L’associazione Zefiro racconta Bari: storie, memoria e cultura in movimento
Zefiro
Bari racconta la propria storia in ogni angolo, nelle pietre consumate della città vecchia, nei vicoli dove risuonano ancora tradizioni antiche, nelle corti nascoste e nei quartieri periferici. È una città che possiede un patrimonio culturale immenso, spesso silenzioso e spesso poco ascoltato. È in questo contesto che nel 2019 nasce Zefiro APS, un’associazione fondata da chi la cultura la respira ogni giorno dentro una casa editrice, la Stilo.
Chi lavora tra libri e storie conosce meglio di chiunque altro ciò che Bari custodisce: vicende dimenticate, voci da recuperare, luoghi che meritano di tornare vivi. Con il desiderio di far conoscere, valorizzare e far amare il patrimonio culturale della città, l’associazione si pone l’obiettivo di portare la cultura fuori dai soliti spazi e di avvicinarla alle persone, ad una comunità che cambia in fretta, che cerca nuovi linguaggi e nuovi modi di ritrovarsi.

Cos’è Zefiro?
Zefiro è prima di tutto un gruppo di persone che ha fatto della cultura il proprio impegno personale, sono autori, editori, collaboratori e professionisti che da anni condividono la stessa visione e lo stesso desiderio di far circolare storie, idee, memorie. «Siamo nati dentro un contesto editoriale, ma abbiamo scelto di andare oltre le pagine dei libri per incontrare direttamente il territorio e chi lo abita», ci racconta Francesco Minervini, presidente dell’associazione Zefiro.
«Siamo un’associazione che crede nella forza dei luoghi, nel valore del racconto e nella possibilità di trasformare anche uno spazio semplice in un’occasione di incontro. – continua – Crediamo che la cultura debba essere accessibile e attraversabile, che debba raggiungere chi non la cerca e sorprendere chi pensa di non averne bisogno».
Zefiro porta il nome di un vento leggero, e come un vento vuole muoversi liberamente tra le strade della città, insinuarsi nei quartieri, raggiungere corti, terrazzi, biblioteche, chiese, auditorium, e portare con sé nuovi modi di stare insieme.

Le attività dell’associazione
Le attività di Zefiro nascono dalla convinzione che la cultura, per essere davvero condivisa, debba prendere forme nuove, capaci di sorprendere e coinvolgere. «La tradizionale presentazione di un libro non ha più grande attrattiva, soprattutto per le giovani generazioni» spiega Minervini. «Per questo abbiamo iniziato a studiare format diversi, che mettessero insieme momenti conviviali, musica, teatro, arti visive, modi nuovi per raccontare ciò che ci sta a cuore».
Ed è così che prendono forma le cene letterarie, uno dei progetti più partecipati dell’associazione: serate in cui si leggono testi, si condividono riflessioni e si gustano piatti ispirati ai libri. Un modo per far sì che la letteratura non resti un’esperienza solitaria, ma diventi un incontro, un rito collettivo capace di parlare anche a chi normalmente non si avvicina ai libri.

Giardini di Pietra
Accanto alle cene, Zefiro cura una serie di eventi che uniscono memoria, territorio e arte performativa. tra questi, la partecipazione alla rassegna “Giardini di Pietra – Luoghi Versi Storie a Bari Vecchia”, nata da un incontro fortunato con l’associazione Martinus. Nelle corti della città vecchia, intime e piene di storia, Zefiro porta libri legati alla Puglia, alla sua identità, ai suoi autori, scegliendo ogni volta narrazioni che dialogano con lo spazio che le ospita. «Crediamo nel potere dei luoghi inconsueti – racconta Francesco – Un terrazzo, una corte, un vicolo possono diventare scenari perfetti per far rinascere storie dimenticate».

