Storie di Puglia – La città pugliese del peccato e la santa

Santa Brigida

Santa Brigida

Oggi, le “Storie di Puglia” ci riportano in Capitanata, di cui avevamo già narrato la bellissima leggenda di Cristalda e Pizzomunno di Vieste. E ci soffermiamo a parlare di Siponto, apostrofata da Santa Brigida come una “città del peccato”, al pari delle bibliche Sodoma e Gomorra.

Ma andiamo con ordine. L’antica città di Siponto nel XIII secolo fu scossa da sconvolgimeti idrogeologici dovuti allo spostamento della foce del Bradano e dell’Ofanto che crearono un progressivo fenomeno di impaludamento della zona rendendo insalubre l’aria.

Dopo aver visitato l’area, re Manfredi di Svevia (1232-1266), figlio di Federico II e Bianca Lancia, emise il decreto Datum Orte del 1263 con il quale diede ordine di far trasferire gli abitanti di Siponto dal sito dov’erano ubicati in un altro a un pochi chilometri (l’attuale Manfredonia).

E ora parliamo della vera protagonista della nostra storia: Santa Brigida, al secolo Brigida Birgersdotter (1303-1373). Figlia di un aristocratico svedese, insieme al marito adottò la Regola dei Terziari francescani, fu fondatrice dell’Ordine del SS. Salvatore, donna molto pia ed erudita, morì nel 1373 e fu canonizzata nel 1391, si festeggia il 23 luglio.

Tendente al misticismo, fu spesso protagonista di accorati colloqui con Cristo, Dio e gli angeli. Riportò questi importanti dialoghi nei libri delle “Revelationes coelestes”.

Questo illustre personaggio, nella sua vita è stata protagonista di lunghi pellegrinaggi fra cui uno nel Gargano.

Proprio durante questo pellegrinaggio nel 1370, la sua storia si intreccia con quella dell’antica Siponto. Motivo del pellegrinaggio era anche quello dell’evangelizzazione del Gargano, che seppure già convertito al cristianesimo e sede d’importanti santuari, tendeva a mantenere alcune usanze considerate pagane ed eccessivamente libertine dall’austera visione della Chiesa.

Proprio per questo, la Santa guardando dall’alto le rovine della città martoriata dai fenomeni idrologeologici e abbandonata un secolo prima, vede in tanta distruzione una sorta di punizione divina e trascrive la sua visione nell’extravagantes delle “Revelationes”. Riportiamo qui il dialogo con Dio e il severo giudizio verso la città che è rea di non onorare la sua legge:

Vidit domina Birgitta multitudinem angelorum psallencium in monte Gargano et dicencium: “Benedictus sis tu, Deus noster, qui es et eris et fuisti sine principio et sine fine! Tu creasti nos spiritus in ministerium tuum et eciam ad consolacionem hominum et custodiam, qui ita mittimur ad profectum hominum, quod nunquam priuamur dulcedine et consolacione et visione tua. Sed quia quasi incogniti videbamur hominibus, voluisti in loco isto ostendere benediccionem tuam et nostram dignitatem a te nobis datam, ut homo addisceret diligere te et eciam auxilium nostrum desiderare. Nunc autem longo tempore locus iste in dignitate habitus a multis contemptus est, et habitatores terre plus appropinquant spiritibus immundis quam nobis, quia suggestiones eorum ardencius sequuntur.” Respondit domina: “O, Domine meus, creator meus et redemptor meus, da eis auxilium desistere de peccatis et desiderare te corde toto!” Cui Deus: “Assueti,” inquit, “sunt sordibus et nisi verberibus non erudientur. Et utinam in disciplina se cognoscant et resipiscant!”

Testo in italiano:

Madonna Brigida vide sul monte Gargano una moltitudine di angeli che cantavano e dicevano: «Benedetto sei tu, nostro Dio, che sei e sarai e fosti senza principio e senza fine! non siamo mai privati ​​della tua dolcezza e del tuo conforto e della tua visione. Ma poiché eravamo visti come sconosciuti agli uomini, hai voluto mostrare in questo luogo la tua benedizione e la nostra dignità da te donata, affinché l’uomo impari ad amare te e anche a desiderare il nostro aiuto. Ma ora, da molto tempo, questo luogo tenuto in dignità è stato disprezzato da molti, e gli abitanti della terra sono più vicini agli spiriti immondi che a noi, perché seguono più ardentemente i loro suggerimenti». La signora rispose: «Oh, mio ​​Signore, mio ​​creatore e mio redentore, aiutali a desistere dai peccati e a desiderarti con tutto il cuore!». A cui Dio rispose: «Sono abituati alla sporcizia e non saranno educati se non saranno battuti. E possano nella disciplina conoscere se stessi e rinsavire!»

Chiaramente, un racconto dai fini moralistici e ammonitori, nel quale emerge un giudizio che risulta eccessivamente duro e poco “misericordioso” nei confronti di persone, che seppure fossero realmente “macchiate dal peccato”, hanno dovuto abbandonare case e proprietà.


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Giornalista pubblicista, da anni collabora come redattore, fotoreporter e social media manager per testate giornalistiche online. Persona curiosa e intraprendente, ha coltivato negli anni diversi hobby.

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