Storie di Puglia – L’eroe pagano, la devota cristiana e le terme miracolose
eroe
Il nostro viaggio fra le leggende e tradizioni pugliese oggi ci riporta nello splendido Salento, nel comune di Santa Cesarea Terme situato sulla costa adriatica. Questa importante meta turistica salentina, nota per le sue terme di acqua sulfurea, è legata non a una ma ben due leggende distinte: una pagana e una cristiana, la prima che coinvolge l’eroe e semidio greco Eracle e la seconda una vergine di nome Cesaria o Cisaria.

Come già successo per Diomede che ha fondato le isole Tremiti e molte altre città pugliesi ed Enea che è approdato a Castro, anche il nome del celeberrimo Eracle (o Ercole per i Romani), l’eroe delle 12 fatiche e uccisore di uomini e mostri, è legato a uno dei centri pugliesi, dato che la leggenda narra che è sbarcato proprio su queste coste.
L’eroe Eracle affronta i giganti
Secondo il racconto, Eracle era accorso in aiuto del padre Zeus contro i Giganti Leuterni, dopo essersi preparato compiendo i dovuti riti propiziatori ai Campi Flegrei, era sceso in campo per affrontare i titanici avversari. I giganti erano ritenuti invincibili, eppure caddero uno dopo l’altro travolti dalla furia del greco. La sua possente clava seminò morte e distruzione fra i suoi nemici che batterono in ritirata, inseguiti dal guerriero. Arrivarono fino alla costa Iapigia, dove Eracle li affrontò nuovamente e li sterminò. Qui i loro resti e il sangue penetrarono nel suolo rendendo sulfuree le acque sorgive.

Nel III secolo, così racconta Aristotele, nel suo De Mirabilibus Auscultationibus, la battaglia di Eracle e l’origine delle terme:
Narrano che spesso il promontorio Iapigio in un luogo dove sarebbe avvenuta a quel che si dice la battaglia fra Eracle e i giganti, scorre sangue in abbondanza e tale che per l’odore pregnante il mare circostante è innavigabile.
A questa leggenda pagana, si affianca e si sovrappone quella cristiana.
La leggenda cristiana della giovane Cesaria
La protagonista, in questo caso, è invece una giovane convertitasi al cristianesimo di nome: Cesaria. Quest’ultima crede in una vita virtuosa e lontana dal peccato, purtroppo per lei la sua bellezza e leggiadria risvegliano la passione nel suo stesso padre che inizia a importunarla.
La giovane fugge alle smanie dell’uomo, fino a rifugiarsi in una grotta. La vergine in preda al panico invoca l’aiuto di Dio e le sue preghiere sono miracolosamente accolte. La montagna si apre per dare un rifugio alla fuggitiva e la punizione si abbatte sul padre incestuoso. Gli stivali dell’uomo si trasformano in zolfo facendo ardere il bruto che avvolto dalle fiamme sulfuree cade in mare.
Dopo questi miracolosi avvenimenti, la fanciulla sceglie di vivere il resto della sua vita in eremitaggio nella grotta.

Di questa leggenda ci sono diverse versioni, in alcune la giovane è nata in una famiglia nobile di Francavilla di Brindisi (attuale Francavilla Fontana), in altre è di Castro o Porto Miggiano, in altre l’assalitore non è il padre ma un pirata saraceno invaghitosi di lei.
In ogni caso nella sostanza la leggenda resta la stessa.
La patrona di Santa Cesarea Terme
Il comune di Santa Cesarea Terme festeggia la sua patrona l’11 settembre, data che secondo la tradizione coincide con la fuga di Cesaria. In questa data, si svolge una processione che dopo aver attraversato la piccola cittadina arriva con le barche alla grotta dove la vergine è vissuta e morta.
Insomma, secondo i racconti del luogo, l’origine idrogeologica e le proprietà curative delle terme, note sin dall’antichità, sono originate da una sorta di punizione divina e dal conseguente disfacimento del corpo del malvagio nelle acque.
Foto Santa Cesarea Terme: Tiziana Torello
Link Comune di Santa Cesaria Terme:
https://www.comune.santacesareaterme.le.it
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.