La Resistenza
Importante è anche l’impegno dell’associazione sulla memoria civile, che considera un patrimonio da proteggere e trasmettere soprattutto ai più giovani, protagonista ne è il progetto “Resistenza di ieri e forse di oggi”, ideato in occasione dell’80° anniversario della Liberazione, con reading, musica e spettacoli ospitati non nel centro della città, ma nel quartiere San Paolo. Un gesto preciso, quasi politico e di riqualificazione, portare la storia dove spesso non arriva, là dove la cultura diventa strumento di comunità e partecipazione.
La scelta di dedicare un intero progetto alla Resistenza non è casuale, per Zefiro, ricordare quel periodo non significa soltanto rievocare fatti storici, ma riportare alla luce ciò che quei gesti continuano a insegnare oggi.
«I giovani hanno bisogno di conoscere, hanno bisogno di confrontarsi con il passato per capirlo e farlo loro – afferma Minervini – solo così possono sentirsi parte di una storia più grande, comprendere il peso delle scelte e riconoscere la responsabilità della libertà».
Per l’associazione, parlare di Resistenza nel presente significa interrogarsi sul concetto stesso di partecipazione, di impegno civile, di presenza attiva, è un invito a non restare indifferenti, a non lasciare che la memoria diventi un rito vuoto, a riconoscere che esistono nuove forme di resistenza quotidiane, silenziose, necessarie.
È da questa visione che nasce il lavoro di Zefiro nelle periferie, nei quartieri più distanti dal centro, in quei luoghi dove spesso la storia arriva attutita. Portare un reading, uno spettacolo, una testimonianza significa restituire senso e identità a comunità che, troppo spesso, vengono percepite solo nei loro problemi e non nel loro potenziale. È un modo per dire che la cultura appartiene a tutti, che la memoria non è qualcosa da custodire in un museo, ma un bene vivo, condiviso, che deve continuare a circolare come un vento che attraversa la città.
Il rapporto con i giovani
Il rapporto con i giovani è uno dei punti più sensibili del lavoro di Zefiro, e anche uno dei più complessi, coinvolgerli non significa semplicemente invitarli a partecipare, ma creare linguaggi e situazioni che parlino davvero a loro.
«I ragazzi hanno bisogno di autenticità» ci dice Minervini. «Non cercano eventi patinati, cercano esperienze che sentano proprie, che li mettano in gioco, che li facciano sentire parte di qualcosa».
Per questo le iniziative dell’associazione vengono costruite con una grande attenzione alla dimensione esperienziale, non un semplice ascolto ma un incontro, non una lezione ma uno scambio. Nei laboratori, nelle letture, negli spettacoli realizzati i giovani diventano partecipanti attivi, spesso anche protagonisti di performance e momenti creativi.
La risposta da parte della gente che ci segue, negli anni, ha confermato che Bari è una città desiderosa di cultura, soprattutto quando la cultura decide di avvicinarsi. Gli eventi di Zefiro hanno raccolto un pubblico eterogeneo, giovani curiosi, famiglie, lettori appassionati, abitanti dei quartieri che spesso non partecipavano ad attività culturali da molto tempo.
Il pubblico
Ciò che più colpisce è la continuità, persone che tornano, che seguono i progetti, che si riconoscono in uno stile fatto di cura, semplicità e ascolto.
«E’ pubblico che partecipa, che dialoga, che si lascia coinvolgere», precisa Minervini.
In molte occasioni, gli stessi cittadini sono diventati parte attiva dell’organizzazione, offrendo spazi, suggerendo storie, proponendo collaborazioni. Le corti della città vecchia si sono riaperte, gli auditorium dei quartieri periferici hanno ritrovato voce, i terrazzi si sono trasformati in palchi improvvisati.

È questo, forse, il segno più evidente del successo dell’associazione la partecipazione ai singoli eventi, una comunità che cresce, che si riconosce, che sente la cultura come un bene condiviso, una comunità che, lentamente, si sta lasciando attraversare dal suo “vento leggero”, di speranza.
Continuare a sperimentare
Guardare avanti per Zefiro significa continuare a sperimentare, cercare nuove vie, nuovi spazi, nuove forme di linguaggi per riuscire ad arrivare a tutti. «Non vogliamo fermarci – racconta Minervini – ogni progetto ci spinge a immaginare il prossimo, a capire come la cultura può ancora sorprendere, unirsi al territorio e parlare alle persone».
Il futuro dell’associazione passa dalla volontà di ampliare la propria rete, collaborare con altre realtà culturali, scuole, biblioteche, spazi alternativi, e di portare sempre più la cultura nei quartieri meno centrali, nuovi format, nuove storie, nuove arti da intrecciare, perché ogni incontro può diventare occasione di scoperta, dialogo e partecipazione.
Alla fine, ciò che muove Zefiro è un desiderio semplice e potente: rendere Bari una città che ascolta la propria storia e la condivide, che lascia respirare i luoghi, che fa della cultura uno strumento di relazione e speranza.
«Il nostro augurio – conclude Minervini – è che sempre più persone si lascino attraversare dalla cultura come da un vento leggero. Zefiro, come un vento che non si ferma, continuerà a muoversi tra le strade, i vicoli e le corti, portando con sé storie, memoria e passione, con l’obiettivo di rendere ogni angolo di Bari un luogo vivo di cultura e comunità».
Link pagina FB Zefiro:
https://www.facebook.com/zefiroasp
Link Instagram:
© 2025 Tutti i diritti riservati
Racconto storie, dettagli e frammenti di vita, li intreccio con parole che profumano di realtà e do voce alle persone che incontro. Perché le storie migliori parlano da sole, ma a volte hanno bisogno di qualcuno che le accompagni.