Storie di Puglia – il mito dell’eroe greco e le isole Tremiti
eroe
Torniamo a parlare di leggende pugliesi e ci inoltriamo in un viaggio nel mito, la nostra meta questa volta sono le isole Tremiti: un piccolo arcipelago a 22 chilometri dal promontorio del Gargano. Qui, un famoso eroe acheo approdò sulle sue rive. Parliamo di Diomede, re e prode guerriero greco al pari di Achille e Aiace.
E sì, non solo Enea, secondo l’Eneide di Virgilio, è approdato a Castro, ma anche un altro eroe omerico è sbarcato sulle coste pugliesi fondando diverse città.

L’eroe greco
Ma chi era Diomede e cosa ci faceva in Puglia?
Diomede re di Argo, secondo Omero, partì per la Grecia per conquistare Troia, schierandosi al fianco di Agamennone. Figlio di Tideo era il protetto di Atena che gli “infuse forza e furore”. Inarrestabile in battaglia, non aveva alcun timore degli dei, tanto da arrivare a ferire in battaglia sia Afrodite dea dell’amore che Ares dio della guerra, come riportato nel V libro dell’Illiade.

Secondo il mito, proprio a causa di questa offesa imperdonabile agli dei, alla fine della guerra di Troia, Diomede si ritrova ad affrontare un viaggio che lo porta lontano dalla sua patria: in una versione della storia è stato dimenticato da moglie e sudditi per opera della dea Afrodite, in un’altra il guerriero è stato tradito dalla sua sposa. In ogni caso, il suo viaggio riprende nel mar Adriatico.

Diomede fonda delle città in Puglia
Con i suoi compagni si ferma in diversi porti e fonda alcune città nella Daunia: le antiche Argo Hippium (Arpi), Canusium (Canosa), Venusiun (Venosa) e altre, come ricorda Plinio il Vecchio in Naturalis Historia Libro III.

Alla fine trova dimora presso delle piccole isole, chiamate appunto le Insulae Diomedeae, attuali isole Tremiti, perché da lui stesso fondate. Addirittura si narra che le isole siano nate da massi da lui scagliati in mare.
È qui che l’eroe ellenico muore ed è sepolto. Infatti, sull’isola di San Nicola, una delle rocce dell’arcipelago, c’è una tomba di origine ellenica attribuita proprio all’eroe omerico.
Il mito ricordato in altre opere
Il suo mito è ripreso in moltissime opere: dal poema Alessandra di Licofrone del III secolo a.C. al canto XXVI dell’Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri dell’inizio XIV secolo d.C.
Ma non è finita qui. Interessante è sapere che su queste isole vive un uccello marino dalle grandi ali chiamato Diomedea. Sempre la leggenda vuole che questi uccelli, per il loro strano garrito quasi lamentoso, altro non siano che i compagni di Diomede, trasformati in volatili che si dolgono per la sua dipartita.

Il destino dei suoi compagni
Storia ripresa dallo stesso Plinio il Vecchio e da Sant’Agostino ne La città di Dio che nell’XVIII al paragrafo 16 che così ne parla:
I Greci vincitori, mentre, abbandonata Troia, tornavano ai propri paesi, furono colpiti e straziati da diverse orribili sventure. […] Vorrebbero dare ad intendere che i suoi compagni, non in base a una immaginaria mistificazione poetica ma in base a una verifica storica, furono tramutati in uccelli. […] Dicono anzi che v’è un suo tempio nell’isola di Diomede, non lontano dal monte Gargano, che è nelle Puglie, e che questi uccelli volano attorno al tempio e vi sostano con tanta ammirevole venerazione che ingurgitano acqua e poi la spruzzano, e se capitano là Greci o discendenti di razza greca, non solo rimangono tranquilli, ma gorgheggiano lusinghieri, se invece scorgono uno straniero, volano in picchiata sulle teste e le feriscono con poderosi attacchi fino a uccidere. […]
Ancora una volta, il folklore pugliese si dimostra una prolifica cornucopia di miti e leggende che s’intrecciano indissolubilmente con i racconti e le vicissitudini delle nazioni a lei vicine.
Link Wikipedia Diomede:
https://it.wikipedia.org/wiki/Diomede
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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.