Storie di Puglia – la leggenda di Brindisi e il figlio di Ercole
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Nella nostra ricerca di storie e leggende pugliesi spesso c’imbattiamo in racconti che legano la mitologia indissolubilmente con la fondazione di un luogo e della sua comunità. Plinio il Vecchio fa risalire l’origine del popolo pugliese a un gruppo di giovani provenienti dall’Illiria, le isole Tremiti (e non solo) secondo il mito furono fondate dall’eroe greco Diomede, Enea è approdato a Castro e Santa Cesarea Terme è legata al nome di Ercole.
Ed è proprio la prole di Ercole la vera protagonista della nostra storia: nella persona di Brento, suo figlio.
Il figlio dell’eroe
Una delle leggende che circondano la fondazione di Brindisi lega perfino il nome della città al mitico “figlio d’arte”.
Sappiamo che la zona dove ora sorge la città era abitata sin dall’età del bronzo ed è grazie ai Messapi che tra il IX e VIII secolo a.C. sarà fondata la città, ma in questa sede ci occuperemo della leggenda e non della storia.
Torniamo, quindi, indietro nel tempo, in un’epoca di eroi e mostri mitologici, dove le imprese dell’uomo erano seconde solo alla fantasia dei narratori.
Brento partì dalla Grecia in cerca di gloria con una nave, ma la tempesta colse lui e il suo equipaggio di sorpresa.
I delfini salvano Brento
Nonostante la mitica forza di Brento, ereditata dal padre semidio, il mare avrebbe avuto la meglio sul giovane impavido se non fosse salvato dai delfini che lo portarono a riva. Un po’ come era successo anche a Taras figlio di Poseidone nella leggenda della fondazione di Taranto.
Infatti, come raccontava Plinio il Vecchio nel suo Naturalis Historia libro IX:
Il delfino […] non teme l’uomo come straniero, va incontro alle imbarcazioni, gioca con gioia, gareggia anche a superare le vele sebbene gonfie.
Insomma i delfini dell’epoca non solo amavano l’uomo, senza temerlo, ma erano anche più efficienti dei bagnini di Baywatch.
Ma torniamo al nostro eroe.
Il figlio di Ercole fonda la città
Arrivato sano e salvo sulla riva, desideroso di farsi un nome tutto suo, considerato l’enorme fardello dell’eredità paterna che portava sulle spalle, decise di fondare una città.
Alzò quindi due enormi colonne sulla collina visibili sin dal mare, che nei secoli successivi saranno indicate come la parte terminale della via Appia. Un’impresa che sarebbe stata considerata “mitica” per qualsiasi eroe, ma lui era il “figlio di Ercole” e tutto quello che faceva era messo in confronto con le imprese del padre.
Ercole aveva eretto le colonne su quello che ora è lo Stretto di Gibilterra fissando i limiti del mondo conosciuto, sebbene degne di nota, come potevano le sue non sfigurare?
Così Brento, ferito nell’orgoglio, decise di modellare l’intera zona grazie alla sua forza sovrumana, creando la nuova città a sua immagine e somiglianza. Modellò la costa e scavò ogni singola insenatura. I due seni del porto interno rappresentavano le sue braccia, la sua testa era la penisola e le foci dei due fiumi sul sito le sue gambe.

La leggenda e la storia
E secondo la leggenda anche la città prese il nome dal suo fondatore.
Il notaio brindisino Giovanni Battista Casimiro afferma nelle sue Epistola Apologetica ad Quintum Marium Corradum:
Se i nostri antenati avessero creduto all’interpretazione più vera della testa del cervo, non avrebbero inciso sulle antiche monete un uomo o un Brento seduto su un delfino con le lettere indicanti il porto di Brundusium, ma una testa di cervo, con le stesse lettere, se avessero creduto alle corna di cervo che abbracciano la città.
Ma a differenza di quanto scrive il notaio del XVI secolo, è molto più probabile che Brundisium, antico nome di Brindisi, derivi dal termine messapico brendon (cervo) o brention (testa di cervo) a causa della strana forma del porto, ma come scrivevamo all’inizio, abbiamo scelto di soffermarci sulla leggenda non sulla storia della città.
Copertina: creata con Gemini Google, ChatGpt rielaborazione grafica Nicola Antonio Imperiale
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.