalità amministrativa in un progetto destinato a durare nel tempo.

«Eravamo pochissime persone, il direttivo era ridotto al minimo previsto dalla legge. L’iniziativa della mostra ebbe grande successo, a quel punto ci siamo detti: perché fermarsi?», racconta fiera Bianca.
Da allora sono trascorsi quattordici anni durante i quali l’associazione è cresciuta, accogliendo nuovi soci, idee e passioni, senza mai perdere la propria vocazione originaria: creare occasioni di incontro, confronto e condivisione attraverso la cultura. Ad oggi l’associazione vanta di un direttivo attivo e la presidente Bianca è fiancheggiata da Concetta Rosato, vicepresidente in carica.
Una missione che trova espressione anche nel nome scelto: «volevamo qualcosa che richiamasse il mondo dell’arte, ma che allo stesso tempo fosse “aperto” a più interpretazioni», racconta Traversa. Un nome insolito, diventato negli anni uno dei tratti distintivi dell’associazione. «Ancora oggi c’è chi ci chiede come mai abbiamo scelto questo nome. E ogni volta è l’occasione per raccontare chi siamo e cosa facciamo».
Le diverse attività
Se all’inizio il cuore delle attività erano le mostre, oggi l’associazione organizza presentazioni di libri, incontri culturali, passeggiate tematiche, visite guidate e anche viaggi alla scoperta di territori lontani dai circuiti turistici più tradizionali.
Un ruolo importante in questa evoluzione lo ha avuto Franco Giacopino, socio fondatore e figlio dell’artista Luigi Giacopino, grande appassionato di tratturi e transumanza. «Ha percorso a piedi numerosi itinerari storici e ci ha fatto conoscere realtà straordinarie», racconta la presidente.
Da queste esperienze sono nate visite guidate alla scoperta di posti remoti in Puglia, Molise, Basilicata e Campania. «Molti di questi luoghi non comparivano nemmeno negli itinerari turistici più noti, ma custodivano tesori incredibili», sottolinea Traversa. Tra i ricordi più vivi, la visita a Sepino in Molise, famosa per le sue testimonianze romane, e quella a Grumentum in provincia di Potenza, quando ancora il sito archeologico non era molto conosciuto.
Proprio da questo legame con i territori della transumanza è nato “Il mio Regio Tratturo“, progetto firmato da Franco Giacopino e sviluppato in un libro fotografico e in una mostra itinerante dedicati agli antichi tratturi e alla loro memoria.
Il tratto distintivo dell’associazione infatti non è solo ciò che fa, bensì come lo fa: «non c’è qualcuno che decide tutto dall’alto – spiega la presidente – le idee arrivano dalle persone che partecipano alla vita dell’associazione».
Diverse esperienze e interessi
Soci con esperienze e interessi diversi contribuiscono alla programmazione degli eventi che spazia dalla scrittura alla fotografia, dalla storia locale alle tradizioni popolari. Quando nasce uno spunto, può trasformarsi rapidamente in un incontro, una presentazione o un evento pubblico.
Se c’è un filo rosso che attraversa le loro iniziative è il legame con la città, «ci interessa raccontare Bari e il suo patrimonio culturale», spiega Bianca. Negli anni l’associazione ha promosso incontri dedicati alla città vecchia e alla memoria cittadina, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico locale. «Le persone hanno voglia di riscoprire aspetti meno conosciuti della loro città».
La sede
Una delle difficoltà più grandi che l’associazione si trova ad affrontare è la perdita della sede, poco dopo il Covid: «abbiamo dovuto riorganizzare completamente le attività», racconta la presidente Bianca Traversa.
Oggi l’associazione si appoggia ad alcuni luoghi della città, in particolare, alla Biblioteca Municipio 2 e alla Parrocchia del Cuore Immacolata di Maria del Villaggio del Fanciullo, che ospitano incontri e iniziative. Una soluzione che ha consentito all’associazione di continuare le proprie attività pur dovendo fare i conti con disponibilità di spazi e orari spesso limitati.

Proprio in biblioteca è nata anche un’esperienza inaspettata: un laboratorio di scacchi, avviato quasi spontaneamente grazie alle competenze di alcuni soci. «È arrivato a coinvolgere circa venticinque persone e anche a dare qualche soddisfazione nelle competizioni», spiega Traversa.

Festa dei Dialetti
Tra gli appuntamenti più sentiti c’è la Festa dei Dialetti, una manifestazione che ogni anno riunisce soci e partecipanti provenienti da diverse regioni italiane. «È uno dei momenti più partecipati della nostra attività ed è quello a cui tengo di più», racconta Bianca.
Attraverso poesie, racconti e letture in vernacolo si celebrano le tradizioni e le identità delle diverse culture, trasformando la diversità in un’occasione di incontro e condivisione.
Le nuove generazioni
Tra le maggiori difficoltà che Soggetto a Piacere si trova ad affrontare c’è il coinvolgimento delle nuove generazioni: «i giovani hanno spesso impegni di studio o lavoro e gli orari delle nostre attività non sempre coincidono con le loro disponibilità», spiega la presidente. Una situazione resa ancora più complessa dalla mancanza di una sede stabile e dalla necessità di adattarsi agli orari degli spazi che ospitano gli eventi.
Eppure, nonostante le difficoltà organizzative, l’obiettivo dell’associazione resta immutato: «il senso è creare comunità, attraverso la cultura si creano legami, si condividono esperienze e si costruisce qualcosa che va oltre il singolo evento», afferma Bianca Traversa.
In una società sempre più veloce e frammentata, l’associazione continua a scommettere sul valore dell’incontro e della partecipazione. Una sfida iniziata quasi per caso davanti a una porta chiusa e che, a distanza di oltre dieci anni, continua ad aprire nuove strade.
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