La guerra e la “Spagnola” non fermano il cinema: nasce a Bari il cinematografo “Pro Mutilati”
spagnola
La Grande Guerra comincia a pesare sulla vita civile. Aumentano le restrizioni e comincia a mancare la carta per i quotidiani che, nel ridurre il notiziario, privilegiano ovviamente le notizie dal fronte e l’attività politica, mentre la rubrica Teatri e Spettacoli s’impoverisce. A farne le spese sono i cinematografi. Qualche volta la rubrica salta, ma spesso si trovano solo striminzite note di film e varietà nelle sale di prima visione, per gli spettacoli lirici del Petruzzelli e di prosa al comunale Piccinni.
Eppure, il 17 novembre 1917 nei locali ormai abbandonati dell’ex cinema Savoia, in corso Cavour angolo via Putignani, si apre un nuovo cinematografo, il “Pro Mutilati“, per un’iniziativa della sezione di Bari dell’Associazione “Mutilati e Invalidi di Guerra”.
L’associazione si propone di devolvere parte dell’incasso alle vedove e ad altri istituti di beneficenza. Il biglietto d’ingresso è di 40 centesimi per i distinti e di 25 per una semplice sedia di legno…
Le proiezioni di questo cinema sono sempre di prima visione per Bari e d’interesse artistico di prim’ordine tanto che la nuova sala si può dire sia entrata nelle abitudini del buon pubblico barese
scrive l’articolista.
Il film in programma per la serata inaugurale s’intitola Il suicidio, un poderoso dramma di Paolo Ferrari accompagnato dall’orchestra diretta dal maestro Morgese.
Intanto, il solito appuntamento natalizio con gli amanti del melodramma salta: niente stagione lirica al teatro Petruzzelli, che in cambio, dal 20 dicembre, ospita la compagnia di prosa di Irma Gramatica in concorrenza con il Piccinni, dove da un mese Ermete Zacconi presenta diverse commedie del suo repertorio con grande successo di pubblico.
Poi, come non bastassero le barbarie, all’insipienza dell’uomo si unisce, ancora una volta, la natura matrigna. Verso la fine di agosto del 1918 un micidiale virus che si manifesta come una semplice influenza si diffonde rapidamente in Europa e in America: è la micidiale “Spagnola“, un’epidemia devastante che in sette, otto mesi provoca milioni di vittime in tutto il mondo.

Il 4 e l’11 novembre 1918 l’Austria prima e la Germania poi chiedono l’armistizio: la guerra è finita.
Il primo gennaio 1919 il Corriere delle Puglie lancia un appello accorato a tutte le parti sociali…
Che ogni soldato, tornando dopo anni a casa, trovi una famiglia senza miseria. Che ogni contadino riprenda il lavoro su di una terra cui possa affezionarsi e non maledire il suo sudore sfruttato da proprietari ignoranti, gretti e indegni di possedere quel tesoro inesauribile che è un campo. Che ogni operaio abbia lavoro. Che ogni bambino abbia una scuola. Che ogni orfano una casa… auguriamo che i progetti del Comune abbiano finalmente principio. In una parola, auguriamo che in Bari, finalmente ci si svegli e si lavori!
È un appello a non disperare di fronte alle miserie lasciate dalla guerra e a cominciare con vigore e speranza il lento processo di ricostruzione. Ma ricostruire cosa, e con quali mezzi? Prima della guerra, la Puglia in particolare, possedeva braccia in abbondanza ed una economia basata sull’agricoltura che la guerra aveva immiserito, ridotto a livello feudale. Finita la guerra, i grandi latifondisti trovarono più conveniente investire nelle banche del Nord lasciando la Puglia sull’orlo del disastro economico.
L’industria del Nord aveva la necessità di riconvertire l’intero sistema produttivo, doveva riconvertire e passare dalla produzione bellica a quella commerciale, e alle altre regioni, al Mezzogiorno in particolare, come al solito, non restava altro che aspettare!
In copertina: infermiera con mascherina durante l’epidemia di “Spagnola”
Bibliografia:
- Nicola Mascellaro, Una finestra sulla storia; C’era una volta Bari; Quando andavamo al cinema.
- Gigi De Santis, U Cinematògrefe.
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Nicola Mascellaro è nato a Gravina in Puglia nel 1939, risiede a Bari dal 1950. Dal 1966 al 1996 ha lavorato presso La Gazzetta del Mezzogiorno come impiegato responsabile dell’Archivio di documentazione.